Friday, February 24, 2017
Solstizio inverno bosco sacro di Jesolo
Sunday, September 16, 2007
Non c'è bisogno di nessun dio monoteista
di fronte alla pretesa di imporre a tutti, con mezzi spesso discutibili, comportamenti giustificati da considerazioni di ordine religioso e per giunta spacciati per argomentazioni razionali, la cultura indipendente dovrebbe avere il coraggio di dire che queste convinzioni private proposte come base per decisioni pubbliche sono imposture.Non è cosa di poco conto: le imposture possono essere propagandate con successo se non sono state scoperte, possono essere propagandate e basta se sono state riconosciute come tali. Per difendere i cittadini dalla propaganda religiosa bisogna anzitutto riconooscere che quella religiosa è propaganda, che significa ammettere di sapere che si basa su presupposti gratuiti e surrettizi, ispirati a un sapere fittizio e attinti da libri pieni di falsi.Dunque, un mondo che basta a se stesso e non ha bisogno della metafisica per orientarsi, ha il diritto di scegliere da solo le regole che debbono essere utili per stabilire compiti, confini e limiti della ricerca scientifica: non è cosa nuova e, soprattutto, non è cosa difficile.
[...]
scrive Carlo Flamigni, su "il manifesto" del 11/09/2007
Il paganesimo e il politeismo hanno sempre condiviso questa visione del mondo. Questo dimostra che non esiste una religione, ma che esistono le religioni. Vi è un grande abisso tra quello che il monoteismo vorrebbe imporre e quello che il politeismo percepisce. L'affermazione che il mondo basta a se stesso è un punto cardine del politeismo. I politeisti hanno sempre saputo che ogni cosa ha una sua volontà, che non vi un dio creatore.
Speriamo che i laici si accorgano di questa differenza.
Thursday, August 16, 2007
Monday, August 13, 2007
Lettera Pagana
di Ugo Gaudenzi - 10/07/2007 da "Rinascita"
Ogni volta che il cristianesimo, la morale cristiana, fa irruzione nel vivere politico e sociale di un angolo del mondo, si produce un trauma irreversibile. Si straccia la memoria di un popolo, si cancellano le sue origini, le sue tradizioni e il suo destino tramandati e disegnati da miti e culture, si apre uno iato di oscurità e di incertezza sul significato dell’essere, si fa strame di ogni volontà umana di eccellenza, si riduce l’esistenza delle persone e la storia delle genti all’attesa di un futuro altro, extraterreno, extra-fisico, extra-umano.Il PagusCerto, il cristianesimo - cattolico o ortodosso o protestante - non è certo l’unica macchina da guerra a lanciarsi contro quello che si ritiene “Il Nemico” perché non partecipe della sua fede. La malattia integralista e intollerante è propria di ogni religione “rivelata”. Rivelata, cioè, a-o-da Mosè o Budda o Cristo o Maometto.Ma è logico che la pubblicazione di una breve “lettera pagana” su queste pagine libere che girano di mano in mano in Italia o in Europa, non può che restringere alla deplorazione della morale e della religione cristiana il suo grido di allarme e di dolore. La presenza di una cultura di potere altra, estranea, parassita, che continua da duemila anni ad assorbire e deviare e mutare il senso delle cose in movimento, adeguando ed anche distorcendo di volta in volta i propri stessi “dogmi” per non perdere contatto con la naturale evoluzione culturale degli uomini e dei popoli, non è certo cosa da poco, una bagatella, una bazzecola. E abbiamo scelto un umile Pagus, un villaggio metaforico come le pagine centrali di Rinascita, per questo nostro ragionamento, sicuri di incontrare così l’attenzione, l’interesse e il confronto utile anche con quella parte dei nostri lettori che si richiama alla fede cristiana perché riuscita - noi, però, non sappiamo come: si tratterà di un atto di fede... - a separare quello che è di Dio, intimo, personale, con quello che è di Cesare, di tutti.Dio e Cesare“Il mio regno non è di questa terra”, afferma il Cristo. In realtà l’irruzione, nell’unicum romano, di una fede, quella cristiana, che dichiarava la necessità di separare il sistema teologico dal sistema politico, ha creato tra i popoli di Europa una ferita ancora non rimarginata, anzi una