Monday, June 12, 2006

libro << i legionari di cristo>>

libro "i legionari di cristo"
salve,
l’editore fazi ha pubblicato il libro: << I legionari
di Cristo, Abusi di potere nel papato di Giovanni
Paolo II>>. il libro è opera di due scrittori
cattolici che ci offrono un panorama dall’interno di
questa associazione cosi’ cara ed amata dal Vaticano.
qualcuno ancora avrà il coraggio di dire che noi
pagani esageriamo quando parliamo degli abusi e della
pedofilia in ambito cristiano.
il “venerdì’ de la reppublica scrive nell’articolo sui
“legionari di cristo”: <<L’università Regina
Apostolorum. una sede di grande prestigio attrezzata
con le più moderne tecnologie>>. vi dice niente
questo nome? vale la pena ricordare che questo
università’ ha organizzato un corso intitolato:
<<Esorcismo e preghiera di liberazione>> questo corso
viene cosi’ descritto su una pagina internet
“scomparsa”, la potete sempre recuperare tramite la
copia cache di google,: << Scopo di questo corso è
offrire ai sacerdoti un approccio teorico e pratico al
ministero dell´esorcistato>>. una delle docenti del
corso era Cecilia Gatto Trocchi, la famosa e discussa
cacciatrice di sette, morta per suicidio…. poco prima
di iniziare la seconda parte del corso sull’esorcismo.
sul suicidio della Gatto-trocchi pochissimo è
trapelato. molti sono ancora a chiedersi il perché di
questo silenzio.
la gatto-trocchi nel suo programma per il corso di
esorcismo aveva inserito anche questa voce: <<
Satanismo e occultismo nel mondo giovanile d´oggi:
musica rock, riviste per ragazzi, fumetti,
videogiochi, giochi di ruolo, Internet>>.
sempre sul “venerdì” di repubblica leggiamo in una
didascalia di una foto: <<giovani legionari a un corso
“contro il maligno” nell’università
dell’Ordine…>>.sempre nell’articolo leggiamo: <<. Un
numero crescente di ex giovani seminaristi, «scelti da
Maciel in base alla loro grazia e bellezza», ricordano
gli accusatori, rivela i metodi di seduzione del
fondatore. Sono immagini forti e terribili,
soprattutto per la profonda arroganza che
denunciano.>>
sui pochi quotidiani che hanno pubblicato la notizia
della morte per suicidio della gatto trocchi possiamo
leggere: <<(…) ed aveva piu' volte tentato il
suicidio, soprattutto da quando circa due anni fa le
era morto il figlio.>>.
la lettura di qualche testo di psicologia sarebbe
interessante, e forse potrebbe offrire qualche ipotesi
sulla misteriosa morte della gatto trocchi.

su una pagina internet scomparsa, esiste sempre la
copia cache di google, leggiamo: ""RELAZIONE
INTRODUTTIVA AL CONVEGNO:“Nuovi culti, famiglia e
società” (…) ROMA, 12 NOVEMBRE 1999 (…)
Tra l’altro voglio esprimere tutta la mia solidarietà
alla Prof. Gatto Trocchi, che è anche oggetto continuo
di minacce. Chi affronta questi temi sa benissimo che
va a sollevare un coperchio davvero pericoloso, ma non
per questo bisogna fermarsi. >>
a quali minacce si riferisce questa relazione? perché
le autorità non hanno indagato? da chi venivano queste
minacce?

durante la trasmissione “magia, stregoneria,
paganesimo” io e l’amico claudio simeoni ci chiediamo
spesso: perché negli stati uniti le indagini e le
condanne sugli abusi sessuali e la pedofilia praticata
dai cristiani sono centinaia, e in italia sono cosi’
poche?

su questo libro vi invio quanto pubblicato sul
“venerdi de la repubblica” e una recensione prelevata
dal sito dell’editore.
saluti
francesco scanagatta

da “il venerdi” del 2 giugno 2006
L’accusa degli ex legionari: Nuestro Padre, uomo di
satana
di Attilio Giordano

ROMA. José Barba-Martin e Arturo Jurado sono ormai due
uomini anziani, prossimi ai settant'anni. Ex
professori universitari, parlano correntemente diverse
lingue – inglese, francese, italiano – sanno persino
esprimersi in un colloquiale latino che sbalordisce.
Hanno l'aria distratta degli intellettuali, i
pantaloni stretti e corti che sembrano suggerire una
vocazione a librarsi da terra. Hanno, in comune, anche
uno sguardo velato di malinconia, che diventa un irato
pudore quando rievocano la violenza subita.
Barba-Martin, con quel disagio ha convissuto a lungo
prima di potersene liberare, almeno parzialmente,
dichiarandolo. Più di mezzo secolo, un tempo infinito,
che cristallizza ogni personale orrore: «Documentare
ciò che abbiamo subito dal fondatore dei Legionari di
Cristo, Marcial Maciel Dellogado, è stato doloroso e
difficile, poiché per lungo tempo, in qualche modo, lo
abbiamo nascosto anche a noi stessi. Lui non è un
santo, è un uomo del Male» dice.

Sono a Roma, insieme al giornalista americano Jason
Berry, per girare un documentario sulla Legione. Berry
è autore, con il collega Gerard Renner, di un
libro-inchiesta sulla potente congregazione cattolica
(I legionari di Cristo: l'abuso di potere nel papato
di Giovanni Paolo 2) che arriva in libreria, tradotto
in italiano dall'editore Fazi, proprio in questi
giorni. Sono gli ultimi testimoni di decenni bui
vissuti in quella che descrivono come un'istituzione
totale, chiusa, che sommava ai tre voti di ogni ordine
(castità, povertà, obbedienza) un «quarto voto»
anomalo: il giuramento sacro di non rivelare mai nulla
che potesse nuocere alla Legione e al suo fondatore.
Quel voto, molti decenni dopo i torti che dichiarano
di aver subito, è stato violato.

A partire dalla fine degli anni Novanta, questi
uomini, un gruppo di una decina, cominciò a denunciare
chiedendo giustizia al Vaticano. «Scoprimmo, allora»
ricorda Barba-Martin «che non eravamo stati i primi,
che già dagli anni Sessanta e Settanta c'erano state
denunce simili alle nostre ma che, incredibilmente, a
Roma non si era svolto alcun processo per stabilire la
verità». Un paio di settimane fa il nuovo Papa,
Benedetto XVI, che da cardinale Ratzinger conosceva
perfettamente la vicenda, ha fatto sapere —a sorpresa
— che Marcial Maciel, Nuestro Padre per i Legionari,
ormai ottentaseienne, è stato invitato a ritirarsi a
vita «completamente privata, rinunciando ad ogni
ministero pubblico». Il Vaticano ha fatto sapere anche
che, data l'età del Padre e la salute cagionevole, si
sarebbe deciso di «rinunciare ad un processo
canonico», invitando Maciel ad una futura vita di
preghiera e penitenza. «Un modo ambiguo di concludere
una vicenda che non vedrà processo, nonostante la
estrema gravità delle nostre accuse e che, pur
riconoscendo di fatto una responsabilità di padre
Maciel, non la formalizza. Anzi, un modo di salvare
l'istituzione mettendo da parte il fondatore e
sostenendo che, quale che siano le responsabilità
dell'albero, rami e frutti non sono da considerarsi
compromessi. Il che è un'assurdità logica, e persino
botanica: poiché non c'è albero malato che possa
generare rami e frutti sani».La Legione, dicono gli
accusatori, è perversa. Che riesce a crescere
enormemente sotto il lungo pontificato di Karol
Wojtyla grazie ad una sorta di equivoco ideologico. Il
papa, segnato dalla battaglia contro il comunismo
realizzato, vede in chi è stato perseguitato dalla
stessa ideologia, comunque, un fratello da tutelare. E
i legionari (così come, in qualche modo, l'Opus Dei in
Spagna) nascono all'insegna delle persecuzioni ateiste
e rivoluzionarie.

La famiglia del fondatore, a cavallo tra Ottocento e
Novecento, aveva conosciuto in Messico questa
persecuzione. Nel 1936, Marcial Maciel, sedicenne,
aderisce alla resistenza dei cristeros in nome della
fede. «In realtà» dice Jason Berry che ha cercato di
documentare ogni angolo nascosto della vita di nuestro
Padre, «questo periodo eroico non trova conferme, e
sembra piuttosto la tessera di un'operazione di
costruzione del personaggio, già indirizzata alla
beatificazione e alla santità future». Le storie della
Legione lo dipingono come un Francesco d'Assisi, nato
ricco e divenuto povero per scelta, «con le scarpe
avvolte nei pantaloni come cuscino». Certo è un
organizzatore, fin da giovane. Costituisce gruppi
quasi militari, dalla disciplina intransigente, è un
ammiratore di Francisco Franco, che è un faro per le
élite conservatrici sudamericane.

