Saturday, March 09, 2024

Cerere

 Cerere


Colla falce, e col grano in fronte, e a piedi,

Da strumenti rural cinta d’ intorno,

Per ogni parte idolatrar la vedi

Scorrendo ogni tugurio, ogni soggiorno.

Sono i cultor del suo favor gl’ eredi,

Ed o che cade il sole, o fà ritorno

Regna ne campi, e all’ opre sue se credi

Non verserai il tuo sudor con scorno.

Anima della terra e di mortali,

Tutto mostra il poter della natura,

E salva il mondo dagl’ acerbi mali.

L’uomo per essa ne travagli indura,

L’augel per essa spiega allegro l’ ali.

Cerere è questa onor d’ agricoltura


Andrea Salomone, Mitologia iconologica, 1841


Thursday, March 07, 2024

Ipazia di Alessandria

 Ad Alessandria c'era una donna di nome Ipazia, figlia del filosofo Teone, che raggiunse risultati tali in campo letterario e scientifico da superare di gran lunga tutti i filosofi del suo tempo. Succeduta alla scuola di Platone e Plotino, spiegava i principi della filosofia ai suoi uditori, molti dei quali venivano da lontano per ricevere le sue istruzioni. Grazie alla disinvoltura e alla disinvoltura che aveva acquisito grazie alla coltivazione della sua mente, non di rado si presentava in pubblico alla presenza dei magistrati. Né si sentiva in imbarazzo nel presentarsi a un'assemblea di uomini. Tutti gli uomini, infatti, a causa della sua straordinaria dignità e virtù, la ammiravano di più. Tuttavia, anche lei fu vittima della gelosia politica che regnava a quel tempo. Infatti, poiché aveva frequenti colloqui con Oreste, tra la popolazione cristiana si diffuse la calunnia che fosse lei a impedire che Oreste si riconciliasse con il vescovo. Alcuni di loro, quindi, spinti da uno zelo feroce e bigotto, il cui capofila era un lettore di nome Pietro, la bloccarono mentre tornava a casa e, trascinandola via dalla carrozza, la portarono nella chiesa di Cesareo, dove la spogliarono completamente e poi la uccisero con le tegole. Dopo aver fatto a pezzi il suo corpo, portarono le sue membra maciullate in un luogo chiamato Cinaron e lì le bruciarono. Questa vicenda portò il minimo biasimo non solo a Cirillo, ma anche a tutta la Chiesa alessandrina. E di certo nulla può essere più lontano dallo spirito del cristianesimo del permettere massacri, combattimenti e operazioni di questo tipo. Ciò avvenne nel mese di marzo, durante la Quaresima, nel quarto anno di episcopato di Cirillo, sotto il decimo consolato di Onorio e il sesto di Teodosio [415 d.C.]".


Storia ecclesiastica (VII.15)


Saturday, February 03, 2024

Giunone

 Giunone


Giunto a Giove germana eletta figlia

D’opi funesta, che pur regna in Cielo,

Che per l’ aria talor da noi si piglia

Arbitra di procelle, e calma, e gelo.

Pronuba delle nozze in bianco velo,

Che a Lucina nell’ opre ella somiglia,

Spesso geloso amor turba, e sconsiglia,

E spesso lancia a donne infide il telo.

Europa, Danae, ed Alcmene un giorno

Destaron nel suo sen la voglia rea

Di punir l’opre di fatal rio scorno.

Essa è madre, essa è Diva, ed essa crea

I fenomeni infausti al sole intorno :

Costretta a lagrimar quantunque Dea.


Andrea Salomone, Mitologia iconologica, 1841


Saturday, January 06, 2024

Apollo

 Apollo


Con bionda chioma, e con aurata lira,

Con fiamma in petto, e con bel lauro al crine,

Dovunque il guardo dignitoso Ei gira

Per tutto splender fà fiamme divine.

Scioglie il suo fiato le gelate brine,

Ogni mortal il suo pote sospira,

Ad esso intorno il globo ognor s’aggira,

E toglie ogni vivente alle ruine.

Cantor di versi, e curator d’affanni,

Splendono a lui tesori eccelsi intorno,

Chè la terra salvar Ei sa da danni.

Fulge il suo carro di saffiri adorno,

Nè invecchia mai per lungo volger d’anni :

Eccovi il Nume apportator del giorno.