lacerazione che origina ancora oggi infinite fratture.Dall’introduzione di quel “duplice potere (Chiesa e Stato) è derivato un perpetuo conflitto giurisdizionale che ha reso impossibile ogni buona politica negli Stati cristiani; non si è mai potuto capire a chi, tra il sovrano e il sacerdote, si dovesse obbedire”, scriveva Jean Jacques Rousseau un secolo e mezzo fa. E nel X secolo a.U.c., Celso, il filosofo neoplatonico le cui opere furono distrutte durante le persecuzioni cristiane contro i pagani, non a caso nei suoi scritti esortava i cristiani almeno ad obbedire alle leggi dello Stato, a riconoscere l’autorità di Roma. Tacciando però il clero di aver romanzato e falsificato la storia di Gesù Cristo. Una storia “fabbricata”, sottolineava, perché è “noto a tutti che ciò che avete scritto è il risultato di continui rimaneggiamenti fatti in seguito alle critiche che vi venivano portate”.E Friedrich Nietzsche che vede nel cristianesimo originario soltanto un “piccolo movimento di ribellione” politica, “una conseguenza... dell’istinto ebraico, un'ulteriore conclusione della sua logica terrificante”.Però, “man mano che si diffondeva fra masse sempre più vaste, era necessario volgarizzare e barbarizzare il cristianesimo. Quest'ultimo ha assorbito le dottrine e i riti di tutti i culti sotterranei dell'imperium romanum e le assurdità di ogni sorta di mente malata. Il destino del cristianesimo sta nella necessità che la sua stessa fede diventi tanto malata, bassa e volgare quanto malati, bassi e volgari sono i bisogni che deve soddisfare”.Fede nell’Irreale Anche perché “nel cristianesimo, né la morale né la religione hanno punti in contatto con la realtà. Nient'altro che cause immaginarie («Dio», «anima», «io», «spirito», «libero arbitrio», ovvero il «non libero arbitrio»): solo effetti immaginari («peccato», «redenzione», «grazia», «castigo», «remissione dei peccati»). Un rapporto tra esseri immaginari («Dio», «spiriti», «anime»); una scienza naturale immaginaria (antropocentrica; una totale mancanza del concetto di cause naturali); una psicologia immaginaria (soltanto autofraintendimenti, interpretazioni di sentimenti generali piacevoli o spiacevoli, per esempio: «pentimento», «rimorso di coscienza», «tentazione del demonio», «cospetto di Dio»); una teleologia immaginaria (il «regno di Dio», il «giudizio universale», la «vita eterna»). Questo mondo puramente fittizio con suo grande svantaggio si distingue dal mondo dei sogni per il fatto che quest'ultimo rispecchia la realtà, mentre il primo la falsifica, la svaluta e la nega”.La Chiesa IeriFeroce distruttore dell’anima greco-romana, della civiltà antica, delle religioni nazionali, dei popoli pagani (cfr, le stragi dei sassoni, degli sciti), delle comunità “apostate” o “eretiche”, degli stessi principii di aequitas alle fondamenta del diritto romano, trasformati in leggi dove a garantire la giustizia -non più l’equità - è la Chiesa, intermediaria del divino, con codici e canoni giustinianei o longobardi o franchi che irrompono senza riguardi nel vivere sociale e individuale di ognuno, il cristianesimo scelse la nostra Europa quale terra di conquista. Agevolato in ciò dall’esistenza, attorno al Mediterraneo, di un’unica organizzazione sociale e politica, quella imperiale, da corrodere nel suo principale pilastro, la romana auctoritas, per conquistarne le spoglie anche a prezzo del suo progressivo indebolimento e del suo totale crollo.Ridotto al guinzaglio l’impero, nelle sue due anime, (i “due polmoni” dell’est e dell’ovest dei quali tanto ha parlato dal 1979 fino alla morte papa Wojtyla), non restava al clero che impossessarsi del potere dello Stato.Da tenere sotto la tutela del patriarca a Costantinopoli, e sotto la guida pastorale e temporale del papa a Roma. Anche a costo della prima grande scissione, quella del 1054 tra il papa Leone IX e il patriarca Michele Cerulario che si scomunicarono a vicenda rifiutando reciprocamente il primato dell’uno o dell’altro vertice ecclesiale.Europa capta, o “evangelizzata”, con donazioni e conquiste, crociate e roghi, successioni e decime, dispute e indulgenze, il cristianesimo non riuscì