Friday, October 28, 2011
Alpena
Alpena.
Dea del pantheon etrusco.
Divinità appartenente alle dee del gruppo Lasa
Divinità femminili, guardiane di tombe, spesso rappresentate.
I simboli a loro associae sono specchi e corone.
Compongono questo gruppo:
Vecu
Muntucha
Alpena
Losna
Mean
Zipna
Aiutano gli uomini.
Spesso vengono raffigurate nude, divinità legate alle ninfe.
Sunday, October 23, 2011
Monday, September 26, 2011
Friday, September 09, 2011
Poi venne il cristianesimo...
Poi venne il cristianesimo e con esso la maledizione della carne. Il cristianesimo ha spezzato il mandala, i quattro che compongono l'armonia. Tre si trovano raccolti e separati dal quarto, il diavolo, che l'iconografia prese a dipingere con i tratti di Pan, il dio greco del sesso che, nell'ora meridiana da lui preferita, rincorreva con i suoi zoccoli da capra e le sue corna mozze le ninfe del bosco. Il cristianesimo tenne le file della sessualità in Occidente, dove il cielo era separato dalla terra e lo spirito dalla carne. Se un bel giorno si smettesse di esecrare la pornografia, che poi altro non è se non la carne nella sua solitudine, e si incominciasse a esecrare chi ha ridotto la carne in solitudine, separandola dal cielo per farne l'anticamera dell'inferno, il primo girone della Commedia.
Umberto Galimberti
Monday, August 29, 2011
Polemica in Toscana per un «affresco evirato»
Polemica in Toscana per un «affresco evirato»
Marco Gasperetti
Corriere della Sera 20/8/2011
MASSA MARITTIMA (Grosseto) —Le dispute degli studiosi sull'Albero della Fecondità, enigmatico affresco del 1265 con immagini falliche, ritrovato casualmente nel 1999 sotto uno strato di rocce calcaree a Massa Marittima, fino ad oggi si sono concentrate su significato e attribuzione dell'opera. Adesso, dopo tre anni di restauri terminati una decina di giorni fa, sono gli «attributi» a far discutere e persino a spingere un consigliere comunale a presentare un esposto a Procura e ministero per una presunta «castrazione». In altre parole alcuni testicoli dei falli, che pendono dall'albero, sarebbero stati in parte ridimensionati o cancellati, una sorta di censura postuma e inspiegabile. «L'affresco appare compromesso nella sua autenticità per una campagna di restauro irrispettosa dei caratteri artistici, tipologici e formali dell'opera — ha scritto Gabriele Galeotti, consigliere per una lista civica di opposizione in municipio — molte porzioni dell'opera sono state ridipinte arbitrariamente». Accuse respinte dagli esperti. «Tutta l'operazione è stata condotta con ogni possibile accortezza — replica in una nota il soprintendente ai beni storici e artistici per le province di Siena e Grosseto, Mario Scalini — e la tecnica impiegata non può in alcun modo aver radicalmente modificato parti originali dell'opera». Scalini spiega che i testicoli non più visibili potrebbero essere quelli ritoccati nei precedenti restauri e che «comunque le infiltrazioni d'acqua hanno costretto al fissaggio delle parti pittoriche e all'asportazione dei sali e calcari: tra le parti più attaccate dai depositi potrebbero dunque esserci anche quelle che raffiguravano i testicoli dei frutti». Sul significato dell'Albero, gli studiosi si dividono. C'è chi ritiene l'opera un'allegoria della fecondità, chi invece, come George Ferzoco dell'Università di Leicester, la giudica uno straordinario manifesto politico databile tra i1 1267 e i1 1335 realizzato dai guelfi (al potere) contro i ghibellini. Le aquile nere sarebbero il simbolo del potere imperiale e le figure femminili streghe impegnate ad appendere i falli staccati ai nemici.