Andrea Salomone, Mitologia iconologica, 1841


Saturday, December 02, 2023

Mercurio

 Mercurio


Aligero, eloquente, furbo, e astuto

Col caduceo in man, col piè veloce,

Che vola allor che passa, e resta muto

Qualunque nel parlar abbia pìù voce.

Egli porta i precetti a Giove, e a Pluto,

Turba colle sue frodi, e a lutti nuoce,

L’alme a Caronte guida, e porge aiuto,

Cerbero fa tacer benchè feroce.

Speme a raggiratori, ed a mercanti,

Desta, ed ammorza al cor ogni desio,

Spesso s’usurpa ancor non propri i vanti.

Scorre il cielo, e ne’ regni dell’obblio

Il riso spesso fa mutare in pianti :

Questo è Mercurio delle frodi il Dio.


Andrea Salomone, Mitologia iconologica, 1841


Tuesday, October 31, 2023

Novembre

Novembre. Diana era la divinità protettrice di questo mese. Ausonio lo ha caratterizzato con dei simboli legati ad un sacerdote di Iside, la cui festa si celebrava il primo novembre. Nei tempi moderni è raffigurato con un vestito del colore delle foglie morte e coronato con un ramo d'ulivo; da una mano si appoggia al segno dello Scorpione e dall'altra tiene una cornucopia da cui fuoriescono varie radici, ultimo dono che ci fa la terra. 

Saturday, October 07, 2023

Marte

 Marte


Terribil Dio alla pietà crudele,

Nemico de’ mortali ogni momento,

Che tien seguaci suoi ira, e spavento,

Che si pasce di sangue, e di querele.

Che attosca l’alma con continuo fiele,

Avido sol di risse, e di cimento,

Infausto a’ Regi, a’regni ognor tormento,

Che corre il mar di sangue a piene vele.

Fonte, e cagion di stragge, e di ruina,

Autor di pianto per qualunque stato,

Che l’uom più fiero a piedi suoi s’inchina.

Dal mondo sol per lui fù il ben scacciato,

E mentre a danni crudelmente inclina

Il flagello di Dio Marte è chiamato.



Andrea Salomone, Mitologia iconologica, 1841


Saturday, September 02, 2023

Vulcano

 Vulcano


Vecchio, zoppo, deforme, abbietto, e brutto,

Ridicolo, bavoso, e sciagurato,

Dal Ciel con sdegno spinto appena nato,

Fatto per dare all’uom spavento, e lutto.

A far säette crudelmente istrutto

Par che dal suo destin fù dichiarato ;

Giove per esso vien sovente armato,

Perchè il mondo talor venghi distrutto.

È questi quell Vulcan Nume abborrito,

Che ebbe nel cor troppo impudenti voglie,

E ad onta di ciascun si fe’ marito.

Venere lo tradi nelle sue soglie,

E allor si fù del rìo voler punito.

Guai a chi è brutto, vecchio, e prende moglie.


Andrea Salomone, Mitologia iconologica, 1841


Saturday, August 05, 2023

Nettuno

 Nettuno


In mezzo all’onde gode il vasto Regno

Il Dio Nettuno, che dà legge al mare,

Porta il tridente per mostrar lo sdegno,

E ogni mostro marino al piè gli appare.

Il diadema rëal gli forma il segno

Del vasto impero, e fra conchigliè rare

Erge il suo trono, e insiem possente, e degno

Per tutto il guardo suo terribil pare.

Due Tritoni la guardia hanno del soglio,

E se s’irrita il mar turba, e confonde,

Ogni fiume il rispetta, ed ogni scoglio.

Sorge talor da viscere profonde

Quando brama mostrare il vasto orgoglio :

Eccovi il Dio regolator dell’ onde.


Andrea Salomone, Mitologia iconologica, 1841


Thursday, July 20, 2023

SLAVEDA - Hey Dodola! (Ей Додоле!)


Dodola/Perperuna/Perunika è la dea slava della pioggia e della fertilità, la simbiosi degli elementi Acqua e Aria - l'archetipo femminile del supremo dio Tuonante - Perun - dio del cielo e degli elementi celesti, fulmini, vento e fuoco. Questa è una canzone rituale in cui Dodola viene lodata e invocata, insieme alle sue energie femminili lenitive, un rituale per evocarla affinché ci liberi e liberi le nostre terre dalla tormentosa sete, inumidi il crudo suolo della Madre Tara e assicuri un ricco nuovo raccolto.