però a godere la pace. L’Islam, la religione monoteista concorrente, premeva ovunque, a ridosso dei limes, mentre all’interno d’Europa con il Rinascimento risorgeva l’antica cultura, quella stessa raccolta, a tratti, da un Federico di Svevia o da un Cola di Rienzo, perché soltanto dormiente sotto il sottile strato di idee e di concezioni del mondo importate nel nord del Mediterraneo da Gerusalemme e dall’Oriente.Si sa, nei peggiori momenti di crisi, il potere reagisce con il più classico dei mezzi: esorcizzando il pericolo con la divisione di quello che è o potrebbe essere il fronte avversario. A volte, addirittura, è lo stesso corpo a rischio a produrre degli anticorpi per frenare la sua fine.1517. Con le sue 95 tesi Martin Lutero dà inizio alla nuova frattura religiosa e politica dell’Europa.E’ Riforma, è Controriforma, è Concilio di Trento, è l’Inquisizione più dura, è Giordano Bruno. Ma poi anche Descartes, e poi Newton, e Diderot, e Hume e Kant. Ed è anche rivoluzione francese, moti di libertà, dichiarazioni di indipendenza, fine dei privilegi, delle guarentigie e del potere temporale del Vaticano.Il cristianesimo, come sempre, immediatamente scomunica, bolla d’infamia con i suoi “sigilli”, combatte a morte; se vince una battaglia restaura, se perde si adegua - a fatica e a posteriori, naturalmente - e traccia nuovi sentieri di compromesso culturale sul corpo martoriato della nostra più grande patria.La Chiesa OggiDal Concilio Vaticano II, la parola d’ordine del cristianesimo è “evangelizzazione”. Dell’Europa, si sottintende. Papa Montini, non a caso riprenderà il nome (Paolo VI) dell’apostolo la cui missione fu quella di convertire greci e romani. Papa Wojtyla sarà ancora più esplicito: l’Europa è la terra del cristianesimo, ma è anche lo scenario di una necessaria “nuova evangelizzazione”. Lo dirà infinite volte. E alle parole farà seguire i fatti: il Vaticano sarà - ed è tuttora oggi - in prima linea nel rivendicare le “radici cristiane” dell’Europa. Per confermare tali “radici” ecco affiancare all’occidentale Benedetto (VI secolo) gli orientali Cirillo e Metodio (IX secolo) quali patroni dell’Europa.Cioè proprio i distruttori delle primigenie radici d’Europa, corrotte e modificate secondo i voleri e i “valori” del cristianesimo.Particolare cura viene riservata alla Francia “figlia primogenita”... non a caso: la Francia è tuttora l’unica nazione europea che esplicitamente dichiari nella sua Costituzione il suo carattere laico. Accanto al martellante e ipocrita dichiarare “cristiane” le radici della civiltà europea, la Chiesa prima ha arraffato e fatto proprie le battaglie dei diritti dell’uomo e della solidarietà sociale -per adeguarsi - sempre a posteriori - all’ideologia dominante, poi ha impugnato la bandiera della “libertà religiosa” dichiarandola una tutela per ogni singolo uomo. E, pur affermando di non reclamare alcun privilegio per sé, precisa al tempo stesso che questa libertà religiosa non è una libertà come le altre, ma la radice stessa e il fondamento di tutte le altre libertà. Un diritto morale, quindi, per i cristiani, assoluto che sfugge per definizione al potere dello Stato.La Chiesa, così, non enuncia una legge ma si dichiara al di sopra della legge e moralmente obbligata a giudicare qualunque norma, qualunque atto di uno Stato laico sovrano. Poiché il Vangelo costituisce la totalità della verità sull’uomo, costoro deducono che sia retto e giusto che chi lo maneggia (loro stessi) possieda il diritto di giudizio e di veto su ogni atto pubblico di una Nazione. Basta leggere attentamente papa Ratzinger : la sua critica - giusta - al relativismo, non riapre affatto le porte a valori cardinali naturali, ma serve unicamente da volano per affermare la necessità della progettata riconquista cattolica dell’EuropaIn queste condizioni, in ogni angolo d’Europa, la società civile viene posta sotto il controllo dell’autorità dogmatica delle gerarchie vaticane. Che agiscono direttamente, attraverso le conferenze episcopali, e indirettamente, sollecitando la base, i movimenti del volontariato, le forme comunitarie neo-integraliste (non lefebvriane) o laico-missionarie, dai