Liberazione 13.9.07
Embrioni umano-bovini, dov'è lo scandalo di cui parla la Chiesa?
Gli scienziati inglesi hanno imboccato questa strada perché è difficile reperire oociti umani per la ricerca.
Le cellule staminali che si ottengono sono di grande interesse scientifico e promettono la sconfitta di malattie oggi incurabilidi
Carlo Flamigni
L 'Autorità inglese che controlla la ricerca scientifica sulla fertilizzazione umana e l'embriologia ha autorizzato la formazione di embrioni ibridi prodotti utilizzando il nucleo di una cellula umana e l'ooplasma di un oocita di mucca, cioè un uovo di un mammifero non umano privato del suo nucleo. La tecnica è quella del trasferimento nucleare, la stessa che viene generalmente chiamata clonazione terapeutica e che serve per la produzione di cellule staminali embrionali: in questo caso utilizza anche uova di mammiferi, come la mucca e la coniglia, per la difficoltà di ottenere oociti umani per la ricerca. Dopo il trasferimento del nucleo, la nuova cellula inizia a svilupparsi con un patrimonio genetico (di Dna) umano per oltre il 99% e bovino per meno dell'1%; il Dna non umano è tutto mitocondriale e serve solo per attivare energeticamente i processi metabolici e di divisione cellulare, non ha niente a che fare con il modo in cui l'individuo si struttura. Dopo 5 giorni di permanenza in coltura si forma una blastocisti , cioè un embrione che ha cellule esterne utili per l'impianto nell'utero e una massa cellulare interna dalla quale prenderebbe inizio la formazione dell'embrione vero e proprio se la blastocisti fosse trasferita in un utero, cosa che non potrà avvenire perché l'Autorità ne ha disposto la distruzione entro il 14° giorno di sviluppo. Le cellule della massa cellulare interna sono cellule staminali embrionali, di straordinario interesse scientifico e che saranno utilizzate solo per acquisire nuove informazioni che potranno essere utilizzate in vista della sempre più probabile possibilità di poter guarire, per loro tramite, malattie attualmente incurabili. Non vedremo né centauri né sirene, che lo lascia supporre o non ha capito niente o è in malafede. Stiamo parlando di ricerca scientifica, importante, essenziale ricerca scientifica, autorizzata da persone serie e di buon senso (oltretutto l'autorizzazione non è ancora definitiva, il consenso finale dovrebbe arrivare entro l'anno).La reazione del mondo cattolico che conta (lasciamo stare i nostri uomini politici, proprio perché in questo campo proprio non contano) è stata convulsa e isterica. Lasciatemi esaminare le principali motivazioni di queste critiche e il modo in cui sono state argomentate."Viene vilipesa la dignità della persona umana perché si formeranno embrioni umani con un genoma ibrido". Avrei molti modi per rispondere a questa critica, userò quello che mi sembra più pragmatico. Dunque il Magistero cattolico ha finalmente scelto, tra le molte teorie (tutte cattoliche) disponibili quella che considera come inizio della vita personale il momento in cui lo spermatozoo tocca l'uovo: ci sono filosofi e teologi cattolici insigni e molto ascoltati che non ci stanno e indicano fasi del tutto diverse del processo della fertilizzazione, ma lasciamo perdere. Vediamo invece quanto è solida questa teoria (apparentemente inespugnabile, perché figlia di una verità che non ammette critiche e dissensi) dal punto di vista pratico, cioè quanto regge in realtà alle intemperie.Saprete certamente che l'Irlanda, oltre ad essere la nazione più cattolica d'Europa, è l'unico Paese europeo che ha inserito nella propria Costituzione una norma che riconosce il diritto alla vita del non ancora nato, nel rispetto dell'uguale diritto alla vita della madre. Per ragioni troppo lunghe da spiegare il governo irlandese aveva deciso di modificare questa norma proponendo oltretutto una modifica della legge anti-aborto; nella nuova versione l'aborto volontario veniva definito come "la distruzione intenzionale della vita umana non ancora nata dopo che sia stata impiantata nell'utero". Questa è un'ipotesi completamente diversa da quella sostenuta dal Magistero romano, perché non considera vita umana personale quella dell'embrione in vitro, fuori dal grembo materno: assomiglia alla teoria del personalismo relazionale degli evangelici, a quelle di molti filosofi cattolici e consente di disporre dell'embrione in provetta, di prelevargli cellule staminali, di utilizzare mezzi di controllo delle nascite come la pillola del giorno dopo e la spirale: un vero disastro per la morale cattolica tradizionale. Nel 2002 gli irlandesi vanno al referendum (vi dico subito che questa proposta verrà bocciata) e guarda un po' chi si schiera con grande energia a favore di una novità tanto simile a una eresia: tutto l'episcopato che dirige la Chiesa irlandese, con i suoi 26 vescovi titolari e i 9 vescovi ausiliari. La ragione di questa straordinaria scelta l'hanno scoperta i cattolici integralisti ed è comparsa più volte sui loro giornali : incombeva ancora la questione degli ingenti risarcimenti da destinare alle centinaia di vittime di abusi sessuali e di violenze compiuti tra gli anni Cinquanta e Sessanta dai membri del clero ai danni di bambini affidati alle loro cure, e una serie di discreti negoziati (cito da www.irlandanews.com) «hanno prodotto un non decentissimo compromesso: il governo accettava che l'onere maggiore dei risarcimenti venisse assunto dallo Stato invece che dalla Chiesa e in cambio la Chiesa dava il suo visto alla proposta governativa sull'aborto». C'è bisogno di commenti?"Questa orribile commistione da specie diverse è un pendio scivoloso che ci condurrà ad accettare le più ignobili intromissioni della scienza in quanto c'è di più nobile e sacro nella natura dell'uomo". Anche qui avrei tantissime cose da dire, ma mi limito alla più concreta: nel 2000, al congresso internazionale di Roma sui trapianti d'organo, Giovanni Paolo II dichiarò che la pratica degli xenotrapianti era ammissibile purché servisse al bene dell'uomo e non comportasse rischi eccessivi. Uno xenotrapianto consiste nel sostituire il fegato di un uomo malato di cirrosi