Saturday, July 08, 2023

Giove

 Giove


Opi, e Saturno dier la vita a Giove

Primo de’suoi german cresciuto in Creta,

Toccò nascente de’desir la meta,

E diè di suo poter tremende prove.

Il regno al Padre tolse in foggie nuove,

Mostrò nell’ Etra alma possente, e lieta,

Tien l’impero nel Ciel, tutto decreta,

E solo il Fato al suo piacer lo. muove.

Regge il folgor funesto apportatore

Di perigli, di affanni, e tristo fio,

Egli è Duce, egli è Nume, egli è Signore.

Rare volte mostrossi amico, e pio,

Incusse ne’mortali alto terrore :

Questo fù de’ Gentili il primo Dio.


Andrea Salomone, Mitologia iconologica, 1841


Saturday, June 10, 2023

l’imprecisione del paganesimo

l’imprecisione del paganesimo

"Paganesimo" è un termine che è stato usato per riferirsi a una vasta gamma di credenze religiose e spirituali nel corso della storia. La sua imprecisione risiede nel fatto che è un termine ombrello che comprende molti sistemi di credenze e pratiche diversi, che possono variare notevolmente a seconda del tempo e del luogo in cui si trovano.


Nel suo significato più generale, "paganesimo" può essere usato per riferirsi a qualsiasi sistema religioso o spirituale che non fa parte delle tradizioni monoteistiche abramitiche dell'Ebraismo, del Cristianesimo o dell'Islam. Questo può includere antiche religioni politeistiche come i pantheon greci e romani, così come moderne tradizioni neo-pagane o basate sulla natura che traggono ispirazione da una varietà di fonti.


L'imprecisione del "paganesimo" deriva anche dal fatto che molti dei sistemi di credenze e pratiche che rientrano in questo termine ombrello sono stati fortemente influenzati da altre tradizioni religiose nel corso del tempo. Ad esempio, molte antiche religioni pagane sono state plasmate dal contatto con l'Ebraismo e il Cristianesimo, e le successive rivitalizzazioni pagane sono state influenzate da una vasta gamma di tradizioni religiose e filosofiche, tra cui l'Induismo, il Buddhismo e l'occultismo.


Inoltre, il termine "paganesimo" è spesso stato usato in modo dispregiativo o dispregiativo da parte dei membri delle dominanti tradizioni monoteistiche, e di conseguenza, molti pagani hanno abbracciato il termine come modo per riaffermare la propria eredità spirituale e affermare la propria identità.


In sintesi, l'imprecisione del "paganesimo" deriva dalla sua diversità storica, culturale e religiosa, nonché dai suoi significati complessi e contestati in contesti diversi.


Saturday, May 13, 2023

The fuzziness of paganism

 "Paganism" is a term that has been used to refer to a wide range of religious and spiritual beliefs throughout history. Its fuzziness lies in the fact that it is a broad umbrella term that encompasses many different belief systems and practices, which can vary greatly depending on the time and place in which they are found.


In its most general sense, "paganism" can be used to refer to any religious or spiritual system that is not part of the Abrahamic monotheistic traditions of Judaism, Christianity, or Islam. This can include ancient polytheistic religions like the Greek and Roman pantheons, as well as modern nature-based or neo-pagan traditions that draw inspiration from a variety of sources.


The fuzziness of "paganism" also arises from the fact that many of the belief systems and practices that fall under this umbrella term have been heavily influenced by other religious traditions over time. For example, many ancient pagan religions were shaped by contact with Judaism and Christianity, and later pagan revivals have been influenced by a wide range of religious and philosophical traditions, including Hinduism, Buddhism, and the occult.


Additionally, the term "paganism" has often been used in a derogatory or dismissive way by members of the dominant monotheistic traditions, and as a result, many pagans have embraced the term as a way of reclaiming their spiritual heritage and asserting their own identities.


In short, the fuzziness of "paganism" arises from its historical, cultural, and religious diversity, as well as its complex and contested meanings in different contexts.


Sunday, April 30, 2023

il paganesimo nascosto

Il mondo dell'arte e della letteratura è spesso caratterizzato da opere che presentano significati reconditi e che richiedono una profonda conoscenza dell'autore e del suo tempo per essere pienamente comprese. Alcune opere possono essere oscure perché l'autore vuole attirare l'attenzione, mentre altre possono essere chiare come l'acqua per sfuggire alla comprensione dei lettori.