Modella la sua organizzazione su quella dei Gesuiti,
«ma soprattutto getta le basi per il culto della sua
personalità», dice Berry. Il 3 gennaio del 1941 fonda
la Legione, finanziato dai grandi capitalisti
messicani, industriali tessili, latifondisti.
Stabilisce un rapporto stretto con la Spagna che sarà
la seconda patria dei suoi proventi. All'inizio il suo
ordine vuol battezzarsi «Legionari del Papa», ma
qualcuno lo sconsiglia, intravedendo un peccato di
orgoglio. Saranno dunque Legionari di Cristo, al quale
ci si può rivolgere con minor imbarazzo. Pio XII lo
incoraggia e lo sostiene, ma il segreto del successo,
e dell'espansione, è proprio nella capacità di trovare
generosi benefattori, i cui rampolli, spesso, vanno ad
ingrossare le fila della Legione, dove le questioni
della disciplina, dell'obbedienza e dei valori sono
garantite. E nel costituire un cespite importante per
tutta la Chiesa.

Le storie che giungono ìn Vaticano come corollario dì
questo modo di procedere dovrebbero essere considerate
molto scandalose. Si somigliano tutte. Un numero
crescente di ex giovani seminaristi, «scelti da Maciel
in base alla loro grazia e bellezza», ricordano gli
accusatori, rivela i metodi di seduzione del
fondatore. Sono immagini forti e terribili,
soprattutto per la profonda arroganza che denunciano.
«Il padre giaceva nudo nel suo letto e convocava
qualcuno di noi. Gli chiedeva di massaggiargli lo
stomaco lamentando i consueti terribili dolori». I
massaggi diventano atti sessuali veri e propri, che
lasciano stupefatti e turbati i ragazzi. I quali,
tuttavia, vengono «assolti», con un distratto segno di
croce, dal padre stesso appena soddisfatto e divenuto
confessore. A Barba-Martin, Maciel assicura
addirittura di avere «un permesso speciale del Papa
Pio XII, che consente ai seminaristi rapporti sessuali
con lui». Molti – dodicenni, quattordicenni – neppure
sembrano capire bene che cosa accade, non all'inizio.
Arturo Jurado, il professore che ha studiato ad
Harvard, racconta di essere stato costretto a giacere
con Maciel molte volte, «almeno quaranta», ha
calcolato. La sua resistenza, ventenne, ad atti
sessuali completi con il padre, gli vale un
trasferimento punitivo in Spagna.

Già negli anni Sessanta le voci su queste ignominie
raggiungono la gerarchia ecclesiastica. In particolare
i Gesuiti – che forse hanno anche un'avversione per I
Legionari alimentata dallo spirito di concorrenza –
«si mostrano sospettosi sulle attività sessuali di
Maclel», scrivono i due giornalisti americani che
hanno documentato anche quel remoto periodo. Tra il
1956 e il '58 il Vaticano ordina una serie di
indagini molto stringenti. Tra legionari quel periodo
è chiamato «la Guerra», o «la Grande benedizione» (che
li metterebbe alla prova). Secondo la versione
ufficiale l'inchiesta riguardava solo l'eventuale uso
di narcotici che avrebbe fatto Maciel. Uso che non
viene negato, ma collegato alle «terribili sofferenze»
che il padre pativa per ragioni di salute. In realtà,
gli ex seminaristi ora affermano che l'indagine
riguardava anche le attività sessuali. I giovani,
interrogati, in quell'occasione negano: «In quanto
figli di famiglia cristiana, in quanto messicani, ci
era stato insegnato che al padre dovevamo obbedire.
Lasciare il seminario significava la dannazione
eterna, Dio era vendicativo».

La Legione è profondamente anticonciliare: si dice
Messa in latino, si praticano i vecchi riti, si
sottolinea l'aspetto più antico e punitivo della
religione. Ma sono conservatori anche i più
determinati accusatori dell'ordine.

Che si scandalizzano proprio per la distanza tra le
dichiarazioni e la prassi. Non chiedono denaro,per il
danno subito, ma solo giustizia. Sembrano combattere
per una loro, personale, redenzione dal peccato di
omertà, pretendono sia ufficializzato l'immenso torto.
Questi uomini divenuti ormai anziani, si incontrano,
si confrontano, si liberano dei fantasmi di
un'esistenza. Denunciano Maciel al Vaticano, ma
scoprono che, semplicemente, non succede nulla.

Anzi, Giovanni Paolo II continua a dar segno di
profonda amicizia per Maciel. Forse non sa, forse non
crede, forse la Corte è più realista dí lui. Ma
Ratzinger sa di certo, poiché del caso si è occupato
in veste di massima autorità della Congregazione per
la dottrina della fede. E, divenuto Papa, fa quello
che, forse, prima non avrebbe potuto fare. «Secondo
noi però» dice Barba-Martin «non ha voluto fugare
davvero dubbi e fantasmi, non ha voluto concederci
giustizia formale. Ed ha, con la sua formula ambigua,
creato un precedente grave, poiché di fatto ha
condannato un uomo che non è stato processato. Eppure
Cristo diceva: "Sia il vostro parlare sì sì o no no".
Non si è seguito il suo insegnamento».

Nuestro Padre diceva ai suoi fedelissimi di non
iniziare le pratiche per la sua beatificazione prima
dei trent'anni dalla sua morte. Forse temeva
l'attualità, i testimoni. Temeva i vivi.

Attilio Giordano

recensione al sito: www.fazieditore.it
Jason Berry, Gerald Renner

I legionari di Cristo
Abusi di potere nel papato di Giovanni Paolo II
Un'inquietante inchiesta sulla Legione di Cristo,
l'organizzazione religiosa venuta alla ribalta delle
cronache per i legami con la famiglia di Antonio
Fazio, e sui suoi strettissimi rapporti con il
Vaticano di Wojtyla, Ratzinger, Sodano.

A partire dall'allarmante realtà degli abusi sessuali
compiuti da preti, due giornalisti cattolici
americani, Jason Berry e Gerald Renner, hanno condotto
la prima inchiesta sulla misteriosa Legione di Cristo,
organizzazione ultraconservatrice fondata nel 1941 dal
messicano Marcial Maciel Degollado, che ancora la
guida. Maciel ha diffuso in oltre venti paesi la
potente struttura, che dispone di preti e operatori
laici, di scuole medie e superiori per i figli delle
élite e controlla numerose università, intrecciando
una fitta rete di rapporti con le massime gerarchie
ecclesiastiche. Sotto Wojtyla, varie inchieste,
avviate dopo le numerose accuse di abusi sessuali a
carico di Maciel, vennero insabbiate dal Vaticano. Nel
2004, Giovanni Paolo II arrivò a elogiare
pubblicamente Maciel durante una solenne cerimonia;
Ratzinger, allora a capo della Congregazione per la
Dottrina della Fede, eluse ogni richiesta di mettere
il prete messicano sotto processo; e il segretario di
Stato Sodano si impegnò strenuamente per difenderlo.
L'inchiesta vaticana è brevemente avanzata dopo la
morte di Wojtyla; ma l'annuncio del Segretariato di
Stato (20 maggio 2005) che Maciel non avrebbe dovuto
affrontare un processo canonico solleva gravi
interrogativi sul nuovo papato. Ancora in settembre,
Sodano ha invitato Maciel a Lucca come ospite
ufficiale di una prestigiosa conferenza; e a tutt'oggi
papa Benedetto XVI non ha intrapreso alcuna azione
pubblica nei confronti di un prete su cui gravano una
ventina di accuse per abuso sessuale su minori.
Un'inchiesta seria e sconvolgente, durata sei anni e
condotta mediante centinaia di interviste, che mette a
nudo un intollerabile scandalo nel cuore della Chiesa.

GLI AUTORI Jason Berry, giornalista investigativo,
produttore di documentari e storico del jazz, ha
scritto cinque libri, fra cui Lead Us Not Into
Tempation (1992), il primo ad affrontare direttamente
direttamente la questione degli abusi sessuali
perpetrati dal clero americano. Vive a New Orleans.

Gerald Renner giornalista, è stato ufficio stampa
della Conferenza Episcopale statunitense e poi
direttore del Religion News Service, agenzia di stampa
specializzata di New York. Vive nel Connecticut. Ha
vinto vari premi per il giornalismo investigativo.