carismatici ai ciellini, all’Opus Dei. Un esercito di laici-consacrati capaci di agire nel mondo temporale sotto l’autorità di San Pietro...Ma queste sono le cronache della componente cattolica. Che si richiama ormai alle radici giudeo-cristiane della fede rivelata scimmiottando le sette protestanti più radicali. E a suo tempo più demonizzate. La “nuova evangelizzazione” cattolica dell’Europa incontra anche altri ostacoli sul suo cammino. In particolare la crescente diffidenza delle chiese cristiane ortodosse che non hanno di certo gradito la rinnovata campagna del Vaticano in un Est Europa considerato addirittura “terra di missione” e che denunciano a tinte forti questo (letterale) “imperialismo religioso”. Un’Europa che, si badi bene, per il Vaticano si arresta prima di Mosca, prima della “Terza Roma”, dichiarata più volte “fuori dai limes” o fuori dalla storia del cristianesimo “autentico”.Altro che un cristianesimo a “due polmoni”. Quello dell’est, quello di Mosca, è di fatto relegato dal Vaticano nella sua missione extra-europea, “universale”, mondialista.Giudeo-CristianiIl 13 aprile 1986, nella sinagoga di Roma, papa Wojtyla ebbe a a dichiarare “intrinseco” alla religione cristiana il giudaismo. Gli ebrei israeliti, quali “fratelli maggiori” dei cristiani. Non solo. Nel giugno del 1991 lo stesso papa dichiarava “un atto di giustizia storica” “la rinascita, di uno Stato ebreo dopo duemila anni”. E nel 2006 è stato papa Ratzinger a confermare ltale sintonia giudaico-cristiana.La realtà vera è che la chiesa, in particolare quella romana, ma più in generale il cristianesimo, è in profonda crisi. Non si tratta soltanto di crisi di vocazioni, di crisi di fede, di battesimi, di matrimoni. E’ che il crollo dell’ideologia comunista - anch’essa totalitaria, anch’essa conseguente ad un atto di fede - non ha portato al cristianesimo granché di nuova linfa. Il cristianesimo non è diventato un punto di riferimento. La Chiesa, le chiese cristiane, sono rimaste dei contenitori. Non hanno saputo indicare le nuove norme, i nuovi obiettivi, ad una società colta dal disagio del trapasso dei tempi.La Chiesa di Roma, poi, non ha portato nemmeno alle sue estreme conseguenze la riappropriazione delle sue radici giudaiche. E’ rimasta alle dichiarazioni di principio, all’evocazione del“pentimento” (il concetto ebraico di teshuva) . Ben oltre e ben più, in questa direzione, hanno fatto le sette protestanti oggi alla guida dell’Occidente. Il conflitto di civiltà oggi in essere, per il Vaticano, resta quello con l’Europa precristiana.Lasciamo parlare un principe dei teologi, Monsignor Lustiger, in prima linea da decenni nell’indicare la necessità di “ri-evangelizzare” l’Europa: “Gli antichi greci e romani non esistono più... la svolta della storia europea è stata il decesso di queste civiltà... che sussistono assimilate dai popoli che ne sono nati... L’incontro con la Bibbia... fu una lotta e resta una lotta... la lotta spirituale contro il paganesimo che segna l’intero uomo nella sua nascita carnale è l’obiettivo permanente dell’evangelizzazione”...Alain de Benoist, chiosa: in Europa “il Grande Pan sarebbe dunque morto per sempre... anche se bisogna continuare ad ucciderlo.Evangelizzare significherebbe dunque scongiurare un pericolo sempre rinascente, anche nel momento in cui si pretende che sia definitivamente sparito”.La Chiesa è stata per secoli l’ente supremo che, ovunque in Europa, dettava le regole nel triplice registro delle credenze, dei valori e dei comportamenti, anche alle nazioni. Questa epoca è passata. Non esiste, fortunatamente, più. La separazione tra Chiesa è Stato è un fatto. Tra gli stessi cristiani, lo si vede ogni giorno, credere non significa più obbedire. Tutto è opinabile. Nella sfera privata nulla è più “regolato”, o comandato, dai precetti cristiani. Si divorzia quando si ritiene giusto divorziare, si interrompe una gravidanza o si accettano manipolazioni genetiche seguendo i propri desideri, le proprie convinzioni. Non c’è bisogno di attivare moti razionalisti, laicisti, anticlericali. La fine del cristianesimo è nel disinteresse dei suoi stessi stanchi fedeli.