con quello di un maiale e il rene di un paziente costretto alla dialisi con quello di una scimmia. Debbo dunque concludere che questa reale e concreta contaminazione dell'uomo con l'animale va bene mentre non va per niente bene (anzi, è mostruoso) uno studio scientifico che non ha alcuna velleità di applicazione clinica diretta, ma deve servire solo ad acquisire conoscenza? C'è qualcuno che ci vede un minimo di logica ?"Queste ricerche sono motivate da una vergognosa sete di guadagno, dietro a queste ipotesi pseudo-scientifiche ci sono interessi economici neppure immaginabili". Qui ho proprio qualche problema. Quando ero molto più giovane ho lavorato in un laboratorio inglese, per un lungo periodo di tempo. Avevo un confortevole stipendio dell'Oms e mi potevo permettere l'affitto di una casa in Chelsea, vicino al centro di ricerca, mentre tutti i miei colleghi - la maggior parte dei quali copriva ruoli più importanti del mio - si faceva ogni giorno almeno un'ora di treno o di autobus per venire al lavoro, perché gli affitti di Londra erano troppo cari : posso anche assicurarvi che i loro stipendi erano quasi da fame. La richiesta di poter lavorare sugli ibridi non viene da qualche bastardo rappresentante di una multinazionale, viene da quella stessa categoria di ricercatori con i quali ho lavorato, gente che i mobili di casa se li monta da sola e che ha poco da scialare.Ho già scritto in altra sede che quando si dicono queste cose bisogna dimostrarle, altrimenti si può essere legittimamente considerati dei calunniatori. So anche a chi vengono indirizzate queste menzogne: ai compagni, ai lavoratori, alla gente che non accetta che la ricerca scientifica venga utilizzata per arricchirsi, per tirarli dalla propria parte. Non facciamoci imbrogliare."L'Autorità, gli scienziati, i ricercatori inglesi hanno turlupinato l'ingenua opinione pubblica inglese, raccontando tristi fandonie e nascondendo la vera ragione di queste sperimentazioni" (che sarebbero poi quelle di cui parlavo, cioè i favolosi guadagni e i vergognosi interessi). Qui siamo nella vera e propria follia. In questo momento quasi tutti i sociologi stanno considerando con interesse - e molti con ammirazione - il metodo che è stato utilizzato in Inghilterra per informare i cittadini e per metterli in grado di capire, giudicare e decidere. E' un metodo trasparente, onesto e democratico che dà a tutti il potere di prendere una decisione sui grandi temi della modernità, per prima cosa sui limiti che debbono essere posti alla ricerca scientifica, un compito che spetta di diritto ai cittadini. Che ci sia ancora qualcuno che pensa che questo sia un privilegio delle religioni, della loro ossificata morale, dei loro libri pieni di menzogne, costruiti sulle più obsolete leggende e sui più incredibili miti, che dovremmo oltretutto immaginare incisi sulla pietra viva da grandi mani invisibili che impugnavano un fulmine stilografico , non è nemmeno più divertente.Ultimo punto, una proposta personale. L'Italia è l'unico Paese nel quale, come conseguenza della legge 40 sulla procreazione medicalmente assistita, si congela una grande quantità di oociti, molti dei quali divengono rapidamente inutili e vengono distrutti. Visto che per una considerevole parte dei cattolici la formazione di embrioni ibridi rappresenta una ragione di sofferenza (si tratta, ha detto monsignor Sgreccia, di un evento mostruoso) perché non si fanno promotori, questi stessi cattolici, di una semplice iniziativa, proponendo ai ricercatori inglesi di utilizzare i nostri gameti congelati e di rinunciare alla loro "mostruosa" esperienza? Aspetto, fiducioso, un segno di consenso .
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Sunday, September 16, 2007
Wednesday, August 22, 2007
Preti e Vaticano, giusto per ricordare
c'è qualcuno che ancora si meraviglia dello scandalo dei preti pedofili, ma chi è attento alle notizie non si meraviglia delle recenti notizie di cronaca.
rileggiamo una notizia del 1993:
(23 dicembre, 1993) Corriere della Sera
diocesi al verde per le molestie dei sacerdoti
l' arcidiocesi di Santa Fe' , New Messico, e' in gravi difficolta' economiche per le spese processuali di decine di preti pedofili
Diocesi al verde per le molestie dei sacerdoti
NEW YORK . Tempesta di Natale per i cattolici del New Mexico: con i bilanci in profondo rosso per le spese processuali di decine di preti pedofili, l' arcidiocesi di Santa Fe' ha lanciato un appello ai fedeli perche' aprano i cordoni della borsa. E' la prima volta nella storia millenaria della Chiesa che una sede vescovile rischia la bancarotta. "Chiediamo il contributo di tutti per evitare che i tribunali passino ai sequestri", ha proclamato l' arcivescovo. Con richieste di risarcimenti per oltre 50 milioni di dollari, l' alto prelato si e' trovato davanti a un bivio: invocare la protezione del tribunale fallimentare o lanciare la colletta.
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(9 dicembre, 2000) Corriere della Sera
Le notizie. PALERMO
I giudici contro i preti anti pedofili: «Hanno intralciato le indagini»
PALERMO I giudici contro i preti anti pedofili: «Hanno intralciato le indagini» Don Meli e padre Dominici, i sacerdoti anti pedofili che denunciarono le violenze sui bimbi dell' Albergheria di Palermo, sono stati di intralcio alle indagini svolgendo il ruolo di investigatori : l' accusa arriva dal procuratore e dal presidente del Tribunale dei minori di Palermo, Maria Teresa Ambrosini e Adalberto Battaglia, e dal questore Pappalardo. Nei giorni scorsi i due preti lamentarono ritardi della giustizia.
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(10 marzo, 2002) Corriere della Sera
Lo scandalo dei preti pedofili Si dimette vescovo in Florida
Lo scandalo dei preti pedofili negli Usa ha fatto la sua prima vittima eccellente. È il vescovo di Palm Beach in Florida, Anthony O' Connell, 63 anni, che ieri ha rassegnato le dimissioni, chiedendo perdono, e confessando la propria «vergogna». Il vescovo ha ammesso di avere avuto rapporti sessuali con un seminarista tredicenne, 27 anni fa, a Hannibal nel Missouri.