Sunday, June 11, 2006

i leoni sono politeisti

http://www.corriere.it/Primo_Piano/Cronache/2006/06_Giugno/05/leone.shtml

Kiev: va nella gabbia del leone e viene ucciso
Un uomo di 45 anni entra nel recinto delle fiere allo
zoo e grida «Se Dio esiste mi salverà».
Ma un felino lo attacca e lo uccide
KIEV (UCRAINA) - Un gesto sconsiderato, probabilmente
motivato dalla follia. Un uomo di 45 anni, originario
dell'Azerbaijan, è stato ucciso, ieri pomeriggio, da
un leone nello zoo di Kiev, dopo essersi calato con
una corda nella gabbia del felino, riferisce oggi la
polizia locale. L'uomo si è arrampicato sulla
recinzione del leone e si è calato all'interno della
gabbia con una corda. Poi avrebbe preso le scarpe le
le avrebbe lanciate contro il leone, gridando, secondo
alcuni testimoni, «Se Dio esiste, mi salverà».
Alcuni leoni nello zoo di Kiev
I suoi gesti hanno a questo punto, infastidito, o
forse impaurito l'animale, che poco dopo lo ha
attaccato, uccidendolo con un solo morso al collo. Al
momento non ci sono informazioni certe sui motivi che
hanno spinto il 45enne ad una simile «impresa», ma
secondo le prime testimonianze si dovrebbe trattare
del gesto di uno squilibrato. È la seconda volta in 23
anni anni che nello zoo di Kiev si verifica una simile
casualitá. Nel marzo del 2005 una donna delle pulizie
entrò erroneamente nella gabbia delle tigri. Un felino
la attaccò immediatamente mordendole e rompendole il
collo.
06 giugno 2006
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Kiev, 5 giu. - (Adnkronos) - Dopo aver gridato "se Dio
esiste mi salvera'!", si e' calato in un recinto dello
Zoo di Kiev dove uno dei 4 leoni lo ha attaccato e
sbranato. Protagonista e vittima del folle gesto un
ucraino di 45 anni d'origine azera che, addendato alla
gola da una leonessa, e' morto sul posto a causa della
profonda ferita alla carotide. L'incidente e' avvenuto
ieri sera, poco prima della chiusura, sotto lo sguardo
terrorizzato di numerosi visitatori.

Saturday, May 06, 2006

paganesimo sul "corriere della sera"

salve,
il “corriere della sera” ha pubblicato due notevoli
articoli sul paganesimo e sul politeismo.
il quotidiano ha posto particolare attenzione al
continuo espandersi della religiosita’ pagana.
alcune notizie presenti nell’articolo potrebbero
essere meglio definite e precisate, ma in tempi in cui
il monoteismo cerca di occupare ogni spazio poter
leggere qualcosa di alternativo e’ sempre importante.

l’articolo di Canfora pone dei collegamenti
inesistenti tra paganesimo e nazismo.
Stefan George apparteneva al movimento che
comunemente viene definito “rivoluzione
conservatrice". in altre occasioni ho ampiamente
dimostrato l’inesistenza della presenza di elementi
pagani all’interno del nazismo. se si vuole risalire
alle radici cristiane del nazismo e’ sufficiente
leggere il recente libro “il santo Reich, le origini
cristiane del nazismo”.

gli interventi di introvigne e zocatelli rientrano
pienamente in una logica cattolica, ci basta rilevare
come zocatelli parli di neo-paganesimo.
il termine neo-paganesimo e’ un’invenzione cristiana
derivante da fattori teologici e storici. l’origine
teologica deriva dal fatto che per i cristiani la
presenza di cristo ha spezzato il tempo, ha diviso il
mondo in prima e dopo la sua venuta. i cristiani
sostengo che dopo la comparsa di cristo nessuno puo’
essere come prima. i cristiani affermano che cristo
e’ venuto per la salvezza di tutti, che ha redento
tutta l’umanita’, e di conseguenza anche i pagani non
possono piu’ essere quelli di prima.
certo come simili ragionamenti siamo alla follia.
i pagani e politeisti non hanno mai dubitato della
follia dei cristiani. sull’argomento vi rinvio al
libro di un autore cattolico: <<la follia dei
cristiani, su un aspetto della “reazione pagana” tra I
e V secolo.”
il motivo storico per cui la chiesa usa il termine
neo-paganesimo risiede nel fatto che il nazismo agi
sempre contro tutti i gruppi pagani. si poteva
definire il nazismo paganesimo quando in realta’ esso
combatteva il paganesimo ? il problema si risolse
definendo il nazismo come movimento neo-pagano.

che fine hanno fatto i gruppi pagani che esistevano in
germania all’avvento, nel gennaio 1933, nazismo?
a quanto mi risulta in italiano non vi sono notizie in
merito. solo una rivista francese, nel 1997, e mai
tradotta, riporta alcune interessanti notizie
sull’argomento.
sotto vi riporto la traduzione:
<<Il paganesimo era tollerato sotto il terzo Reich
solo quando rimaneva relegato nell’ambito privato e
non entrava in conflitto con la politica ufficiale. I
gruppi pagani furono infatti progressivamente messi
sotto controllo, come lo furono le chiese,
specialmente dopo la pubblicazione dell’enciclica
“Mit brennender Sorge”, nel 1937. Il Tannenbergbund
della coppia Erich e Mathilde Ludendorff fu interdetto
nel 1933, e il “bund fur deutsche Gotterkenntnis”, che
gli succederà nel 1937, fu saldamente messo in libertà
sorvegliata. L’indologo e studioso del sanscritto
Jakob Wihelm Hauer dovette abbandonare nel marzo 1936
la presidenza della “Deutsche Glaubensbewgung. “la
fede allemanna e gli ebrei sono sulla medesima corda!”
proclamerà nel 1938 il giornale antisemita “Der
Sturmer”! Friedrich Bernard Marby, fondatore nel 1931
del “Bund der Runenforscher” ed editore della
“Marby-Runen-Buchrei”, si vide interdire tutte le
attività editoriali a partire dal 1935. Arrestato nel
marzo del 1937, condannato alla detenzione a vita,
trascorse circa nove anni in campo di concentramento,
per la precisione a Dachau e Flossemburg, prima di
essere liberato nel aprile 1945 dalle truppe alleate.
H.A. Weis-haar (Kurt Paehlke), fondatore nel 1918 del
“Bund der Guotend”, fu lui stesso internato fino alla
fine della guerra nel campo di Bergen-Belsen. Lo
scrittore e drammaturgo volkisch Ernst Wachler,
fondatore nel 1903 “Harzer Bergtheater” presso Thale,
fu perseguito per ragioni “razziali” e morì nel
settembre 1944 nel campo di Theresiendstadt. Wihelm
Kusserow, fondatore nel 1935 della “Nordische
Glaubengemeinschaft”, fu denunziato come “agente
britannico”. Nel 1941, praticamente tutti i gruppi
pagani erano stati interdetti>>.
elements, nr. 89, Julliet 1997, pagg. 20,21

nell’articolo viene citato l’amico De Bono. io
vent’anni fa partecipati all’avventura de “il teurgo”,
anzi vi posso dire che facevo parte di colore che “(…)
annunciarono - per finta - che avrebbero tagliato la
testa a un ariete”. le nostre strade si separano per
altro. il motivo lo potete leggere anche su un libro
di Gian Antonio Stella.

per quanto riguarda la <<via romana>>. essa in realta’
non ha aspetti religiosi, ma esclusivamente culturali.
e’ qualcosa, ma poco per noi.

massimo introvigne dichiara: <<(…) nel ricordo della
romanità senza cristianesimo e del fascismo senza
Concordato», sarei curioso di sapere almeno il nome di
un gruppo che abbia questa posizione. ma forse il
nostro non e’ molto aggiornato. l’unico personaggio
storico che ebbe una simile posizione, negli anni 30,
fu il senatore vincenzo morello che pubblico il libro
<<il conflitto dopo la conciliazione>>.
e dopo la guerra?: <<(…) perche’ questo movimento
fini’? essenzialmente per un errore di impostazione
metodologica e per il motivo “classico” per cui nelle
file del tradizionalismo “neo-pagano” scoppiamo le
crisi: la conversione al cattolicesimo di una parte
della leadership.>> (“il cammino della tradizione”,
pagina 58).

nell’articolo leggiamo << il rito sull’Appia Antica
effettuato con un’ascia bipenne>>. a quanto mi risulta
niente di cosi’ esoterico. venne regalato a Mussolini
un fascio littorio ritrovato in una tomba. il regalo
non ebbe certo un buon effetto se mussolini nel 1929
dichiaro’: <<L’italia ha il privilegio unico di
ospitare il centro di una religione da oramai due
millenni. Non e’ per una mera coincidenza o per un
capriccio degli uomini che tale religione e’ sosta e
si irradia da Roma. L’impero romano e’ il presupposto
storico del cristianesimo prima, del cattolicesimo
poi.>>. questo mussolini lo dichiaro’ durante
l’assemblea quinquennale del regime, il 10 marzo 1929.

penso che per il momento gli elementi siamo
sufficienti a “rettificare” gli articoli del “corriere
della sera”.
sotto vi riporto i due articoli.
saluti
francesco scanagatta
recapito:
istituto mediterraneo dei studi politeisti
c. p. 53 – 36063 Marostica (vi-vicenza)
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corriere della sera- sabato 6 maggio 2006 – pagina 25