Sunday, November 12, 2006
meglio il paganesimo
salve,
vi invio un articolo che tratta di paganesimo.
l'impostazione dello scrittore non è pagana. l'autore
è un laico che davanti alle mostrusità del monoteismo
ha compreso che esite una visione religiosa ben
diversa. l'estensore dell'articolo parla anche di
alcune dottrine misteriche antiche che sembrano avere
qualche assonanza con in cristianesimo. queste
assonanze esistono solo perchè il monoteismo ha
cancellato il significato di alcune parole, e le ha
ridefinite all'interno della sua visione del mondo.
l'articolista parla anche della necessità di nuove
divinità. per noi pagani non c'è alcun problema.
noi abbiamo sempre cara l'espressione di Walter Otto
che diceva che antiche divinità attendono il
risveglio, ed altre attendono di nascere.
saluti
francesco scanagatta
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http://www.avanti.it/article.php?art_id=15394
LA PROVOCAZIONE/ RITORNO AL FUTURO:
PER UN NEO-PAGANESIMO IN ONORE DELLA DEA RAGIONE E DI
TUTTI I SUOI PROFETI: DA VOLTAIRE A MAZZINI
Contro le alienazioni delle religioni
11/11/2006
Il Paganesimo è vecchio come lumanità. Mettiamo però
un punto e iniziamo dai culti misterici greci. Già in
era pre-ellenica aveva acquistato importanza in Grecia
una comunità misterica che prendeva nome dalla città
attica di Elèusi, dove si trovava il luogo del culto.
I misteri elèusini ebbero molti seguaci fino ad epoca
romana inoltrata. La legenda che sta alla base del
culto indica che in origine si trattava di riti legati
alla vegetazione. Mades (Ade) ha rapito Kore (Core),
la fanciulla divina patrona delle messi. Core viene
cercata dalla madre Demeter (Demetra) e ritrovata. Il
ritorno e il permanere di Core sulla terra
simboleggiano la stagione fertile dellanno. Nei
misteri elèusini, la rappresentazione drammatica di
questa legenda ad opera degli iniziati, i misti,
aveva perduto il carattere originario di un rito della
vegetazione. Ora la rappresentazione serviva per
conferire ai misti un senso di profonda letizia e
garantiva un destino felice nelloltretomba. Il culto
del dio Dionysos (Dioniso) era giunto in Grecia dalla
Asia Minore e in epoca ellenistica si diffuse
nellImpero Romano, trovando accoglienza anche a Roma.
Anche lorfismo e i suoi misteri conobbero in epoca
ellenistica una grande fioritura. Erano giunti
nellImpero Romano dalla Tracia attraverso la Grecia.