In particolare, ci sono opere che sembrano prive di riferimenti espliciti all'antichità pagana, ma che in realtà nascondono significati cripto-pagani, come nel caso del celebre verso di Leopardi che parla di un "mazzolin di rose e di viole". Queste opere sono state concepite nella prospettiva della "modernità dell'antico", cioè dell'antichità riproposta in modo attualizzante e non meramente filologico.


Gli autori che si sono cimentati in questo filone hanno spesso utilizzato la dissimulazione e il depistaggio per nascondere le loro vere intenzioni, costruendo enigmi eruditi che richiedono una profonda conoscenza della cultura pagana antica. Infatti, queste opere sono costituite da miti e simboli che esprimono forme di religiosità pagana antica non ufficiale, pre-omerica e misterica.


Per comprendere appieno questi significati cripto-pagani, l'ermeneuta della "modernità dell'antico" deve posizionarsi al livello sotterraneo della scriptio inferior e utilizzare strumenti di ricerca e di investigazione appropriati. Leggendo le opere "sotto il velame", l'ermeneuta si rende conto che queste sono collegate come da una catena ininterrotta che attraversa i secoli, riproponendo le stesse tematiche cripto-pagane ma in modo sempre diverso.


Le opere che adottano la prospettiva della "modernità dell'antico" rappresentano un tentativo di riportare in vita l'antichità pagana attraverso un uso sapiente delle fonti e delle immagini mitologiche e simboliche, ma anche attraverso un velato messaggio religioso che richiede una decodifica accurata per essere compreso appieno.


Wednesday, April 26, 2023

Il regno pagano dei Beati

impegnato in alcuni controlli, con Google Trends,  ho rivelato un notevole incremento del volume di ricerche con oggetto la seguente espressione:

Il regno pagano dei Beati 

il picco di ricerche è avvenuto il 10 settembre 2022,  anche il primo aprile si è verificato un discreto numero di ricerche.

Incuriosito sono andato alla ricerca delle cause di questo fenomeno.

L’origine di tutto è da ascrivere alla pubblicazione, su un cruciverba, del quesito:

Il regno pagano dei Beati , 6 lettere

la soluzione è: Elisio. 


la mitologia greca così ci parla di Elisio

Elisio è un termine mitologico che si riferisce al luogo in cui le anime dei morti virtuosi andavano dopo la morte nella mitologia greca. Era considerato un luogo di felicità e beatitudine, dove le anime dei morti potevano godere di una vita eterna di pace e tranquillità.


Secondo la mitologia greca, l'Elisio era situato nella parte occidentale del mondo, vicino all'Oceano Atlantico. Era un luogo di bellezza e serenità, dove le anime dei morti potevano godere di un clima mite e di una vegetazione lussureggiante.


L'Elisio era considerato il luogo in cui andavano le anime dei morti virtuosi, che avevano vissuto una vita di bontà e giustizia. Era un luogo di pace e tranquillità, dove le anime potevano godere della compagnia degli dei e degli eroi della mitologia greca.


L'Elisio era anche associato alla figura di Persefone, la dea della primavera e della rinascita. Secondo la leggenda, Persefone era stata rapita da Ade, il dio degli inferi, e portata nel regno dei morti. Tuttavia, Zeus, il re degli dei dell'Olimpo, aveva negoziato con Ade per permettere a Persefone di trascorrere parte dell'anno sulla terra, portando con sé la primavera e la rinascita.

le strade degli Dei, per farsi ricordare, sono infinite.





Monday, April 24, 2023

Andare al santuario: la costruzione quotidiana del sacro

Andare al santuario: la costruzione quotidiana del sacro

Un ultimo ambito ampiamente documentato dall'archeologia riguarda l'attività dei santuari, in particolare l'attività rituale e la frequentazione quotidiana dei luoghi di culto, nella misura in cui questi hanno lasciato tracce. E ancora una volta, sono coinvolti l'assetto spaziale e architettonico del luogo di culto (tempio, altare, galleria, portico, cappella annessa, muro di cinta, eventualmente bagni ed edificio per spettacoli, ecc.) e le implicazioni liturgiche della rappresentazione o della frequentazione dello spazio.