E i giudici riabilitano gli dei dell’Olimpo Un
tribunale di Atene autorizza i fedeli alla
celebrazione degli antichi culti greci Politeismo in
crescita anche in Italia. «Affascinati dalla
spiritualità fai da te»
ROMA - La Fratellanza Solare, i Nativi d’Insubria, i
Fedeli degli Asi, i Pitagorici, l’Ordine dei Bardi,
Ovati e Druidi, la Tribù Winniler. Sono tra noi, ma
sparsi lungo la penisola, impermeabili tra loro e poco
inclini a farsi conoscere, casomai il proselitismo è
filtrato, cauto, graduale. Gruppi piccoli,
piccolissimi talvolta. Si incontrano in case, o in
Rete, oppure si parlano tramite riviste che possono
avere trecento pagine o essere poco più di un
foglietto. Il mondo difforme del paganesimo 2000.
Neopagani. «Vedremo moltiplicarsi questi fenomeni»,
dice Marino Niola, che insegna antropologia dei
simboli all’Università Suor Orsola Benincasa, Napoli.
Perché, professore? «Perché nel paganesimo, cioè nel
politeismo, ciascuno può costruirsi la sua via alla
spiritualità. Ogni dio ha una sua funzione e il suo
legame con un elemento naturale, monte, fiume,
mare...». Il ritorno degli dei è avvenuto negli ultimi
tempi, immancabilmente in Grecia. L’associazione
«Ellis» ha ottenuto da un tribunale civile
l’autorizzazione a venerare Zeus, Era, Poseidone,
Ares, Afrodite e gli altri dell’Olimpo e ora vuol
chiedere al ministro dell’Istruzione e degli Affari
religiosi di celebrare gli antichi riti nei templi
sull’Acropoli o su Capo Sunio. Con la rassicurazione:
niente sacrifici di esseri viventi, offriremo frutta,
dolci, vino, olio.
«Non sarebbe proprio una novità - dice Claudio
Simeoni, da Marghera, portavoce della Federazione
Pagana, animatore di Radio Pagana, autodefinitosi
"Meccanico, Apprendista Stregone, Guardiano
dell’Anticristo" -. L’anno scorso eravamo in tremila
sotto il monte Olimpo per un rito nel nome di
Prometeo». E da noi non si potrebbero usare i templi
di Agrigento, di Paestum? «Ma no! I monumenti vanno
tutelati e protetti. Noi per i riti abbiamo il nostro
"bosco sacro", piantato a Jesolo, da un pagano».
Punto di riferimento neoellenico in Italia è il
critico d’arte milanese Antonino De Bono che, a 82
anni, dice: «Sarebbe ridicolo oggi pregare Apollo o
Hermes. Interessante invece è notare la rivalutazione
degli dei come forze cosmiche dell’universo, che
sfuggono al controllo dell’uomo». De Bono accusa Gesù
«di essersi vantato di essere il Cristo, lo considera
piuttosto un mago o un operatore dell’occulto, ma ha
chiuso con la Grecia religiosa politeista vent’anni
fa, dopo che alcuni suoi seguaci annunciarono - per
finta - che avrebbero tagliato la testa a un ariete.
Così, per cercare un paganesimo mediterraneo in Italia
si deve guardare alla «via romana», gruppi che si
rifanno alla religiosità dell’antica Roma, ma più nel
solco egiziano di Iside e Osiride, che in quello greco
con Zeus che diventa Giove e Poseidone che si tramuta
in Nettuno. Dice Massimo Introvigne, fondatore del
Centro studi sulle nuove religioni: «Nel neopaganesimo
romano ci sono due filoni principali, uno
intellettuale formato da professori ed entusiasti
degli studi classici, e l’altro di estrema destra, nel
ricordo della romanità senza cristianesimo e del
fascismo senza Concordato». Aggiunge il vicepresidente
del Cesnur, Pierluigi Zoccatelli: «Il neopaganesimo
coincide quasi sempre con l’esoterismo, l’ermetismo.
Spesso per accedere agli strati più sottili
dell’essere queste scuole si basano su teorie e
pratiche che riguardano la manipolazione dell’energia
sessuale, nella scia di Cagliostro». Così, nel passato
dei movimenti neopagani romani ci sono riunioni nelle
catacombe, là dove si rifugiavano i nemici di oggi, i
primi cristiani. E c’è anche il rito sull’Appia Antica
effettuato con un’ascia bipenne, forse alla presenza
del filosofo Evola, rito che avrebbe "propriziato"
l’avvento del fascismo.
«Il politeismo è una minoranza - ripete il professor
Niola - Ma cresce soprattutto per la reazione al
Cristianesimo, che ha spezzato il rapporto fra uomo e
natura, ritenendo l’uomo superiore».
Andrea Garibaldi

FRA RELIGIONE E FILOSOFIA Zeus e gli altri? I «padri»
dei santi cristiani
di luciano canfora
Non è la prima volta che torna in auge il culto degli
dei greci, dopo la loro eclissi. All’inizio del
Novecento, in Germania, la «cerchia di Stefan George»,
restaurò culto e cerimoniali sia pure ad uso di un
gruppo piuttosto ristretto di letterati estetizzanti.
Essi volevano essere direttamente i greci antichi. Non
pochi ne sorrisero. Il loro contributo ad una
rinascita dell’Ellade antica fu nullo. Altri culti
«pagani», ma di origine paleogermanica, furono rimessi
in vigore non molti anni dopo dal massimo criminale
del secolo XX, Heinrich Himmler, il capo supremo delle
SS e fondatore del «Ahnenerbe» (il lascito degli
antenati). Qui la farsa diventò tragedia. Ma,
indagando in tema di restaurazioni, si potrebbe
riandare ancora più indietro nel tempo, fino al
tentativo di un grande e misconosciuto imperatore del
IV secolo, Giuliano, detto ingiustamente «l’apostata»,
il cui sforzo di restaurare l’antica religione greca
fu incrinato dal modo stesso, filosofico e dunque
metaforico, con cui egli intendeva tale restaurazione.
Restaurare la religione greca è arduo. Esistette
infatti una religiosità greca, ma, al tempo stesso,
esistettero tanti e tra loro assai diversi culti
riguardanti non di rado le stesse divinità. Quella
greca non fu una teologia chiusa, ma piuttosto una
teologia aperta, sorretta da una idea vaga e
complessiva del divino e sempre più fortemente
impregnata di filosofia. È dunque difficile ricavarne
e addirittura restaurarne un determinato culto. Ma, a
ben vedere, la religione dei greci, via via impregnata
di pensiero neoplatonico, vive ancora: nel
Cristianesimo e in particolare nel Cattolicesimo, che
è solo apparentemente monoteistico, ma che ha
ripristinato una molteplicità di entità divine
attraverso il culto di figure intermedie quali la
«Vergine» e i «santi». E inoltre esso è sorretto da
una teologia che è innervata di pensiero greco. Nulla
nella storia scompare, tutto si mescola e si
trasforma.

