Sunday, March 01, 2020
Inno agli Dei di Proclo
Voi che reggete il timone della saggezza santa
dèi che accendete il fuoco del grande Ritorno
che ricondurrete un giorno
presso di voi, immortali, l’anima
umana, lontano dalla caverna, nostra buia
dimora quaggiù
voi grazie ai quali, al canto
degli inni misteriosi noi diventiamo
puri, esaudite le mie preghiere.
Voi che siete Liberatori
rendete intellegibile del libro
divino le parole, fate che un raggio dissipi
ai miei occhi la tenebra.
Che infine possa vedere io
l’uomo che sono e il Dio
immortale in me. Che un demone malefico
non mi tenga in prigionia
sotto le onde dell’oblio, lontano
dai Beati. Che un Giudizio
sanguinoso non chiuda la mia anima
nelle segrete della vita, in balia
dei flutti gelidi delle generazioni,
portata suo malgrado per infinite stagioni.
Ma voi divinità, voi Sovrani della saggezza viva
esaudite chi si affretta alla ripida
salita del Ritorno
e nella sacra ebbrezza, ch’io li impari,
svelateli i misteri
Nascosti nelle parole
Della preghiera.
Monday, February 24, 2020
Sunday, September 29, 2019
Tuesday, April 17, 2018
GLI ANIMALI NEL MONDO ANTICO
GLI ANIMALI NEL MONDO ANTICO
Li Causi, Pietro
Il Mulino, 2018
Nell’antico mondo greco-romano, i rapporti fra uomo e animali erano strettissimi: essi popolavano le campagne ai margini delle città e delle villae dei ricchi; venivano allevati, nutriti e ovviamente cacciati e sacrificati. L’allevamento e la compravendita del bestiame era diventata un’attività così importante da comporre una sezione particolare dei trattati sull’agricoltura. La gran parte della carne consumata era di origine sacrificale; l’idea base era che gli animali facessero da intermediari col mondo divino: mangiarne significava condividere un pasto con gli Déi. La divinazione si basava sull’esplorazione delle viscere e sull’osservazione del volo degli uccelli: mezzi per decifrare il volere divino. La caccia rappresentava un’esperienza fondamentale per la formazione del maschio ed era uno dei passatempi preferiti dalle classi più elevate, tanto da divenire genere letterario. Gli animali erano protagonisti anche negli spettacoli delle venationes, nei circhi e negli anfiteatri, ed ancor di più nelle guerre, sia come strumenti da trasporto che da combattimento, negli assalti e come vere e proprie ‘armi biologiche’.
Saturday, March 10, 2018
Ila
Ila, il giovane amato da Eracle e suo compagno nella spedizione degli Argonauti. Durante un approdo nell’Ellesponto egli andò con una brocca ad attingere acqua in un fiume. Lì lo scorsero le Ninfe figlie del fiume, se ne innamorarono vedendolo bello com’era, anzi fiammeggiante di bellezza e di grazie soavi al lume della luna piena che lo guardava dal cielo, come racconta Apollonio Rodio nelle Argonautiche; perciò se lo trascinarono sotto i flutti. Eracle non si diede pace e vagò urlando e facendo risuonare il suo nome fra i boschi; le Ninfe timorose di essere scoperte trasformarono Ila in un’eco. Quando dovette salpare con gli altri eroi, Eracle lasciò Polifemo a continuare le ricerche; inutilmente, «e ancora oggi gli abitanti del luogo sacrificano a Ila presso la fonte e il sacerdote lo chiama tre volte per nome, e per tre volte gli risponde un’eco»
Cerambo
Cerambo era nipote di Poseidone stesso e di una Ninfa. Pascolava le sue molte greggi sui monti suonando bucolicamente uno strumento musicale di sua invenzione, la lira. Perciò le Ninfe gli apparvero e si posero a danzare intorno a lui. Anziché venerarle e godersi lo spettacolo, Cerambo le insultò. Sopraggiunse un inverno freddo, gelarono i torrenti e i prati si coprirono di neve, e Cerambo fu mutato in un miserabile tarlo del legno, nero e con i denti ricurvi; «i fanciulli gli giocano intorno e, dopo avergli tagliato la testa, che, con le sue corna, somiglia alla lira, se la mettono indosso».