Resoconti sul poeta e cantore tracio Orpheus, al quale
si fa risalire lorfismo, presentano aspetti che
appartengono al mondo della mitologia. Orfeo sarebbe
sceso agli inferi per strappare al regno delle ombre
la propria consorte Eurydike. Limpresa gli sarebbe
riuscita soprattutto con laiuto del suo canto, ma
quando si voltò verso Euridice, questa si vide
costretta a tornare fra le ombre ed egli fu dilaniato
dalle Mènadi. Pitagora (circa 580-510 a.C.) fu il
fondatore di una dottrina e di una comunità religiosa
che lo riconosceva come maestro e che era vicina
allorfismo. Il pitagorismo sorto a Kroton, oggi
Crotone in Calabria, mirava alla liberazione
dellanima dal carcere del corpo e al suo ritorno alla
propria origine celeste. Lanima raggiunge questa meta
anzitutto mediante la metempsicosi, o trasmigrazione
delle anime, che comprende corpi di persone umane e di
animali. I pitagorici sottostavano a severe norme di
vita ascetica, che prevedevano sia il celibato, sia
prescrizioni alimentari: vino, carne e fagioli, erano
vietati. I loro servizi divini erano caratterizzati
dallimportanza predominante della musica, che stava
in rapporto con una dottrina dei numeri come essenza
di tutte le cose. Ai tempi di Silla (138-78 a.C.)
giunse a Roma dallEgitto il culto di Isis; culto che
venne osteggiato dal Senato. Tiberio osteggiò i suoi
seguaci e soltanto dopo Caligola il culto di Iside fu
tollerato ufficialmente. Nel sincretismo ellenistico,
Iside acquisì una importanza molto più grande rispetto
al suo consorte Osiris. Iside divenne senzaltro la
Kyria, la signora ed era considerata madre delle
cose e inizio primordiale dei tempi. Il culto di
Iside metteva però anche in evidenza laspetto umano
della divinità. Già in Egitto, essa era venerata come
madre di un giovane dio, che portava lo stesso nome di
Horus, lantica divinità dellEgitto faraonico
raffigurata sotto la forma di falco. Lepoca
ellenistica predilige rappresentazioni di Iside con
Horus bambino. La Persia era la patria del dio
Mithras. Nellimpero romano, Mitra era venerato fin
dal I secolo d.C. come un dio redentore che stava in
stretto rapporto con il Sole. Il suo culto, dal quale
erano escluse le donne, era diffuso soprattutto fra i
soldati. Di conseguenza, santuari di questa religione
di soldati, i cosiddetti mitrei, venivano costruiti in
primo luogo nelle località sede di guarnigioni. Erano
aule relativamente piccole a pianta piuttosto estesa
in senso longitudinale, affiancate a entrambi i lati
da sedili di pietra per gli iniziati. Un esempio
particolarmente suggestivo si trova sotto la chiesa di
San Clemente a Roma. In Grecia, Zeus, il dio del
cielo, il Signore dellOlimpo, era al vertice degli
dei dellantica Grecia, rappresentati in modo
antropomorfo. Zeus, figlio del titano Kronos e di
Rheia aveva raggiunto questa posizione somma dopo aver
spodestato suo padre che a sua volta era succeduto a
Urano e a Gaia nel dominio sugli altri dei. Come dio
del cielo, Zeus non è soltanto il Signore del cielo
luminoso e chiaro. Laspetto celeste della sua figura
include anche il potere sul maltempo: tuono e folgore,
che in epoca remota gli avevano donato i Ciclopi,
figli titanici di Urano e di Gea, sono segni e mezzi
della sua potenza. Zeus che è dio della giustizia e
dellordine, punisce con essi lingiustizia umana.
Lalta considerazione che i Greci avevano della
saggezza si esprime nellattribuzione a Zeus e anche a
sua figlia Athena della metis, intuizione,
consiglio e saggezza. Dal grande numero di divinità
che il pantheon greco conosceva, i Greci hanno
radunato le più importanti in una cerchia di dodici.