Monday, January 09, 2006

ratzinger e la << perversione della gioia>>

ratzinger e la perversione della gioia

il signor Ratzinger ha dichiarato l'otto di gennaio
2006:
"si rinuncia — così si diceva — alla «pompa
diabuli», cioè alla promessa di vita in abbondanza, di
quell'apparenza di vita che sembrava venire dal mondo
pagano, dalle sue libertà, dal suo modo di vivere solo
secondo ciò che piaceva. Era quindi un «no» ad una
cultura apparentemente di abbondanza di vita, ma che
in realtà era una «anticultura» della morte. Era il
«no» a quegli spettacoli dove la morte, la crudeltà,
la violenza erano diventati divertimento. Pensiamo a
quanto si realizzava nel Colosseo o qui, nei giardini
di Nerone, dove gli uomini erano accesi come torce
viventi. La crudeltà e la violenza erano divenuti un
motivo di divertimento, una vera perversione della
gioia, del vero senso della vita. Questa «pompa
diabuli», questa «anticultura» della morte era una
perversione della gioia, era amore della menzogna,
della truffa, era abuso del corpo come merce e come
commercio.>>
come sempre siamo nella menzogna e nella
falsificazione.
si presenta l'antica Roma come cattiva.
il signor ratzinger alla <<culla del diritto>>
preferisce il diritto all'inquisizione.
per un monoteista solo la sofferenza e la
sottomissione ad un falso dio rappresenta un forma di
felicita’.
i cristiani hanno utilizzato tutte le garanzie che
l’antica roma garantiva loro i modo mafioso. una volta
distrutto l’impero hanno provveduto a denigrarlo, e la
denigrazione continua anche oggi.
tutti conoscono le “garanzie” che l’inquisizione
offriva alla sue vittime. ben diverse erano i diritti
che l’antica Roma
offriva ai suo cittadini, a tutti i suoi cittadini.
possiamo leggere nell’orrendo libro chiamato “bibbia”
questi versetti:
<<25 Ma mentre veniva legato per essere frustato,
Paolo si rivolse al centurione lì presente e gli
domando: "Siete autorizzati a frustare un cittadino
romano, senza neppure un processo?"
26 L'ufficiale corse subito dal tribuno, per
avvertirlo: "Lo sai che cosa stai per fare? Quell'uomo
è cittadino romano!" esclamo.
27 Allora il tribuno si avvicino a Paolo e gli chiese;
"Dimmi, sei davvero cittadino romano?" "Sì!" rispose
Paolo.
28 "A me questa cittadinanza è costata una fortuna!"
replico il comandante. "Io, invece, sono cittadino
romano dalla nascita!" preciso Paolo.
29 A queste parole, i soldati, che poco prima erano
pronti a frustarlo dovettero subito ritirarsi. Anche
il comandante, sentendo che era un cittadino romano,
ebbe paura perché lo aveva fatto legare.>>( Atti 22).
la semplice lettura di un testo di diritto romano
dimostrerebbe la falsita’ di quanto riportato dalla
bibbia: << Nel processo penale l’humanitas esige che
l’accusato sia garantito contro lo strapotere dello
stato, attraverso la sicurezza della difesa e la
cooperazione di non funzionari alla decisione; e,
inoltre, vieta la tortura dell’accusato e dei
testimoni. Nell’osservanza di questi postulati il
diritto repubblicano ha raggiunti il grado più alto
nel processo delle giurie, (questiones), che è
puramente accusatorio. L’accusato è alla pari
dell’accusatore; l’escussione delle prove spetta alle
parti;>>(scritti utili per lo studio dell'Esegesi
delle fonti del Diritto Romano).
certo per il signor ratzinger questa e’: <<
perversione della gioia>>.
per denigrare l’antica roma ha bisogno di ripetere la
favoletta delle persecuzioni dei cristiani.
persecuzioni che non sono mai esistite.
il cristianesimo quando non puo’ perseguitare gli
altri si dice perseguitato e discriminato.
il monaco Giovanni d'Efeso <<faceva perseguitare i
pagani nella stessa Costantinopoli. Nel 546, durante
uno dei suoi soggiorni nel monastero di Sice, la
polizia imperiale, in seguito alle sue denunce,
arrestò parecchi notabili, grammatici, sofisti,
medici, che furono condannati allo staffile e
catechizzati a viva forza. Uno di essi, il patrizio
Foca, si avvelenò prima dell'esecuzione; altri come
Asclepiodoro e il pretore Tommaso, furono messi a
morte. Nonostante questi rigori, a Costantinopoli il
paganesimo continuò a vivere, sebbene di nascosto.
Nel 562, la polizia sequestrò vari libri di magia ed
arrestò cinque sacerdoti pagani, dei quali uno di
Atene, due di Antiochia, due di Baalbeck: furono
mutilati, condotti in giro nudi su cammelli, ed i
loro libri furono bruciati su di una pubblica piazza
.>>( Pierre Chauvin, CHRONIQUES DES DERNIERS PAIENS).
giustamente ha scritto Ginette Paris: <<Dinanzi al
corpo torturato, sofferente, sanguinante e morificato
che la chiesa ci ha additato amodello, si e’ tentati
di recitare mo’ di preghiera i versi di Rimbaud: O
Venere, o dea! / Ricordo i tempi dell’antica
giovinezza, / dei satiri lascivi, dei fauni selvaggi,
/ erreri divini che mordevano d’amore la corteccia /
dei rami / e tra le ninfee baciavano la bionda
Ninfa!>>.
la scelta della data in cui e’ stato pronunciato
questo discorso non e’ da poco. nel medesimo 8
Gennaio, nel 1642 moriva Galileo Galilei.
anche Galileo Galilei, per la chiesa, rappresentava
una << perversione della gioia>> e viveva per << amore
della menzogna, della truffa>>.
saluti
francesco scanagatta

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Saturday, January 07, 2006

val di susa: L�ultima strega uccisa 60 anni fa

da “il giornale” di Mercoledì 4 gennaio 2006
VAL DI SUSA: L’ultima strega uccisa 60 anni fa
<<il 6 dicembre del 1946 in Valle di Susa, di recente
teatro della rivolta contro l’alta velocità, vi fu l
’ultima uccisione in Italia di una strega. Lo sostiene
Roberto Gremmo, giornalista piemontese e studioso di
storia locale, che pubblicherà su questo episodio un
libro in uscita in questi giorni. Gremmo, che in Val
Susa fu eletto in passato consigliere provinciale, ha
anticipato in un articolo scritto per il periodico
locale la Tribuna novarese, il risultato delle sue
ricerche storiche(che riguardano anche un altro
omicidio per stregoneria accaduto nel 1926 in
Abruzzo).
Ad uccidere la strega della Val Susa, Teresa M., fu
una montanara, Silvia B., madre di tre figli, che
l’accusava di averle fatto dei malefici. Fu condannata
a 9 anni e 6 mesi di reclusione, e poi rinchiusa in un
manicomio criminale dove morì, con una sentenza in cui
i giudici scrissero che la vittima era conosciuta come
una «fattucchiera ».Gremmo ha deciso di rendere note
le sue ricerche dopo che il sindaco di Varallo Sesia
(Vercelli) nei giorni scorsi ha fatto collocare una
lapide all’ «ultima strega massacrata in Italia», in
riferimento a un episodio accaduto nel paese
valsesiano nel 1828.
>>
il “corriere della sera” del 6 novembre 2005 ha
riportato una cronaca dell’inagurazione della lapide:
<<
[...] Due uomini bussarono forte alla sua porta, lei
aprì e fu la fine: l’ammazzarono a forza di botte,
così tante da sfigurarla. Margherita aveva 64 anni,
era analfabeta, poverissima, vedova e madre di una
ragazza. Il suo fu l’ultimo omicidio di una strega che
l’Italia ricordi. Era il 22 gennaio del 1828, sullo
sfondo il profilo del Monte Rosa e della Valsesia.
Adesso, dopo 177 primavere, Varallo Sesia ha deciso di
riabilitare la sua strìa e di coltivarne il ricordo
con una lapide all’ingresso del paese. La strega
«Gatina», come la chiamavano i valligiani, vive la sua
rivincita nelle parole scolpite sulla pietra: «In
memoria della strìa Gatina, ultima strega massacrata
in Italia, trucidata a Cervarolo di Varallo, custode
dell’antica sapienza montanara». [...] «Abbiamo
vissuto 500 anni di totale ignoranza e restituire
memoria e dignità a persone come la strìa Gatina è una
questione di civiltà» valuta il sindaco di Varallo,
Gianluca Buonanno. «Ho ricevuto più ringraziamenti da
questa iniziativa che da qualsiasi altra abbia mai
fatto, e sono sindaco da 12 anni. Vorrà pur dire
qualcosa, no?». Ha visto la gente incuriosita e
partecipe davanti alla lapide e si è commosso, il
sindaco. Accanto a lui lo storico Corrado Mornese,
autore di molti libri sulla valle e su uno dei suoi
simboli: Fra Dolcino, il grande eretico del Trecento.
«Se c’è qualcuno che non è contento di rispolverare
questi ricordi mi dispiace» si rammarica Buonanno,
lasciando intuire una scia polemica sulla questione
della lapide. Qualcuno ha storto il naso? «Beh, nel
mondo ecclesiastico non sono certo rimasti
contenti...». Il parroco del paese, Gianfermo
Nicolini, conferma: «Per fortuna quel giorno non
c’ero...». Le credenze popolari, i danni
dell’inquisizione, i supplizi subìti dalle presunte
streghe: «Guardi che in Italia il fenomeno è stato
ridottissimo. Lo dicono storici affermati. Anche
questa storia della strìa Gatina: sono iniziative
coreografiche e carnevalesche. La cosa che conta sono
le fonti di queste notizie, quelle vere». Dice che la
storia della strega valsesiana è falsa? «No, il fatto
è successo. Si vede che volevano darle una lezione e
che hanno sbagliato il dosaggio. Ma da qui a parlare
di caccia alle streghe ne corre». Don Gianfermo
avrebbe da ridire anche su Fra Dolcino e sulle mille
iniziative per i 700 anni della sua resistenza contro
i «crociati» in Valsesia. «Dante lo cita in un canto
dell’Inferno? Va bene. Ma a parte quelle due cose
dette da Dante di lui sappiamo solo che ne ha
combinata una più di Bertoldo e che ce l’aveva con la
Chiesa». Vista dalla parrocchia di San Gaudenzio, la
popolarità di Fra Dolcino assomiglia a un
incantesimo.>>