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(4 aprile, 2002) Corriere della Sera
STATI UNITI
Accuse ai preti pedofili Denunciato il Vaticano
Il Vaticano è stato citato in giudizio in due cause intentate negli Usa da presunte vittime di pedofilia da parte di preti cattolici. Il Papa non è stato citato nelle denunce, dove si afferma che «la Santa Sede ha cospirato» con le diocesi cattoliche e gli ordini religiosi per trasferire
rileggiamo una notizia del 1993:
(23 dicembre, 1993) Corriere della Sera
diocesi al verde per le molestie dei sacerdoti
l' arcidiocesi di Santa Fe' , New Messico, e' in gravi difficolta' economiche per le spese processuali di decine di preti pedofili
Diocesi al verde per le molestie dei sacerdoti
NEW YORK . Tempesta di Natale per i cattolici del New Mexico: con i bilanci in profondo rosso per le spese processuali di decine di preti pedofili, l' arcidiocesi di Santa Fe' ha lanciato un appello ai fedeli perche' aprano i cordoni della borsa. E' la prima volta nella storia millenaria della Chiesa che una sede vescovile rischia la bancarotta. "Chiediamo il contributo di tutti per evitare che i tribunali passino ai sequestri", ha proclamato l' arcivescovo. Con richieste di risarcimenti per oltre 50 milioni di dollari, l' alto prelato si e' trovato davanti a un bivio: invocare la protezione del tribunale fallimentare o lanciare la colletta.
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(9 dicembre, 2000) Corriere della Sera
Le notizie. PALERMO
I giudici contro i preti anti pedofili: «Hanno intralciato le indagini»
PALERMO I giudici contro i preti anti pedofili: «Hanno intralciato le indagini» Don Meli e padre Dominici, i sacerdoti anti pedofili che denunciarono le violenze sui bimbi dell' Albergheria di Palermo, sono stati di intralcio alle indagini svolgendo il ruolo di investigatori : l' accusa arriva dal procuratore e dal presidente del Tribunale dei minori di Palermo, Maria Teresa Ambrosini e Adalberto Battaglia, e dal questore Pappalardo. Nei giorni scorsi i due preti lamentarono ritardi della giustizia.
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(10 marzo, 2002) Corriere della Sera
Lo scandalo dei preti pedofili Si dimette vescovo in Florida
Lo scandalo dei preti pedofili negli Usa ha fatto la sua prima vittima eccellente. È il vescovo di Palm Beach in Florida, Anthony O' Connell, 63 anni, che ieri ha rassegnato le dimissioni, chiedendo perdono, e confessando la propria «vergogna». Il vescovo ha ammesso di avere avuto rapporti sessuali con un seminarista tredicenne, 27 anni fa, a Hannibal nel Missouri.
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(4 aprile, 2002) Corriere della Sera
STATI UNITI
Accuse ai preti pedofili Denunciato il Vaticano
Il Vaticano è stato citato in giudizio in due cause intentate negli Usa da presunte vittime di pedofilia da parte di preti cattolici. Il Papa non è stato citato nelle denunce, dove si afferma che «la Santa Sede ha cospirato» con le diocesi cattoliche e gli ordini religiosi per trasferire
Thursday, August 16, 2007
La Cia e il Vaticano «attaccano» Wikipedia
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La Cia e il Vaticano «attaccano» Wikipedia
Grazie ad un programma di controllo, il Wikipedia Scanner, l'enciclopedia on line open souce più famosa al mondo può risalire all'indirizzo Ip del computer che scrive le definizioni
ROMA – Interventi non proprio disinteressati venuti da computer di Cia, Vaticano e non solo sono stati scoperti da un nuovo sito specializzato nelle pagine di Wikipedia, l’enciclopedia 'open sourcè cui tutti possono avere accesso e che tutti, perciò, possono manipolare. Attraverso la rete della Central Intelligence Agency americana una mano ignota ha aggiunto commenti sarcastici alla scheda dedicata al presidente iraniano Mahmoud Ahmadinejad, «bestia nera» dell’amministrazione Bush (l'esclamazione 'wahhhhh!' è stata inserita prima di un passaggio sulla campagna elettorale del leader iraniano). Da un computer del Vaticano, invece, come riferisce la BBC online un’altra mano sconosciuta ha fatto sparire riferimenti imbarazzanti dalla scheda su Gerry Adams, leader del partito cattolico nord-irlandese dello Sinn Fein, braccio politico dell’Ira fino a quando i guerriglieri non hanno deposto le armi. Il sito, chiamato Wikipedia Scanner, è un complesso strumento che permette di individuare le modifiche apportate agli oltre sei milioni di lemmi contenuti in quella che è stata definita «la nuova frontiera democratica del sapere». Lo scanner permette in sostanza di risalire al cosiddetto IP, l'identificativo informatico di ogni computer che accede a Internet. «Naturalmente non possiamo sapere anche chi ci sia alla tastiera», ha precisato Virgil Griffith, ricercatore del California Institute of Technology che ne è l’ideatore. Dalla scheda di Gerry Adams sono state in particolare cancellate alcune righe che rimandavano ad articoli di giornale pubblicati lo scorso anno stando ai quali le impronte digitali del leader cattolico sono state ritrovate su un’auto che nel 1971 venne utilizzata in un duplice omicidio. Su Wikipedia Scanner, Cia e Vaticano non sono certo i soli nomi illustri a comparire nella lunga lista nera dei manipolatori occulti della celebre enciclopedia online. Ci sono governi (Usa e Portogallo), multinazionali (Microsoft) organizzazioni internazionali (Onu, Amnesty International) e il gotha dei media (BBC, New York Times, Reuters). A volte i ritocchi sono veri e propri interventi a gamba tesa per far sparire