Anche numi non inclusi nella cerchia dei dodici hanno
acquisito notevole importanza, soprattutto nella
poesia greca. Helios, il Signore del sole, attraversa
il cielo sul suo splendido carro. Eos è la dea
dellAurora, Aiolos è il signore del Vento. La coppia
di gemelli, detti Dioscuri, porge aiuto agli uomini
specialmente quando si trovano in difficoltà durante
la navigazione. Pan era inizialmente solo il dio dei
pastori dellArcadia in figura di montone, protettore
delle greggi e delle mandrie. Grado inferiore a quello
divino avevano gruppi di esseri soprannaturali che,
secondo i Greci, animavano la natura. Nelle selve e
nelle fonti dimoravano i semidivini Silèni. E si
distinguevano tre gruppi di ninfe: le Orèadi, le
Driàdi e le Nàiadi, rispettivamente ninfe dei monti,
degli alberi e delle fonti. La Città-Stato, la greca
polis, era concepita non soltanto come una comunità di
cittadini, ma anche come unità religiosa. Il suo
nomos, cioè lordinamento della comunità,
comprendeva lassetto politico-istituzionale e le
usanze del culto. Gli atti di culto si svolgevano
davanti al tempio - dove era custodita limmagine del
dio - nel témenos, il sacro recinto che circondava
il tempio e che come dice il vocabolo nel suo
significato etimologico, costituiva la parte tagliata
fuori o separata dal resto delledificio. Oltre ai
templi della polis, la religione greca conosceva anche
santuari anfiziònici. Unanfizionìa era
unassociazione di Stati, formata da anfiziòni, cioè
dagli abitanti che abitano intorno al centro
culturale, uniti a protezione del santuario. Delfi era
il più importante santuario anfiziònico della Grecia;
intorno ad esso si riunivano dodici città. Secondo un
mito, due aquile, che Zeus aveva lanciato a volo dalle
opposte estremità del mondo, si erano incontrate a
Delfi; il dio aveva così identificato in questa città
lombelico della terra. Poi venne il cristianesimo
Una volta vinta la battaglia di Ponte Milvio,
limperatore Costantino emise leditto di Sofìa che
assicurava la libertà di culto a tutti i cristiani.
Costantino sostenne di aver veduto una croce luminosa
sovrapposta al sole, dopo di che ordinò di dipingere
il monogramma di Cristo sugli scudi dei suoi soldati.
Lanno successivo a quello della vittoria, ripeté la
solenne dichiarazione di tolleranza nei riguardi dei
cristiani nota col nome di editto di Milano e arrivò a
definire il cristianesimo la religione più legittima e
più sacra. Fu così che Costantino, nel giro di pochi
anni, introdusse tutta una serie di provvedimenti in
favore dei cristiani, in base ai quali la Chiesa e lo
Stato avrebbero dovuto operare nella più stretta
collaborazione. Vittorioso per grazia divina nei
successivi concili del 314 e 325, aumentò la autorità
della Chiesa cattolica e a Nicea (325) formulò il
Credo. Con la decisione di Costantino di convertire
lImpero al cristianesimo, i cristiani vennero a
possedere una forza tale da portare avanti la politica
dellimpero secondo i loro intendimenti. La religione
cattolica diventò tanto arrogante che annientò tutti
gli altri culti, assorbendone per opportunità, specie
dal paganesimo, riti e credenze e distruggendone i
templi. Nel 361 salì al trono Giuliano, generalmente
conosciuto come Giuliano lapostata che pur
proclamando la tolleranza per ogni tipo di religione
tolse alla Chiesa cattolica i privilegi economici di
cui in precedenza essa aveva goduto e fra i disordini
che inevitabilmente fecero seguito al provvedimento,
escluse i cristiani dai posti di insegnamento. Questo
breve appunto per ricordare che i cattolici non
persero tempo a occupare le scuole e i luoghi di
insegnamento. Ma il cristianesimo si era così bene
inserito nel mondo di Roma che il paganesimo fu
annientato. Fu una feroce persecuzione verso gli dei
falsi e bugiardi per mano cristiana con delitti e
stragi. La civiltà latina, eclettica, serena, aperta,
in una parola gentile e limpero romano con essa
furono soffocati dalla mentalità intollerante,
fanatica e dogmatica del cristianesimo. Non ci
mancherà occasione di esaminare i fasti della carità
cristiana e le benemerenze dellamore del prossimo.