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Friday, December 30, 2005

la mafia e il dio dei cristiani

la mafia e il dio dei cristiani
salve,
vi riporto, in calce, alcune risposte di un’intervista
a Roberto Scarpinato, uno dei tre Pubblici Ministeri
del processo Andreotti e ora Procuratore aggiunto
della Repubblica di Palermo.
a parte l’uso improprio ed errato del termine
politeismo, l’intervista offre alcuni punti
interessanti.
il particolare il problema della chiesa cattolica e
del suo dio. l’intervistato non ha ancora appreso a
fondo i meccanismi di controllo mentale del
cristianesimo. in lui c’e’ ancora stupore per il fatto
che le vittime e i carnefici si ritrovino a
sottomettersi al medesimo dio, ma e’ proprio qui il
potere del monoteismo.
significativa la dichiarazione: << Il mafioso ha un
rapporto con Dio che non è conflittuale perché il
mediatore con Dio che lui stesso sceglie è espressione
della sua stessa cultura.>>, certo possiamo dire che
il mafioso si sente piccolo e impotente quando deve
pensare alle capacita’ di annientamento, in tutti i
sensi, del dio dei cristiani.
per risolvere il problema di come i vittime e
carnefici non abbiamo problemi ad essere sottoposti
allo stesso dio basterebbe leggere quanto Raoul
Vaneigem scriveva di cristo: << Lo si e' visto come
mercante di sofferenze, commesso di grazie,
socialista, antifascista, stalinista, barbuto,
reichiano, anarchico.
E' stato sotto tutte le insegne, sotto tutte le
bandiere, ai due lati del bastone, nella maggior parte
delle esecuzioni capitali, dove ha tenuto sia la mano
del carnefice che quella del condannato.
Ha il suo posto nei commissariati, nelle prigioni,
nelle scuole, nei bordelli, nelle caserme, nei grandi
magazzini, nelle zone di guerriglia. Ha servito da
pennacchio, da cartello indicatore, da spaventapasseri
per conservare in pace i morti e in ginocchio i vivi,
da tortura e da regime dimagrante.>>
il magistrato dichiara: <<Perché quello che mi ha
colpito nella mia frequentazione dei mafiosi è l'avere
constatato che si tratta in moltissimi casi di
cattolici credenti e praticanti, e non c'è
simulazione.>>, basta una lettura attenta della bibbia
per trovare la fonte di ispirazione dei mafiosi.
un libro che permette di comprendere le astuzie e le
furbizie con cui il cristianesimo riesce a mantenere
il suo dominio e’ “la miseria del cristianesimo”. nel
testo vengono analizzati vari strumenti che
permettono di risolvere e fronteggiare quello che ad
alcuni sembra una contraddizione. scrive l’autore per
i: teologi << Ciò che l’uno respinge come opinione
inconciliabile con la Weltanschauung cristiana, per
l’altro è il Vangelo più sacro. Ciò che l’uno offre
come quintessenza della fede, l’altro lo condanna come
«totale svendita teologica». E sono tutti professori
ordinari di «teologia evangelica»!>>. e aggiunge <<
Qual è l’origine della miseria cronica dei teologi?
(...) Basandosi sulla tradizione autoritaria degli
autori del passato, chiamata Rivelazione, quel passato
normativo può essere adattato alle esigenze del
presente solo per mezzo di trucchi ermeneutici. E così
perdono entrambe le cose: il vero passato e il vero
presente >> (..) << La tesi dell’ottundimento degli
uomini per mezzo del cristianesimo non è impudente
menzogna di alcuni liberi pensatori, ma un amaro dato
di fatto.>>.
per la gran parte delle persone e’ difficile liberarsi
dalla sciavitu’ intellettuale cristiana, ricordiamoci
di Gregorio Nazianzeno quando scrive: "Noi facciamo
prigioniero ogni pensiero per Cristo.", e gli evasi
dal campo di prigionia e detenzione cristiana sono
ancor ben pochi.
saluti
francesco scanagatta

fonte: http://www.adistaonline.it/
da una intervista un’intervista a Roberto Scarpinato,
uno dei tre Pubblici Ministeri del processo Andreotti
e ora Procuratore aggiunto della Repubblica di
Palermo:
<<Uno dei problemi che più mi ha occupato, coinvolto,
e intrigato in questi lunghi anni di frequentazione
degli assassini e dei loro complici è stato il
problema del rapporto con Dio e l'atteggiamento della
Chiesa cattolica. Ho cercato di dare una risposta a
una domanda, che non potevo fare a meno di pormi. E
cioè: com'è possibile che vittime e carnefici siedano
nello stesso banco della chiesa e preghino lo stesso
Dio? Perché quello che mi ha colpito nella mia
frequentazione dei mafiosi è l'avere constatato che si
tratta in moltissimi casi di cattolici credenti e
praticanti, e non c'è simulazione. Gli esempi sono
noti: da Nitto Santapaola che si era fatto perfino la
cappella nel luogo di latitanza a Piero Aglieri che
faceva venire un frate per celebrare messa a tanti
altri casi. Come è compatibile il fatto che questi
uomini uccidono, sono mafiosi eppure sono in pace con
se stessi e con Dio? La conclusione a cui sono
arrivato è che in realtà non pregano lo stesso Dio,
pregano un Dio diverso. Pregano un Dio diverso perché
nella cultura cattolica il rapporto tra il singolo e
Dio è gestito da un mediatore culturale: ciascuna
articolazione sociale esprime dal suo interno un
mediatore. E così abbiamo i sacerdoti della mafia e i
sacerdoti dell'antimafia. Abbiamo un padre Puglisi che
viene assassinato perché cerca di strappare i ragazzi
del suo quartiere a un destino di mafia e abbiamo
altri sacerdoti i quali non sono immuni dalla
contaminazione della cultura mafiosa e paramafiosa.
Il mafioso ha un rapporto con Dio che non è
conflittuale perché il mediatore con Dio che lui
stesso sceglie è espressione della sua stessa cultura.
Vi sono delle chiese che sono piene la domenica del
popolo di mafia, dove ci sono dei sacerdoti che
mediano il rapporto con Dio in modo da eliminare
qualsiasi attrito e qualsiasi frizione. Per cui la
morale resta imperniata su quella sessuale e sul
dovere di obbedienza. Questo del resto è un fenomeno
universale: anche il dittatore cileno Pinochet, per
esempio, crede in Dio e si sente in pace con se stesso
e con Dio perché ha un rapporto con Dio mediato da
vescovi che la pensano come lui. In Cile, così come in
altri Paesi dell'America Latina che hanno subito delle
feroci e sanguinose dittature, ci sono i prelati che
la pensano come i dittatori ed altri che stanno dalla
parte delle vittime che sono state trucidate.
E qui arriviamo all'atteggiamento dei vertici della
Chiesa cattolica. Jean Paul Sartre ha scritto che
l'etica consiste nello scegliere ("Noi siamo le nostre
scelte"). Da questa prospettiva laica si potrebbe
forse dire che la Chiesa cattolica ha avuto un
atteggiamento antietico perché nel corso della sua
storia la sua scelta è stata troppo spesso quella di
non scegliere, consentendo così a ciascuno di avere il
proprio Dio. E quindi c'è il Dio dell'aristocrazia, il
Dio dell'alta borghesia, della media borghesia, della
piccola borghesia, il Dio dei dittatori, il Dio delle
vittime, il Dio dei mafiosi e il Dio degli
antimafiosi. A ciascuno il suo. A ciascuno il suo Dio,
con un vertice cattolico che in qualche modo non
sceglie quasi mai, e in questo suo non scegliere
alimenta una sorta di politeismo segreto e moderno,
che consente al Dio degli assassini di convivere con
il Dio delle vittime.>>
(…)
<<In una intercettazione abbiamo captato una
conversazione di una moglie di un capomafia; a questa
donna un altro mafioso comunicava che tizio, pure
appartenente a Cosa Nostra, era entrato in una
profonda crisi e che forse c'era il pericolo che
iniziasse a collaborare. E la moglie del mafioso
commentò: lui se si deve pentire si deve pentire
dinanzi a Dio e non dinanzi agli uomini.
Cioè, sostanzialmente: lui si deve affidare al
mediatore culturale, che evita l'assunzione di
responsabilità nei confronti degli altri. Ed è questo
il nodo fondamentale. >>

i brani dell’intervista sono ripresi da:
http://www.adistaonline.it/



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Wednesday, December 28, 2005

il nazismo: per la chiesa cattolica una "buona pianta"