Uno scavo rivela i resti di edifici e attrezzature come teatri e bagni che partecipano all'organizzazione stessa delle pratiche religiose e alla definizione delle rappresentazioni sociali delle comunità antiche. In questo senso, la disposizione spaziale di un luogo di culto gioca ovviamente un ruolo centrale nell'organizzazione e nella vita delle esperienze religiose. Si tratta quindi di localizzare l'altare e il tempio (se esiste) della divinità tutelare e di osservare le modalità della sua disposizione interna. Il luogo dell'altare, sulla spianata, nel cortile o sulla scalinata del podio, è anche il punto focale delle cerimonie sacrificali celebrate nel santuario. L'esame dei portici e dei cortili che strutturano i santuari può essere cruciale nella restituzione dell'attività religiosa svolta dai visitatori, così come la localizzazione e l'identificazione dei corredi cultuali che portano a considerare le processioni e i percorsi liturgici all'interno dei santuari, così come i riti svolti all'aperto (statue di culto e immagini di culto, altare, tavola d'offerta, bacino d'acqua, aree di deposito, cucina, panche, cassetta del denaro, ecc.)


La posta in gioco non è piccola: facciamo solo un esempio, quello delle sale da banchetto e delle cucine che dovevano essere l'epicentro dell'attività sacrificale. A Pompei, lo stato di conservazione dei resti ci permette di accertare che la maggior parte dei luoghi di culto non aveva una cucina o una sala per banchetti, a riprova del fatto che la maggior parte, se non tutta, la carne sacrificata veniva distribuita o venduta fuori dal santuario, probabilmente in una struttura perfettamente adattata e vicina che era il macellum pubblico. In definitiva, gli unici santuari pompeiani che ricevono cucine sono i luoghi di culto che ospitano addetti al mantenimento del culto o gruppi di devoti paragonabili a cultores: gli Isiaci di Iside, i ministri Fortunae Augustae o i Venerii di Venere. Ciò solleva ovviamente la questione della gestione dei culti, che si differenziava a seconda dei santuari e del personale assegnato. Nel mondo greco, la situazione non è più chiara, tra carne distribuita o consumata nel contesto di un banchetto; citiamo qui l'esempio del famoso decreto di Atene sui kreanomia del Panatenao minore del 335/334 a.C., che è stato a lungo oggetto di dibattito sulle modalità di condivisione della carne ; facciamo anche riferimento alle vestigia assegnabili a una fase ellenistica del macellum portate alla luce a sud-est dell'agorà della città di Thasos.



L'archeologia delle pratiche rituali è stata, negli ultimi anni e in alcuni casi, meglio affrontata, grazie all'implementazione, a partire dalle fasi di campo, di una registrazione adattata di manufatti ed ecofatti che permette di qualificare il coinvolgimento di oggetti, animali e piante nelle sequenze rituali e, soprattutto, di restituire i gesti che costruivano letteralmente il rito. A questo proposito, John Scheid ha dimostrato, in una serie di lavori sulla letteratura religiosa del periodo romano, che le conoscenze rituali romane non venivano trasmesse per iscritto. I Romani utilizzavano calendari, libri sacerdotali, raccolte di profezie ed esegesi teologiche composte. Tuttavia, sembra che questi documenti fossero solo un accessorio del culto; non contenevano indicazioni rituali precise e quasi mai fornivano informazioni sulle partiture rituali di sacrifici e cerimonie. In altre parole, ognuno pensava al rituale come voleva, anche se all'interno di sequenze generali più o meno padroneggiate. Come venivano trasmessi i rituali in una religione definita dall'ortoprassi, una condotta conforme ai riti prescritti, una pratica basata sull'azione rituale e non guidata dalla fede e fondata sul dogma.