dal web informazioni scomode, in altri casi sono chiaramente opera di qualche dipendente in vena di scherzi. Una delle schede prese maggiormente di mira è quella del presidente americano George W. Bush. Da un computer dell’agenzia Reuters qualcuno ha aggiunto la poco esaltante qualifica di «omicida di massa» alle note biografiche del capo della Casa Bianca. Da un Pc della BBC, qualcun altro ha modificato il secondo nome del presidente Usa da 'Walker' in 'wanker', termine estremamente volgare che in inglese denota una persona abitualmente dedita all’autoerotismo. Sempre da un computer della BBC la scheda dell’ex premier britannico Tony Blair è stata integrata con espressioni che lo qualificano come ubriacone e maniaco sessuale. Da un Pc delle Nazioni Unite è stata presa di mira la compianta giornalista italiana Oriana Fallaci, sulla cui scheda sono state inserite ingiurie varie tra cui quella di razzista. Lo Scanner è stato salutato con favore dalla casa madre di Wikipedia. «Noi siamo per la trasparenza più assoluta – ha detto un portavoce – e questo strumento per così dire ci fa salire di livello». Soggetta regolarmente ad accuse di imprecisione e scarsa affidabilità, Wikipedia continua in ogni caso a crescere. È pubblicata in varie lingue e dialetti (tra cui il siciliano e il napoletano) ed è tra i 10 siti più cliccati del mondo.16/8/2007
>>
dal sito: http://www.lagazzettadelmezzogiorno.it/GdM_esteri_NOTIZIA_01.asp?IDNotizia=181856&IDCategoria=1
La Cia e il Vaticano «attaccano» Wikipedia
Grazie ad un programma di controllo, il Wikipedia Scanner, l'enciclopedia on line open souce più famosa al mondo può risalire all'indirizzo Ip del computer che scrive le definizioni
ROMA – Interventi non proprio disinteressati venuti da computer di Cia, Vaticano e non solo sono stati scoperti da un nuovo sito specializzato nelle pagine di Wikipedia, l’enciclopedia 'open sourcè cui tutti possono avere accesso e che tutti, perciò, possono manipolare. Attraverso la rete della Central Intelligence Agency americana una mano ignota ha aggiunto commenti sarcastici alla scheda dedicata al presidente iraniano Mahmoud Ahmadinejad, «bestia nera» dell’amministrazione Bush (l'esclamazione 'wahhhhh!' è stata inserita prima di un passaggio sulla campagna elettorale del leader iraniano). Da un computer del Vaticano, invece, come riferisce la BBC online un’altra mano sconosciuta ha fatto sparire riferimenti imbarazzanti dalla scheda su Gerry Adams, leader del partito cattolico nord-irlandese dello Sinn Fein, braccio politico dell’Ira fino a quando i guerriglieri non hanno deposto le armi. Il sito, chiamato Wikipedia Scanner, è un complesso strumento che permette di individuare le modifiche apportate agli oltre sei milioni di lemmi contenuti in quella che è stata definita «la nuova frontiera democratica del sapere». Lo scanner permette in sostanza di risalire al cosiddetto IP, l'identificativo informatico di ogni computer che accede a Internet. «Naturalmente non possiamo sapere anche chi ci sia alla tastiera», ha precisato Virgil Griffith, ricercatore del California Institute of Technology che ne è l’ideatore. Dalla scheda di Gerry Adams sono state in particolare cancellate alcune righe che rimandavano ad articoli di giornale pubblicati lo scorso anno stando ai quali le impronte digitali del leader cattolico sono state ritrovate su un’auto che nel 1971 venne utilizzata in un duplice omicidio. Su Wikipedia Scanner, Cia e Vaticano non sono certo i soli nomi illustri a comparire nella lunga lista nera dei manipolatori occulti della celebre enciclopedia online. Ci sono governi (Usa e Portogallo), multinazionali (Microsoft) organizzazioni internazionali (Onu, Amnesty International) e il gotha dei media (BBC, New York Times, Reuters). A volte i ritocchi sono veri e propri interventi a gamba tesa per far sparire dal web informazioni scomode, in altri casi sono chiaramente opera di qualche dipendente in vena di scherzi. Una delle schede prese maggiormente di mira è quella del presidente americano George W. Bush. Da un computer dell’agenzia Reuters qualcuno ha aggiunto la poco esaltante qualifica di «omicida di massa» alle note biografiche del capo della Casa Bianca. Da un Pc della BBC, qualcun altro ha modificato il secondo nome del presidente Usa da 'Walker' in 'wanker', termine estremamente volgare che in inglese denota una persona abitualmente dedita all’autoerotismo. Sempre da un computer della BBC la scheda dell’ex premier britannico Tony Blair è stata integrata con espressioni che lo qualificano come ubriacone e maniaco sessuale. Da un Pc delle Nazioni Unite è stata presa di mira la compianta giornalista italiana Oriana Fallaci, sulla cui scheda sono state inserite ingiurie varie tra cui quella di razzista. Lo Scanner è stato salutato con favore dalla casa madre di Wikipedia. «Noi siamo per la trasparenza più assoluta – ha detto un portavoce – e questo strumento per così dire ci fa salire di livello». Soggetta regolarmente ad accuse di imprecisione e scarsa affidabilità, Wikipedia continua in ogni caso a crescere. È pubblicata in varie lingue e dialetti (tra cui il siciliano e il napoletano) ed è tra i 10 siti più cliccati del mondo.16/8/2007
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dal sito: http://www.lagazzettadelmezzogiorno.it/GdM_esteri_NOTIZIA_01.asp?IDNotizia=181856&IDCategoria=1
Saturday, August 04, 2007
le verità in tasca della chiesa ma perché dobbiamo crederci tutti?
Liberazione 26.7.07
Il medico di Welby prosciolto, un passo avanti.