il nazismo: per la chiesa cattolica una <<buona
pianta>>
salve,
i cattolici cercano di accreditare l'immagine di cattolicesimo in lotta con il nazismo.
niente di più falso.
per sostenere la tesi di un'opposizione cattolica al nazismo usano un'arma logora, l'enciclica «MIT BRENNENDER SORGE», in italiano viene tradotta «CON VIVA ANSIA», di pio xi emanata nel 1937.
già alla prima lettura questa enciclica è ben chiara nei suoi intenti e della positiva attenzione verso il nazismo, infatti vi troviamo scritto: << La
moderazione da Noi finora mostrata, nonostante tutto
ciò, non Ci è stata suggerita da calcoli di interessi
terreni né tanto meno da debolezza, ma semplicemente
dalla volontà di non strappare, insieme con la
zizzania, anche qualche buona pianta>>. cioe’ il
nazismo promette un buon raccolto.
c’e’ chi giustamente ha scritto: <<Si usa l'immagine
della zizzania e del grano tratta dalla parabola
riportata da Matteo (XIII, 24 - XIII, 30 ). Si
chiarisce, dunque, il pensiero del papa che non vuole
condannare tutto il nazismo (il grano) a causa della
presenza di alcuni elementi contrari alla religione
cattolica (la zizzania) ma rivendica il rispetto del
concordato e assume, come il padrone della parabola,
l'atteggiamento di non voler estirpare la zizzania per
non correre il rischio di danneggiare il raccolto.>>
il raccolto era piu’ che garantito. Hitler aveva
dichiarato nel 1935: <<lo Stato nazional-socialista
professa il cristianesimo positivo. Sarà mio sincero
sforzo proteggere le due grandi confessioni cristiane
nei loro diritti e salvaguardarle nelle loro dottrine,
dalle interferenze, e nei loro doveri di produrre
armonia con gli obblighi e le richieste dello stato
attuale>>.
e questa non era solo una <<posizione personale>>:
<<Il Partito come tale rappresenta il punto di vista
del "Cristianesimo positivo" senza essere vincolato
confessionalmente ad una particolare confessione
religiosa.>> non e’ il programma di qualche partito
democristiano, ma e’ quanto possiamo leggere al Punto
24 del Programma del Partito Tedesco
Nazional-Socialista dei Lavoratori.
non era solo una dichiarazione di comodo. il punto era
condiviso da tutta la gerarchia del partito: <<Noi
crediamo che c’è un Dio nei cieli che ci ha creato, ci
ha guidato e ha pubblicamente riversato la sua
benedizione su di noi. Noi crediamo che Dio ci ha
mandato Adolf Hitler così che la Germania possa
ricevere un fondamento per la sua esistenza attraverso
tutta l’eternità.>> sono le parole di Robert Ley,
capo del Fronte Tedesco del Lavoro.
l’enciclica «MIT BRENNENDER SORGE» non rappresento
niente di particolarmente traumatico nel rapporto
cattolici nazisti. solo due anni dopo, nel 1939,
leggiamo in una lettera pastorale dei vescovi
cattolici della Germania: <<In quest'ora decisiva
esortiamo i nostri soldati cattolici a fare il loro
dovere in ubbidienza al Fuhrer e ad essere pronti a
sacrificarsi completamente.>>.
era un ricambiare le promesse fatte.
Hitler aveva dichiaro, il 1° febbraio 1933, al suo
primo discorso come nuovo Cancelliere, che i membri
del suo Governo <<avrebbero rispettato e difeso i
principi di base su cui è stata eretta la nostra
nazione. Essi considerano il cristianesimo una base
della nostra moralità nazionale>>.
qual’e’ il motivo di questa enciclica: <<Chi quindi
vuole banditi dalla Chiesa e dalla scuola la storia
biblica e i saggi insegnamenti dell'Antico Testamento,
bestemmia la parola di Dio, bestemmia il piano della
salute dell'Onnipotente ed erige a giudice dei piani
divini un angusto e ristretto pensiero umano. Egli
rinnega la fede in Gesù Cristo, apparso nella realtà
della Sua carne, il quale prese natura umana da un
popolo, che doveva poi configgerlo in croce. Non
comprende nulla del dramma mondiale del Figlio di Dio,
il quale oppose al misfatto dei Suoi crocifissori,
qual sommo sacerdote, l'azione divina della morte
redentrice e fece così trovare all'Antico Testamento
il suo compimento, la sua fine e la sua sublimazione
nel Nuovo Testamento.>> ed ancora: << I Libri Santi
dell’Antico Testamento sono tutti parole di Dio, parte
organica della Sua Rivelazione.>>.
ai cattolici e al loro papa non piace l’Avversione al
Cattolicesimo, l’odio per la Romanità che sono dei
pilastri del cristianesimo germanico, come era
concepito da Arthur Rosemberg.
l’odio anti-romano del rosemberg nell’enciclica viene
cosi’ contrastato: <<La fede nella Chiesa non si
manterrà pura e incontaminata, se non sarà appoggiata
nella fede al Primato del Vescovo di Roma.>>
una semplice disputa su chi e’ il capo.
lo stesso hitler aveva fatto presente di considerare
le idee del rosemberg solo opinioni personali.
nella Germania nazista in alcuni ambienti si sosteneva
il culto di un Cristo ariano di matrice non giudaica.
Molti studiosi delle chiese cristiane, in particolare
quelle luterane, resero marginale il testo del Vecchio
Testamento nell’intento di negare le radici ebraiche
del Cristianesimo, si arrivò anche ad escludere la
nascita in seno al popolo ebraico di Gesù Cristo,
presentato come un ariano tradito dai Giudei.
la zizzania, per la chiesa cattolica, era tentativo di
alcuni nazisti di cancellare la radice
veterotestamentaria del Cristianesimo.
la chiesa cattolica voleva mantenere l’esclusiva
dell’anti-giudaismo. Pio XI rivendica per i cristiani
di essere «spiritualmente semiti». la chiesa cattolica
si considera il vero popolo di dio, il vero popolo
d’israele, la chiesa cattolica si reputa di essere
l’autentico ebraismo. vediamo di capire questo
passaggio:
<< Monsignor Mattioli scrive: “Dal popolo ebraico
doveva nascere il Messia… Israele aveva una missione
storico-salvifica da compiere. Ora con la nascita di
Cristo questa missione si è adempiuta… A Israele,
popolo delle promesse, è succeduta la Chiesa
cristiana, popolo della realizzazione”>>(da "IL VOSTRO
PADRE È IL DIAVOLO" di don Curzio Nitoglia).
la chiesa cattolica ricordava al nazismo il suo
diritto esclusivo di perseguitare il <<popolo
deicida>>.
<<Nello stesso programma nazista di recide le radici
biblico-ebraiche della civilta’ europea, pio xi
ravvisava (encliclica “mit brenneder sorge”, 1937)
risonanze marcionite: condannando l’antisemitismo
hitleriano, ricordava la condanna del marcionismo. Ma
condannando il marcionismo, assumendo l’”antico
testamento” come una radice e una premessa del “nuovo
testamento”, il cristianesimo si e’ trovato a
contendere con gli ebrei il monopolio su una
tradizione, contesa tanto piu’ imbarazzante in quanto
l’ebraismo non ha lasciato il campo all’avvento del
cristianesimo, ma ha continuato a sussistere. Ed
ereditare la ricchezza (la bibbia, nella fattispecie)
da un vivente invece che da un defunto, e’ un caso
classico di faida familiare: gli eredi si dibattono di
fronte all’alternativa o della soppressione del
vegliardo che non ha alcuna intenzione di estinguersi,
o della dichiarazione notarile della sua
(sopraggiunta o congenita) incapacita’ di intendere e
di volere. E questa e’ appunto l’alternativa su cui ha
continuato ad oscillare il cristianesimo nei confronti
degli ebrei. Talvolta ha istigato al massacro, alla
soppressione; constantemente ha elaborato l’idea che
gli ebrei fossero incapaci di intendere le loro stesse
scritture – se intendono secondo la carne e non
secondo lo spirito, aveva sentenziato san paolo -; e
dunque il cristianesimo le ereditava a buon diritto e
a pieno titolo.>> (stefano levi della torre in
“intolerranza e societa’”).
l'enciclica «MIT BRENNENDER SORGE» era solo un richiamo fraterno al nazismo di non tramutarsi in un'eresia cristiana.
la chiesa cattolica non poteva tollerare nessun affacciarsi di <<eresie cristiane>>, considerava il nazismo un buon raccolto, non voleva permettere alla zizzania di propagarsi. e da come abbiamo visto il richiamo all'ordine venne prontamente accolto.
saluti.
Francesco scanagatta