Friday, July 08, 2011
Saturday, July 02, 2011
Wednesday, June 29, 2011
Monday, June 27, 2011
Saturday, June 11, 2011
Wednesday, June 08, 2011
quelques dates et quelques etapes dans le retour de la coscience paienne en europe
quelques dates et quelques etapes dans le retour de la coscience paienne en europe
quelques dates et quelques etapes dans le retour de la coscience paienne en europ
quelques dates et quelques etapes dans le retour de la coscience paienne en europ
Sunday, May 08, 2011
Vouloir revue culturelle pluridisciplinaire - 1988 - paganismes e neo-paganismes
Vouloir revue culturelle pluridisciplinaire - 1988 - paganismes e neo-paganismes
Vouloir revue culturelle pluridisciplinaire - 1988 - paganismes e neo-paganismes
Vouloir revue culturelle pluridisciplinaire - 1988 - paganismes e neo-paganismes
Thursday, April 28, 2011
Come conciliare Dioniso e Apollo, ebbri e assennati
La Stampa Tuttolibri 23.4.11
Come conciliare Dioniso e Apollo, ebbri e assennati
Eros e Logos La lotta tra bellezza e verità che ha caratterizzato i Greci
Per Giorgio Colli, nel solco di Nietzsche, le due divinità non si contrappongono, ma coesistono
di Marco Vozza
Il debito di riconoscenza che la cultura internazionale, non soltanto quella italiana, intrattiene nei confronti di Giorgio Colli è inestimabile, innanzitutto per averci restituito un Nietzsche integro e credibile, sottratto alle reiterate manipolazioni precedenti, attraverso l’edizione critica delle sue opere condotta con Mazzino Montinari. Ma Colli era anche un grande editore e un filosofo autonomo, seppur sempre fedele alla traccia dei suoi autori prediletti, Schopenhauer e Nietzsche fra tutti, ma in particolare i primi pensatori greci, quei sapienti delle origini che si avvalevano delle forme espressive del mito, della religione e della poesia prima che si affermasse il pensiero astratto dei filosofi classici.
Ora abbiamo la possibilità di tornare su quei temi, tra antico e moderno, in virtù di una consistente, affascinante quanto rigorosa, raccolta di scritti inediti, la cui tesi assai ambiziosa considera «apollineo» e «dionisiaco» non soltanto criteri elettivi per la comprensione del mondo greco ma «principi universali e supremi della realtà», capaci di spiegare i dualismi del pensiero filosofico ma anche la musica di Beethoven. La chiave teoretica, non soltanto estetica, che introduce Colli, dell’antitesi tra dionisiaco e apollineo come connessione indissolubile, più che contrapposizione, tra interiorità ed espressione appare già prefigurata nella filologia nietzscheana dell’avvenire che indaga il fenomeno della vita secondo istanze metafisiche.
Apollo e Dioniso rappresentano il sogno e l’ebbrezza, la forma e la forza, la visione e l’impulso orgiastico, differenti espressioni del sentimento estatico dell’esistenza, quello in cui l’uomo viene trasfigurato nell’opera d’arte. Nietzsche insiste sulla coesistenza delle due divinità che si spartiscono il dominio nell’ordinamento delfico del culto, generando un equilibrio che vede alternarsi assennatezza e dismisura, moderazione e violenza. Nell’ebbrezza dionisiaca, la natura ritrova la propria potenza unitaria, dapprima dissipata nel processo di individuazione, opera altresì la redenzione di una volontà altrimenti intristita, ora rivitalizzata da una mescolanza panico-orgiastica di affetti.
Tra Dioniso e Apollo si instaurò la lotta tra verità e bellezza, che caratterizzò la grecità fino a raggiungere, depauperata e isterilita dopo Socrate, la modernità; i Greci intesero che il fine della cultura è quello di «velare la verità», di opporre la misura all’eccesso. Si trattò per la grecità apollinea di trasformare il carattere lacerante del pensiero tragico in «rappresentazioni con cui si potesse vivere», creando un mondo intermedio tra verità e bellezza, in cui il dolore, l’assurdità e l’atrocità dell’esistenza giungessero a manifestarsi in una bella parvenza, trasferendo cioè sul piano illusorio e salutare dell’apparenza la visione annichilente di quell’abisso terrificante.
L’arte rendeva possibile la creazione di «una possibilità più alta di esistenza», che consisteva nel mantenere aperta e vibrante l’espressione degli affetti, la comunicazione dei sentimenti, la condivisione del dolore, seppur trasferita «in rappresentazioni coscienti»; in tal modo, nell’esaltazione dell’essere che si avvale della danza e dell’intero simbolismo del corpo, la bellezza veniva ad accrescere «il piacere di esistere», cioè la vita ascendente.
Colli non ne fa menzione ma la più rilevante conferma della propria tesi giunge indirettamente dalla letteratura psicanalitica: Jung pone al centro dei Tipi psicologici la dicotomia tra apollineo e dionisiaco, come modello di spiegazione dei fenomeni di introversione ed estroversione. Il dionisiaco costituisce «l’espansione diastolica», pulsionale e multiforme, dell’esistenza, mentre l’apollineo rappresenta il tentativo razionale di ripristinare nella psiche un ordine unitario. Eros e Logos convivono permanentemente nella nostra vita.
Tuesday, April 12, 2011
Bonifacio ordina l'abbattimento di quercia sacra dei Sassoni
Bonifacio ordina l'abbattimento di quercia sacra dei Sassoni
Illustrazione del 19 ° secolo ", abbattendo una quercia sacra dei Sassoni", disegnata da H. Leutemann. Durante l'8 ° secolo dC, missionari come Bonifacio tentarono di convertire i pagani sassoni al cristianesimo.
Wednesday, March 30, 2011
Monday, March 28, 2011
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