Wednesday, April 12, 2023

esecuzione del rituale

L'analisi dettagliata delle dinamiche di sepoltura dei resti di una casa colpita da un fulmine a Pompei ha permesso di riflettere sulle modalità di esecuzione del rituale romano di sepoltura dei fulmini (fulgur conditum). Lo scavo ha rivelato un quadro generale per la costituzione del bidentale che era ben padroneggiato e derivato dalla tradizione scritta, ma è stato anche possibile dimostrare che lo specialista, forse un aruspice, definiva e costruiva da sé il contenuto del rituale sulla base degli elementi colpiti dal fulmine (in questo caso, gli elementi del tetto di una casa). Ciò significa che il rituale di sepoltura da fulmine non solo veniva eseguito e reinventato, ma veniva instancabilmente ricostruito, ogni volta come un nuovo oggetto, come se il significato risiedesse in questa costruzione unica e non solo nella ripetizione di uno schema generale. Sono quindi fondamentali l'interpretazione e l'attuazione, affidate a uno specialista con riconosciuta autorità religiosa e quindi giudicato capace di costruire il rito, di metterlo in atto. Questa semplice constatazione, di una grande autonomia del rito, dà un valore aggiunto ai resti materiali consegnati dall'archeologia. Ciò è subordinato a una condizione essenziale e fondamentale, ossia la registrazione rigorosa dei resti e del loro contesto stratigrafico, cosa che è ben lungi dall'avvenire per un certo numero di siti mediterranei scarsamente documentati o pubblicati in modo incompleto.


Gli elenchi dei materiali rinvenuti nei luoghi di culto vengono trattati con la preoccupazione che non è quella di riconoscere le pratiche religiose, ma di caratterizzare gli oggetti coinvolti nelle diverse sequenze del luogo di culto, dalla sua costruzione alla sua frequentazione e abbandono. In questo campo, i contesti stratigrafici dei manufatti sono ovviamente essenziali; sappiamo che il materiale di riporto, onnipresente nei siti romani, spesso pone più problemi di quanti ne risolva. Sappiamo anche che gli spazi dei santuari erano accuratamente mantenuti e puliti, per cui i soli oggetti sparsi o dispersi negli strati rimaneggiati non rendono bene l'idea delle attività svolte nel santuario. Nonostante queste insidie, la grande varietà di manufatti rinvenuti negli scavi dei luoghi di culto testimonia un fatto essenziale, ossia che gli antichi santuari erano frequentati in molti modi: Le persone partecipavano certamente a cerimonie collettive o private - questo è ciò che viene generalmente studiato - ma facevano anche molte altre cose che non erano legate alla pietas, ma all'allestimento del luogo, alla sua manutenzione quotidiana e sicuramente a transazioni di cui probabilmente non abbiamo idea, quando ad esempio i visitatori si affollavano nelle terme o nel teatro, strutture regolarmente associate al tempio. Questa osservazione dimostra che la varietà degli arredi incontrati costituisce una meravigliosa opportunità per ricostruire le molteplici modalità di frequentazione e organizzazione di un luogo di culto. Così, i chiodi, gli utensili, gli ornamenti metallici, alcuni elementi in ceramica o in osso e forse molti altri oggetti sarebbero la conferma che le offerte che cerchiamo sistematicamente sono in realtà molto spesso in minoranza, tanto più che esistevano procedure che permettevano di utilizzarle, trasformarle o venderle a beneficio del luogo di culto. Nel caso di manufatti come fibule, monete o oggetti personali, dobbiamo essere cauti sugli usi di questi oggetti, perché se alcuni erano effettivamente donati ritualmente, altri potevano avere un'altra funzione legata alla vita del santuario, e altri ancora sono stati persi dai visitatori. Per quanto riguarda gli oggetti offerti come ex-voto agli dei, alcuni erano indubbiamente votivi, nel senso che erano stati offerti in adempimento di un voto fatto alla divinità, sia che si trattasse di una replica dell'altare del santuario (altari votivi) sia che si trattasse di una copia in miniatura della statua di culto (da qui la presenza di statuette regolarmente menzionate). Altri oggetti riflettono riti di passaggio (nascita, passaggio all'età adulta, emancipazione) celebrati sotto il patrocinio divino, ovvero la ricchezza dei riti celebrati nei luoghi di culto che davano ritmo alla vita degli individui.


il contesto religioso dei ritrovamenti conferisce un'aura particolare ai frammenti di oggetti, si tratta soprattutto di caratterizzare gli usi e i contesti di ciascun manufatto per ogni luogo di culto, al fine di comprendere meglio le attività svolte nei santuari, che ovviamente andavano oltre la sola sfera religiosa.


Friday, April 07, 2023

Opinione

Opinione, divinità che presiede a tutti i sentimenti degli uomini. Viene rappresentata come una donna abbastanza bella, ma audace, che cerca di appoggiarsi su tutto ciò che la circonda. Ha ali alle mani e alle spalle. Stende sul globo terrestre uno scettro e una corona, essendo la regina del mondo.