Lodio teologico, il fanatismo cieco, le persecuzioni,
le scomuniche, le guerre di religione ignote alla
umanità pagana, furono la naturale conseguenza di
questa pazza propaganda. I primi imperatori non si
resero conto probabilmente della natura inconsueta di
questo pericolo. Abituati alla più serena tolleranza
di tutti i culti e di tute le sette, che convivevano e
prosperavano pacificamente luna accanto allaltra
senza proselitismo e pretese di monopolio, non
pensarono neppure che in qualche testa balzana potesse
germogliare lassurda idea che la verità si potesse
conseguire e la felicità conquistare divenendo
semplicemente i fedeli di una religione. Nessun culto
pagano aveva mai avuto pretese di questo genere; e in
tutta lantichità in Roma e altrove la sapienza non si
otteneva mediante le credenze e i culti, ma
partecipando ai Misteri. Lo Stato poi, essenzialmente
laico, astraeva dai vari culti, e fondava la sua
sapienza amministrativa sopra le necessità sociali e
il puro diritto. Il diritto, scevro da ogni idea di
carattere religioso, non poggiava sopra alcuna morale
che ritenesse la sua origine da teorie, da postulati e
da pregiudizi; ma soltanto si imperniava sopra una
sana conoscenza empirica delle necessità pratiche
della vita. Senza impalcature di morali religiose o
filosofiche, senza classificazioni di bene e di male.
Lo Stato sovrastava in tal modo tutti i culti e la sua
autorità non aveva limiti. Stabilitasi in Roma con la
doppia autorità spirituale e temporale la Chiesa
cattolica, doveva naturalmente opporsi con tutte le
sue forze al sorgere di una qualunque autorità
politica in Roma da essa indipendente. Due autorità
politiche indipendenti e sovrane non possono
sussistere nella stessa città e tanto meno quando una
di queste è anche autorità religiosa. Il cristianesimo
si era diffuso per gran parte dellEuropa e ogni resto
di comunità pagana era scomparso. Ma unaltra
religione minacciava dallAsia. Il fanatismo musulmano
non faceva cattiva figura a petto di quello cristiano;
dallestrema Arabia le orde asiatiche salivano su su
verso lEuropa e strada facendo convertivano e
conquistavano i popoli con largomento della
scimitarra. In Oriente lImpero tratteneva e resisteva
per secoli alla furia islamica; in Occidente,
conquistata lAfrica, gli arabi minacciavano le isole
e le coste tutte della penisola, passarono in Spagna e
varcavano i Pirenei. Caduto lImpero, il cristianesimo
cattolico, luterano e greco-ortodossa tornava alla
Santa Alleanza e a pesare sopra tutta lEuropa. Poi,
finalmente lilluminismo, la rivoluzione francese,
Voltaire e dopo ancora un grande pensatore italiano,
Giuseppe Mazzini, a portare in alto una nuova
fiaccola. In questa rapida rassegna la necessità di
sintesi mi ha spesso obbligato a semplici enunciazioni
o a dimostrazioni incomplete. Ma mi premeva esporre in
una visione sintetica limmutabile paganesimo, che
significa ritornare a una tradizione trenta volte
secolare, al di sopra e al di fuori delle religioni,
che stanno portando lUmanità nella preistoria.
Nietsche in La gaia scienza avvisò i popoli: O
cancellate le vostre venerazioni, oppure voi stessi.
In una parola ritorniamo al paganesimo. Naturalmente a
un nuovo paganesimo, un paganesimo decisamente
moderno, attuale in cui la storia e la scienza giocano
il ruolo di nuove divinità con eroi nuovi, come
Darwin, Pasteur, Einstein. Con nuove scoperte, nuove
invenzioni e nuove conquiste, vincere il dolore, le
malattie, gli odii e le violenze di ogni genere. In
una sola parola verso la pace, verso la giustizia,
verso la libertà contro tutti i fanatismi religiosi,
uguali e contrari. In una parola la Dea Ragione del
nuovo Paganesimo contro le alienazioni di tutte le
religioni che stanno svilendo il grande, nobile
concetto di Dio, come inteso da Aristotele, da
Voltaire, da Mazzini e dai grandi iniziati di tutti i
tempi.
Aldo Chiarle