Ma resta tanto da fareEmbrione e vita,
le verità in tasca della chiesa ma perché dobbiamo crederci tutti?
di Carlo Flamigni
Non ha ceduto alle pressioni della Chiesa il Gup che lunedì ha prosciolto definitivamente Mario Riccio, il medico di Welby che staccò la spina. Ma perché in Italia bisogna lottare anche per garantire norme elementari in un qualsiasi paese civile?Diritto all'eutanasia, che pena aver bisogno di giudici coraggiosiIl commento di Maurizio Mori alla decisione del Gup di chiudere definitivamente il procedimento nei confronti di Riccio, accusato, se non sbaglio, di omicidio del consenziente, è stato intitolato dall' Unità "Lode a un giudice che non ha avuto paura". Non ho capito subito quanto questo titolo mi dispiacesse, non so se accade anche a voi di arrivare alle conclusioni con ritardo, quando si tratta di cose sgradevoli, ho bisogno di rimuginarci un po'. Dunque, abbiamo bisogno di uomini coraggiosi, magari di eroi, persone delle quali un paese civile non deve, almeno in linea di principio, sentire la mancanza.Siamo dunque un paese a civiltà limitata, un paese che vive sotto la dittatura dell'embrione, della sacralità della vita, delle verità rivelate, e che non riesce a far valere i fondamentali diritti dei suoi cittadini, quello all'autodeterminazione, ad esempio, o quello alla libertà di coscienza, o persino quello di poter godere dei privilegi considerati come assolutamente elementari in un qualsiasi stato laico. E tutto ciò per una ragione francamente assurda: le ipotesi, le speranze, i convincimenti di alcuni, pur essendo le mille miglia lontane da qualsiasi possibilità di essere dimostrati veri (non credo francamente che la fede sia una testimonianza attendibile in un qualsiasi tribunale civile minimamente "coraggioso") sono stati trasformati in leggi dello stato e costringono persone convinte di essere portatrici di differenti verità - o di nessuna verità - a ubbidire e a comportarsi in modi che queste stesse persone considerano indecorosi e sbagliati. Così si impone a cittadini che non credono nell'esistenza di dio di considerare la vita come un dono, uno strano dono invero visto che non possiamo disporne e dobbiamo risponderne a qualcuno.Nello stesso modo viene imposto a persone che non credono in dio il principio secondo il quale la vita è sacra e inviolabile e deve essere accettata comunque, qualsiasi cosa ci faccia, qualsiasi sofferenza comporti, e che comunque il dolore è salvifico, e ci sono remunerazioni che ci aspettano, purchè…Quali siano le conclusioni di questa anomalia - un convincimento personale che diviene norma di comportamento per tutti (e insisto nel dichiarami del tutto disinteressato al valore rivelatore della fede, pur essendo consapevole della sua utilità sociale) - è sotto gli occhi di tutti: non possiamo disporre della nostra esistenza; è praticamente inutile che predisponiamo un testamento biologico perché un qualsiasi medico potrebbe decidere di ignorarlo con la scusa dell'"obiezione di conoscenza" (cioè la convinzione che non conoscevamo abbastanza bene le conseguenze delle nostre scelte, secondo l'opinione del Comitato di Bioetica); che se accettiamo, in un momento di smarrimento, un qualsiasi tipo di supporto vitale, dopo non ce ne libereremo più, e così via. Pensate al ridicolo e squallido scempio che si riesce a fare dei corpi dei trapassati, gusci vuoti di persone che non li abitano più, ma che non hanno capito che il trasloco deve essere definitivo, guai a lasciare un cuore che batte ancora, qualche cretino che te lo infila in un macchinario complicato si trova sempre, così, tanto per nascondere per un po' il malato alla morte, far finta che la malattia non sappia più vincere.Non v'è dubbio che credere in dio, in un qualsiasi dio, e persino aspirare a credere in dio, crea stranieri morali ed è origine di conflitti che possono rivelarsi disastrosi. Questi conflitti possono essere esacerbati da politiche religiose avventurose o da analisi sbagliate delle aspirazioni e dei comportamenti. E' avventuroso scegliere la strada dell'etica della verità, abbandonare la compassione in favore della pietà, ignorare le ragioni degli altri e cercare di umiliarli (ecco le chiese che diventano sette), come sta facendo da un paio di papi la chiesa cattolica. E' sbagliatoimmaginare che i milioni di musulmani che vivono in Europa accetteranno per sempre di vivere la loro fede nell'intimità delle famiglie e non cercheranno piuttosto di viverla pubblicamente. Tutto ciò genera conflitti e sappiamo bene quale può essere il risultato dei contrasti che possono sorgere tra le religioni. E' per questo che abbiamo molto più bisogno di uomini saggi che di uomini coraggiosi. La convivenza degli stranieri morali è possibile solo se tutte le posizioni sono ugualmente rispettate e se lo stato si limita a questo rispetto e non interviene nei conflitti se non come mediatore. L'etica della verità dell'attuale pontefice entra in conflitto con le verità degli altri, anche perché ha bisogno che i suoi dogmi siano confermati dalle leggi (ecco la ragione per cui i cattolici si sono tanto battuti per la legge sulla procreazione assistita, a costo di doverne accettare le incongruenze) così come ha bisogno che lo stato non approvi norme che li contraddicano (ed ecco perché non verrà mai approvata una legge accettabile sulle famiglie di fatto). Sembra che nessuno ricordi più che Abbagnano affermava che uno Stato che legifera tenendo presenti gli interessi di una specifica ideologia a danno delle altre si macchia di immoralità.Rispetto è una parola molto più complicata di quanto possa sembrare a prima vista: esige anzitutto laicità da parte di tutti, il che significa che, quali che siano le nostre convinzioni, dobbiamo accettare il fatto che esse non ci danno il diritto a considerarci gli unici a conoscere la verità, una forma di presunzione stupida, prima ancora che intollerabile. D'altra parte, di cose illuminate dalla verità ne esistono ben poche, e il nostro rapporto quotidiano è con realtà che vivacchiano nella penombra dell'incertezza o del momentaneo consenso. Stupisce tutti la violenza che è presente, senza alcun infingimento, nel pensiero dei fondamentalismi religiosi, che considera gli altri, i diversi, come infedeli che vivono nell'errore e che rappresentano una minaccia per il trionfo della verità. Questi sentimenti, e persino la decisione di considerare questi infedeli come fratelli che sbagliano e far scendere su di loro il peso intollerabile della pietà - il sentimento che scende dall'alto e prelude al perdono, non la disinteressata condivisione della sofferenza che chiamiamo compassione - sono la dimostrazione dell'assenza totale di rispetto.Del resto, tutto ciò rappresenta la base del proselitismo, una violenza morale che non tiene in alcun conto la cultura, le opinioni e le scelte degli altri e che diventa addirittura violenza quando si verifica attraverso rapporti impropri e sbilanciati per ragioni economiche o psicologiche.Dunque, non è civile una convivenza come quella attuale, che vede alcuni di noi costretti a vivere secondo ideologie che fondamentalmente disprezziamo. Mi sembra quindi necessario non frammentare la discussione, evitare di combattere battaglie parziali e di retroguardia che riguardano oggi la vita, domani la morte e dopo ancora chissà: il problema è complessivo e riguarda la laicità dello stato, i rapporti con le religioni, il confronto tra le differenti culture, e deve essere trattato come un unico soggetto. Penso che abbia ragione Mori: c'è bisogno, oggi, di uomini coraggiosi se vogliamo, domani, poter fare a meno di loro.