Saturday, April 01, 2023

Divinità pagane in Europa cristiana

 Regine della Natura Selvaggia

Divinità pagane in Europa cristiana: un'indagine


Queens of the Wild

Pagan Goddesses in Christian Europe: An Investigation

Ronald Hutton

Yale University Press



In questo avvincente resoconto, il rinomato studioso Ronald Hutton esplora la storia delle figure divine in Europa cristiana. Attingendo dall'antropologia, dall'archeologia, dalla letteratura e dalla storia, Hutton mostra come streghe, fatate, la regina delle fate e il Dio Verde siano emersi nel corso dei secoli e come siano cambiati nel tempo.


Analizzando da vicino quattro figure principali - Madre Terra, la Regina delle Fate, la Signora della Notte e la Vecchia della tradizione gaelica - Hutton sfida decenni di dibattito intorno alle figure femminili che sono state a lungo considerate versioni di dee pre-cristiane. Egli sostiene con forza che queste figure divine presenti nell'immaginario europeo non derivano dal mondo antico pre-cristiano, e allo stesso tempo non hanno nulla di cristiano. Infatti, sono stati gli studiosi del XIX secolo a tentare di stabilire la narrazione della sopravvivenza pagana che persiste ancora oggi.



Friday, March 31, 2023

La memoria del luogo: oggetti sacri e programmi iconografici

La memoria del luogo: oggetti sacri e programmi iconografici


Un altro campo di fabbricazione del divino è dato dagli oggetti e dalle immagini esposte nei luoghi di culto, che mettevano in scena e inquadravano le pratiche liturgiche, secondo varie strategie che si rinnovavano o rinegoziavano con la storia delle comunità. Secondo Cicerone (In Verrem IV, 48-52), quando Verre mise le mani sulle venerabili statue che ornavano il tempio di Cerere a Enna in Sicilia, provocò l'ira degli abitanti del luogo che lo accusarono di aver attentato, toccando gli ornamenti del tempio, alla potenza d'azione (numen) della divinità, al carattere venerabile dei riti (sacra) e al carattere sacro (religio) del santuario. Sembra quindi che gli ornamenti, le statue e gli arredi offerti dai progettisti e dai visitatori venissero accumulati nei luoghi di culto per costruire gradualmente la religio del luogo. Si pensi allora a oggetti insoliti come la coppa di Nestore e il teschio di elefante, possibile vestigia delle guerre puniche, depositati nel famoso tempio di Diana Tifatina a Capua e che, nella tradizione letteraria, sono venuti a caratterizzare il famoso culto capuano (Pausania, V, 12, 3; Ateneo XI, 466e, 489b-c). In un tempio di Autricum/Chartres, in epoca romana, venivano depositati in uno spazio della cella (una cassa?) oggetti ritenuti notevoli: sette asce levigate, quattro ricci di mare fossili e pietre naturali, sfere di selce, ciottoli e lastre di calcare, tutti destinati a oggettivare la presenza sovrana degli dei e a forgiare la tradizione del luogo di culto.


In questo ambito, la grande varietà di oggetti di tutte le dimensioni, ex voto e altri tipi di offerte è senza dubbio un'altra illustrazione dell'implicazione degli ornamenti e delle offerte esposte nella definizione religiosa di un luogo di culto. Questi oggetti o attrezzature evocano esperienze vissute dietro l'espressione orale del culto, dietro il concettuale o la coscienza trasmessa dall'attività religiosa. Per lungo tempo dominio della storia dell'arte, lo studio delle immagini di culto o degli oggetti che costituivano il patrimonio della divinità considera ora l'identità data al culto dalla comunità dirigente. La natura e la collocazione delle statue nei santuari sono quindi un altro elemento essenziale per la comprensione del culto. Le combinazioni dispiegate nel tempio e sotto i portici possono quindi essere ricostruite se i resti iconografici sono sufficienti. Mille Apollon, mille Jupiter, mille Venus, anche i dinasti e gli imperatori, ma le scelte iconografiche e la varietà di combinazioni espresse nei santuari, dalle statue esposte, dimostrano che gli dei adottavano una particolare identità da un luogo all'altro, da un santuario all'altro, partecipando così alla memoria della città.