Il medico di Welby prosciolto, un passo avanti.
Ma resta tanto da fareEmbrione e vita,
le verità in tasca della chiesa ma perché dobbiamo crederci tutti?
di Carlo Flamigni
Non ha ceduto alle pressioni della Chiesa il Gup che lunedì ha prosciolto definitivamente Mario Riccio, il medico di Welby che staccò la spina. Ma perché in Italia bisogna lottare anche per garantire norme elementari in un qualsiasi paese civile?Diritto all'eutanasia, che pena aver bisogno di giudici coraggiosiIl commento di Maurizio Mori alla decisione del Gup di chiudere definitivamente il procedimento nei confronti di Riccio, accusato, se non sbaglio, di omicidio del consenziente, è stato intitolato dall' Unità "Lode a un giudice che non ha avuto paura". Non ho capito subito quanto questo titolo mi dispiacesse, non so se accade anche a voi di arrivare alle conclusioni con ritardo, quando si tratta di cose sgradevoli, ho bisogno di rimuginarci un po'. Dunque, abbiamo bisogno di uomini coraggiosi, magari di eroi, persone delle quali un paese civile non deve, almeno in linea di principio, sentire la mancanza.Siamo dunque un paese a civiltà limitata, un paese che vive sotto la dittatura dell'embrione, della sacralità della vita, delle verità rivelate, e che non riesce a far valere i fondamentali diritti dei suoi cittadini, quello all'autodeterminazione, ad esempio, o quello alla libertà di coscienza, o persino quello di poter godere dei privilegi considerati come assolutamente elementari in un qualsiasi stato laico. E tutto ciò per una ragione francamente assurda: le ipotesi, le speranze, i convincimenti di alcuni, pur essendo le mille miglia lontane da qualsiasi possibilità di essere dimostrati veri (non credo francamente che la fede sia una testimonianza attendibile in un qualsiasi tribunale civile minimamente "coraggioso") sono stati trasformati in leggi dello stato e costringono persone convinte di essere portatrici di differenti verità - o di nessuna verità - a ubbidire e a comportarsi in modi che queste stesse persone considerano indecorosi e sbagliati. Così si impone a cittadini che non credono nell'esistenza di dio di considerare la vita come un dono, uno strano dono invero visto che non possiamo disporne e dobbiamo risponderne a qualcuno.Nello stesso modo viene imposto a persone che non credono in dio il principio secondo il quale la vita è sacra e inviolabile e deve essere accettata comunque, qualsiasi cosa ci faccia, qualsiasi sofferenza comporti, e che comunque il dolore è salvifico, e ci sono remunerazioni che ci aspettano, purchè…Quali siano le conclusioni di questa anomalia - un convincimento personale che diviene norma di comportamento per tutti (e insisto nel dichiarami del tutto disinteressato al valore rivelatore della fede, pur essendo consapevole della sua utilità sociale) - è sotto gli occhi di tutti: non possiamo disporre della nostra esistenza; è praticamente inutile che predisponiamo un testamento biologico perché un qualsiasi medico potrebbe decidere di ignorarlo con la scusa dell'"obiezione di conoscenza" (cioè la convinzione che non conoscevamo abbastanza bene le conseguenze delle nostre scelte, secondo l'opinione del Comitato di Bioetica); che se accettiamo, in un momento di smarrimento, un qualsiasi tipo di supporto vitale, dopo non ce ne libereremo più, e così via. Pensate al ridicolo e squallido scempio che si riesce a fare dei corpi dei trapassati, gusci vuoti di persone che non li abitano più, ma che non hanno capito che il trasloco deve essere definitivo, guai a lasciare un cuore che batte ancora, qualche cretino che te lo infila in un macchinario complicato si trova sempre, così, tanto per nascondere per un po' il malato alla morte, far finta che la malattia non sappia più vincere.Non v'è dubbio che credere in dio, in un qualsiasi dio, e persino aspirare a credere in dio, crea stranieri morali ed è origine di conflitti che possono rivelarsi disastrosi. Questi conflitti possono essere esacerbati da politiche religiose avventurose o da analisi sbagliate delle aspirazioni e dei comportamenti. E' avventuroso scegliere la strada dell'etica della verità, abbandonare la compassione in favore della pietà, ignorare le ragioni degli altri e cercare di umiliarli (ecco le chiese che diventano sette), come sta facendo da un paio di papi la chiesa cattolica. E' sbagliatoimmaginare che i milioni di musulmani che vivono in Europa accetteranno per sempre di vivere la loro fede nell'intimità delle famiglie e non cercheranno piuttosto di viverla pubblicamente. Tutto ciò genera conflitti e sappiamo bene quale può essere il risultato dei contrasti che possono sorgere tra le religioni. E' per questo che abbiamo molto più bisogno di uomini saggi che di uomini coraggiosi. La convivenza degli stranieri morali è possibile solo se tutte le posizioni sono ugualmente rispettate e se lo stato si limita a questo rispetto e non interviene nei conflitti se non come mediatore. L'etica della verità dell'attuale pontefice entra in conflitto con le verità degli altri, anche perché ha bisogno che i suoi dogmi siano confermati dalle leggi (ecco la ragione per cui i cattolici si sono tanto battuti per la legge sulla procreazione assistita, a costo di doverne accettare le incongruenze) così come ha bisogno che lo stato non approvi norme che li contraddicano (ed ecco perché non verrà mai approvata una legge accettabile sulle famiglie di fatto). Sembra che nessuno ricordi più che Abbagnano affermava che uno Stato che legifera tenendo presenti gli interessi di una specifica ideologia a danno delle altre si macchia di immoralità.Rispetto è una parola molto più complicata di quanto possa sembrare a prima vista: esige anzitutto laicità da parte di tutti, il che significa che, quali che siano le nostre convinzioni, dobbiamo accettare il fatto che esse non ci danno il diritto a considerarci gli unici a conoscere la verità, una forma di presunzione stupida, prima ancora che intollerabile. D'altra parte, di cose illuminate dalla verità ne esistono ben poche, e il nostro rapporto quotidiano è con realtà che vivacchiano nella penombra dell'incertezza o del momentaneo consenso. Stupisce tutti la violenza che è presente, senza alcun infingimento, nel pensiero dei fondamentalismi religiosi, che considera gli altri, i diversi, come infedeli che vivono nell'errore e che rappresentano una minaccia per il trionfo della verità. Questi sentimenti, e persino la decisione di considerare questi infedeli come fratelli che sbagliano e far scendere su di loro il peso intollerabile della pietà - il sentimento che scende dall'alto e prelude al perdono, non la disinteressata condivisione della sofferenza che chiamiamo compassione - sono la dimostrazione dell'assenza totale di rispetto.Del resto, tutto ciò rappresenta la base del proselitismo, una violenza morale che non tiene in alcun conto la cultura, le opinioni e le scelte degli altri e che diventa addirittura violenza quando si verifica attraverso rapporti impropri e sbilanciati per ragioni economiche o psicologiche.Dunque, non è civile una convivenza come quella attuale, che vede alcuni di noi costretti a vivere secondo ideologie che fondamentalmente disprezziamo. Mi sembra quindi necessario non frammentare la discussione, evitare di combattere battaglie parziali e di retroguardia che riguardano oggi la vita, domani la morte e dopo ancora chissà: il problema è complessivo e riguarda la laicità dello stato, i rapporti con le religioni, il confronto tra le differenti culture, e deve essere trattato come un unico soggetto. Penso che abbia ragione Mori: c'è bisogno, oggi, di uomini coraggiosi se vogliamo, domani, poter fare a meno di loro.
Le tasse e i silenzi della Chiesa
Curzio Maltese: Le tasse e i silenzi della Chiesa
Tratto da “la Repubblica”, 2 agosto 2007
Nell’intervista a “Famiglia Cristiana” in edicola, il premier Romano Prodi pone un interessante quesito: “Un terzo degli italiani evade le tasse. Tutti facciano la loro parte, a cominciare dagli educatori, scuola e Chiesa. Perché, quando vado a messa, questo tema non è mai toccato nelle omelie? Eppure ha una forte carica etica. Possibile che su 40 milioni di contribuenti sono solo 300 mila quelli che dichiarano più di 100 mila euro?”. Dall’alto dei trecentomila Paperoni d’Italia si può forse azzardare una risposta al dilemma prodiano: non sarà magari perché la Chiesa è la prima a non pagare le tasse? Non si può certo parlare di evasione e neppure di elusione. L’imponente evasione fiscale della Chiesa cattolica, come forse Prodi saprà e comunque dovrebbe sapere, è infatti legalizzata da un regime di privilegi contrario alla Costituzione e alle normative europee sulla concorrenza e circondato dall’omertà dello stesso governo e delle fonti d’informazione. Il 15 giugno scorso “Repubblica” ha rivelato che la Commissione europea aveva avviato un processo contro il governo italiano per il regalo dell’Ici alla Chiesa cattolica. Conservato dai decreti Bersani, nonostante una sentenza della Corte Costituzionale, sotto l’ipocrita formula dell’esenzione agli “esercizi non esclusivamente commerciali”. Nel caso degli enti ecclesiastici, in pratica tutti. La notizia, confermata da Bruxelles e di sicuro interesse pubblico, senza contare la “forte carica etica”, non è stata commentata da nessun esponente del governo né citata da alcuna fonte d’informazione laica, giornali o telegiornali. Con una sola, significativa eccezione. “Il Sole 24 Ore”, senza citare la fonte primaria, ha direttamente affidato la difesa del regalo alla Chiesa a un articolo di Enrico De Mita, professore di diritto e fratello del più noto Ciriaco. La tesi difensiva di De Mita, già smontata da una documentatissima replica dei fiscalisti Carlo Pontesilli e Alessandro Nucara, correttamente pubblicata dal giornale della Confindustria, partiva da un’ironica osservazione: “A chi farebbe concorrenza la Chiesa?”. Gli esempi in realtà sono infiniti. A cominciare dall’università dove insegna diritto l’ottimo professor De Mita, il Sacro Cuore di Milano, con le sue lussuose rette. Stiamo parlando di migliaia di esercizi commerciali, cliniche e scuole private, alberghi mascherati da “ostelli per la gioventù”, cinema, teatri. A Roma le proprietà (esentasse) ammontano, secondo alcune stime, al 22 per cento dell’intero patrimonio immobiliare. Una fortuna inestimabile, come del resto quella della curia lombarda. Per i particolari, si può consultare l’ultimo numero dell’Espresso (“Che tesoro di Papa”) , dove fra l’altro si apprende la cifra che lo stato italiano verserà al Vaticano quest’anno: 991 milioni di euro dell’”otto per mille”. In cambio di che cosa?L’articolo di Repubblica ha avuto in compenso successo in altri paesi europei. Per esempio nella cattolicissima Spagna, dove pure esiste una stampa laica che ha aperto una discussione sui privilegi degli enti ecclesiastici. Sull’onda, l’Unione europea ha deciso di varare una procedura sulle concessioni e i privilegi di cui gode la Chiesa in Spagna, simili ai nostri. La differenza è che il governo Zapatero si è messo subito a disposizione di Bruxelles per le indagini e i chiarimenti, come aveva già fatto in passato in occasioni del genere (l’esenzione dell’Iva, ormai abolita). Mentre il governo italiano, dopo il richiamo, si è limitato a varare una commissione di studio, presieduta dal professor Francesco Tesauro e per metà composta da esponenti cattolici (monsignor Mauro Rivella della Cei, Patrizia Clementi dell’ufficio avvocatura della curia milanese, Marco Grumo, docente di economia alla Cattolica di Milano) che non ha ancora prodotto nulla. Una reazione sorprendente per un governo che si proclama il “più europeista della storia italiana”, con un ex commissario europeo alla guida, Tommaso Padoa Schioppa superministro dell’economia ed Emma Bonino, l’unica probabilmente interessata al tema, alle politiche comunitarie. L’atteggiamento dilatorio, per non dire di peggio, del governo di Roma avrebbe irritato oltremodo i commissari europei, i quali verosimilmente apriranno in autunno un vero e proprio processo al nostro Paese per "aiuti di Stato" agli enti ecclesiastici. Nel frattempo, come si vede, non è il caso di chiedere a vescovi e parroci di scendere in prima linea nella lotta all’evasione. Almeno in questo, la Chiesa trova conforto nella dottrina evangelica, dal “chi è senza peccato…” fino all’invito cristiano a non guardare la pagliuzza nell’occhio dell’altro, ignorando la trave nel proprio.
Tratto da “la Repubblica”, 2 agosto 2007
Nell’intervista a “Famiglia Cristiana” in edicola, il premier Romano Prodi pone un interessante quesito: “Un terzo degli italiani evade le tasse. Tutti facciano la loro parte, a cominciare dagli educatori, scuola e Chiesa. Perché, quando vado a messa, questo tema non è mai toccato nelle omelie? Eppure ha una forte carica etica. Possibile che su 40 milioni di contribuenti sono solo 300 mila quelli che dichiarano più di 100 mila euro?”. Dall’alto dei trecentomila Paperoni d’Italia si può forse azzardare una risposta al dilemma prodiano: non sarà magari perché la Chiesa è la prima a non pagare le tasse? Non si può certo parlare di evasione e neppure di elusione. L’imponente evasione fiscale della Chiesa cattolica, come forse Prodi saprà e comunque dovrebbe sapere, è infatti legalizzata da un regime di privilegi contrario alla Costituzione e alle normative europee sulla concorrenza e circondato dall’omertà dello stesso governo e delle fonti d’informazione. Il 15 giugno scorso “Repubblica” ha rivelato che la Commissione europea aveva avviato un processo contro il governo italiano per il regalo dell’Ici alla Chiesa cattolica. Conservato dai decreti Bersani, nonostante una sentenza della Corte Costituzionale, sotto l’ipocrita formula dell’esenzione agli “esercizi non esclusivamente commerciali”. Nel caso degli enti ecclesiastici, in pratica tutti. La notizia, confermata da Bruxelles e di sicuro interesse pubblico, senza contare la “forte carica etica”, non è stata commentata da nessun esponente del governo né citata da alcuna fonte d’informazione laica, giornali o telegiornali. Con una sola, significativa eccezione. “Il Sole 24 Ore”, senza citare la fonte primaria, ha direttamente affidato la difesa del regalo alla Chiesa a un articolo di Enrico De Mita, professore di diritto e fratello del più noto Ciriaco. La tesi difensiva di De Mita, già smontata da una documentatissima replica dei fiscalisti Carlo Pontesilli e Alessandro Nucara, correttamente pubblicata dal giornale della Confindustria, partiva da un’ironica osservazione: “A chi farebbe concorrenza la Chiesa?”. Gli esempi in realtà sono infiniti. A cominciare dall’università dove insegna diritto l’ottimo professor De Mita, il Sacro Cuore di Milano, con le sue lussuose rette. Stiamo parlando di migliaia di esercizi commerciali, cliniche e scuole private, alberghi mascherati da “ostelli per la gioventù”, cinema, teatri. A Roma le proprietà (esentasse) ammontano, secondo alcune stime, al 22 per cento dell’intero patrimonio immobiliare. Una fortuna inestimabile, come del resto quella della curia lombarda. Per i particolari, si può consultare l’ultimo numero dell’Espresso (“Che tesoro di Papa”) , dove fra l’altro si apprende la cifra che lo stato italiano verserà al Vaticano quest’anno: 991 milioni di euro dell’”otto per mille”. In cambio di che cosa?L’articolo di Repubblica ha avuto in compenso successo in altri paesi europei. Per esempio nella cattolicissima Spagna, dove pure esiste una stampa laica che ha aperto una discussione sui privilegi degli enti ecclesiastici. Sull’onda, l’Unione europea ha deciso di varare una procedura sulle concessioni e i privilegi di cui gode la Chiesa in Spagna, simili ai nostri. La differenza è che il governo Zapatero si è messo subito a disposizione di Bruxelles per le indagini e i chiarimenti, come aveva già fatto in passato in occasioni del genere (l’esenzione dell’Iva, ormai abolita). Mentre il governo italiano, dopo il richiamo, si è limitato a varare una commissione di studio, presieduta dal professor Francesco Tesauro e per metà composta da esponenti cattolici (monsignor Mauro Rivella della Cei, Patrizia Clementi dell’ufficio avvocatura della curia milanese, Marco Grumo, docente di economia alla Cattolica di Milano) che non ha ancora prodotto nulla. Una reazione sorprendente per un governo che si proclama il “più europeista della storia italiana”, con un ex commissario europeo alla guida, Tommaso Padoa Schioppa superministro dell’economia ed Emma Bonino, l’unica probabilmente interessata al tema, alle politiche comunitarie. L’atteggiamento dilatorio, per non dire di peggio, del governo di Roma avrebbe irritato oltremodo i commissari europei, i quali verosimilmente apriranno in autunno un vero e proprio processo al nostro Paese per "aiuti di Stato" agli enti ecclesiastici. Nel frattempo, come si vede, non è il caso di chiedere a vescovi e parroci di scendere in prima linea nella lotta all’evasione. Almeno in questo, la Chiesa trova conforto nella dottrina evangelica, dal “chi è senza peccato…” fino all’invito cristiano a non guardare la pagliuzza nell’occhio dell’altro, ignorando la trave nel proprio.
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