L�OPERA DEI MISSIONARI MESSA IN DISCUSSIONE

L’OPERA DEI MISSIONARI MESSA IN DISCUSSIONE

<< Il presidente del Venezuela sta cacciando gli
evangelisti dal paese sostenendo si tratti di spie per
conto degli Stati Uniti. Il loro ruolo all’interno
delle tribù indigene è stato controverso.
(..)
Lo scorso mese Chavez ha ordinato l’espulsione dalla
foresta amazzonica di circa 200 missionari evangelici
appartenenti alla chiesa battista. La sua accusa è che
si tratti di spie impegnate ad insidiare e sfruttare
le tribù locali usando le piste d’atterraggio della
giungla per la “penetrazione imperialista”. Dalla
scorsa settimana i missionari hanno 90 giorni di tempo
per lasciare la zona.
(…)
Gary Greenwood, scrupoloso missionario timorato di
Dio, (…) Sebbene abbia ammesso insieme ad altri
missionari che il loro scopo principale era quello di
convertire gli indiani al cristianesimo, il giovane
trentatreenne afferma di aver passato la maggior parte
del tempo ad aiutarli.
(…)
Alcuni osservatori vedono questa espulsione, che ha
colpito la Nuova Missione della Florida e le sue
propaggini, come parte di un irrigidimento verso i
gruppi religiosi da quando il predicatore televisivo
statunitense Pat Robertson lo scorso agosto suggerì
l’assassinio di Chavez. La Chiesa di Gesù Cristo dei
Santi degli Ultimi Giorni di base nell’ Utah annunciò
il mese scorso di aver ritirato tutti i suoi 219
missionari dal paese a causa dei crescenti ritardi e
difficoltà per ottenere o rinnovare i visti. Chavez è
in dissidio anche con la Chiesa Cattolica Romana.
(..)
Alcuni antropologi e funzionari di governo hanno
acclamato l’azione di Chavez, sostenendo che
l’espulsione sia la giusta conclusione di un dibattito
che in Venezuela si protrae da 60 anni e riguarda la
possibilità che gli evangelisti, pur fornendo servizi
essenziali, minaccino la diversità culturale delle
etnie venezuelane attraverso l’imposizione
dell’assimilazione e della modernità. Affermano che i
problemi creati dai missionari non sono lo spionaggio
o il capitalismo sfrenato bensì i cambiamenti
religiosi e comportamentali che vengono imposti alle
tribù in cambio di materiali e assistenza medica.
Secondo i critici questi cambiamenti stanno
distruggendo i riti primitivi delle tribù e derubano
la gente di ciò che le Nazioni Unite ha definito
patrimonio culturale mondiale. "L’attività delle Nuove
Tribù costituisce un genocidio culturale e lo stato
deve risponderne," afferma l’ex senatore ed
antropologo Alexander Luzardo in un’intervista
rilasciata nella capitale Caracas.
"Per troppo tempo lo stato ha tollerato la loro
presenza in quelle aree demandando loro le
responsabilità nei settori della sanità e
dell’educazione."
(..)
Greenwood non ha negato di voler insegnare agli
Indiani la Bibbia,che è stata tradotta nel linguaggio
Yanomami e di mostrare loro "la strada del Signore."
Questi insegnamenti includono lo scoraggiare gli
Yanomami dall’assumere sostanze alcoliche o
allucinatorie, dal praticare la poligamia e l’incesto
nonché dalla violenza fra tribù. Ha però ribadito che
a nessun indiano di Cuwa sono stati negati vestiti,
cibo o medicine perché non aveva rispettato i suoi
insegnamenti religiosi.
(..)
Alcuni sostenitori dell’espulsione la considerano un
segno positivo di impegno da parte del governo
venezuelano che finalmente assume le proprie
responsabilità riguardo alle popolazioni native.
(..)
Liborio Guarulla, il primo governatore nativo dello
stato di Amazonas ed alleato di Chavez, ha dichiarato
in un’intervista che Chavez stava difendendo la
diversità in Venezuela. Guarulla l’ha definita
un’inversione rispetto alla politica presidenziale del
passato atta a favorire l”unità culturale” un
obiettivo che secondo lui i missionari hanno portato
vicino velocizzando l’assimilazione delle tribù. "Ne
emerge un quadro davvero sconcertante che vedeva la
Missione delle Nuove Tribù impegnata ad imporre ai
nativi una visione apocalittica ed obbligatoria
secondo cui la fine del mondo era vicina”, afferma
Guarulla. Aggiunge che il governo di Chavez si sta
davvero impegnando per fornire quei servizi sanitari
ed educativi finora garantiti dai missionari.
>>(1)

(1)
http://www.comedonchisciotte.org/site/modules.php?name=News&file=article&sid=1625



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Sunday, December 25, 2005

cristianesimo e nazismo

cristianesimo e nazismo
salve,
l’uscita del libro <<Il santo Reich>> conferma
quello che noi pagani da sempre sosteniamo: il nazismo
e’ stato un movimento cristiano. abbiamo piu’ volte
documentato come il paganesimo non fosse presente nel
nazismo.
c’e’ da ricordare che le idee definite come
<<pagane>>, presenti in questo movimento, in realta’
erano solo posizioni anti-romane e anti-cattoliche
ispirate dalla riforma protestante.
il termine <<paganisti>> non deve trarre in inganno,
lo stesso autore parla di ambivalenza di questa
corrente. << Tra i "paganisti" di maggior rilievo nel
movimento nazionalsocialista figura senza dubbio
Alfred Rosenberg, l'autore del "Mito del XX secolo".
Egli "in ultima istanza sostiene che il cristianesimo
può essere riformato e salvato dalle infezioni
"giudaico-romane" del clero che lo rappresenta".
Rosenberg, al pari del suo "grande mentore" Houston
Stewart Chamberlain, era convinto che "Gesù fosse
stato ariano" e sosteneva che "per quanto Gesù fosse
nato all'interno di una cultura ebraica, "non vi era
la benché minima ragione" per supporre che fosse
ebreo. L'insegnamento di Cristo secondo cui il Regno
dei cieli è dentro di noi era un insegnamento mistico,
e assolutamente non-giudaico".
>>.
al riguardo il <<paganista>> Rosemberg dichiarava:
<< Oggi Gesù appare a noi come Signore [Herr] sicuro
di sé, nel migliore e più alto significato della
parola. E' la sua vita che per le genti germaniche
acquista significato, non la sua morte tormentata, che
è l'immagine sua tra i popoli delle Alpi e del
Mediterraneo. Il potente predicatore, incollerito nel
tempio, l'uomo che trascinva i suoi seguaci, è
l'ideale che oggi scaturisce risplendente dai Vangeli,
non l'agnello sacrificale dei profeti ebraici, non il
crocefisso>>.
nel suo programma originario il partito nazista
scriveva: << Il Partito si schiera a favore di un
cristianesimo positivo, senza legarsi a nessuna
particolare confessione>>.
adolf hitler aveva una grande considerazione di gesu’
cristo. hilter scriveva nella seconda parte del <<Main
Kampf>>: <<Gesù Cristo non occultò le sue opinioni
sul popolo ebraico; e, quando fu necessario, mise mano
perfino alla frusta per scacciare dal tempio di Dio
questi nemici di tutto il genere umano, che allora
come adesso vedevano nella religione soltanto un mezzo
per concludere affari. Quella fu la ragione per la
quale egli fu crocifisso, mentre il nostro attuale
cristianesimo politico si abbassa, in tempo di
elezioni, a mendicare i voti ebraici - salvo dopo
concludere accordi politici con partiti giudaici atei
anche a svantaggio del proprio popolo.>>

da quello che mi risultata questo testo ha avuto un
paio di recensione sui quotidiani. all’estero di
questo libro si e’ scritto: << “il santo reich” è un
lavoro brillante e provocatorio che rimaneggerà il
dibattito intero sul cristianesimo e sul nazismo. ci
si puo’ rendere conto che il cristianesimo ha
abbracciato il nazismo di più di quanto noi abbiamo
usato credere>>. non e’ difficile pensare che, in
italia, ci sara’ qualcuno che si impegnera’ affinche’
gli italiani non abbiamo da dubitare delle
affermazioni del signor ratzinger.

ho trovato, in internet, questa recensione che ci
permette di comprendere il contenuto del libro.
saluti.
francesco scanagatta

Il santo Reich di
Steigmann-Gall Richard

Editore: Boroli Editore
recensione tratta da:
http://www.bol.it/libri/scheda/ea978887493051.html
Negli ultimi anni pressoché tutti gli aspetti del
nazismo sono stati passati al vaglio dell'analisi
storica. Ci si è chiesti se il nazismo fosse moderno o
antimoderno, progressista o reazionario, capitalista o
socialista, espressione della classe media o
interclassista; è stata messa in discussione persino
la centralità dell'antisemitismo nel movimento. Un
aspetto di fondo è rimasto invece incontestato: la
convinzione che il nazismo fosse un movimento
profondamente anticristiano e che blandì il
cristianesimo in modo cinico e opportunista, dapprima
per ottenere vantaggi nella lotta elettorale, in
seguito per mantenere l'ordine sociale. Passando in
rassegna le concezioni religiose dei gerarchi nazisti,
anche attraverso gli scritti privati e le
dichiarazioni rese a porte chiuse, Steigmann-Gall
rimette in esame questo assunto. Egli indaga sul ruolo
del cristianesimo nel movimento e scopre che sotto
diversi aspetti il nazismo pretese di essere erede
della cultura cristiana, soprattutto del
protestantesimo tedesco, e che molti leader si
consideravano buoni cristiani. Dimostra altresì che il
richiamo al cristianesimo rappresentò per i nazisti
una risorsa: le battaglie contro i nemici della
Germania furono presentate come una guerra in nome del
cristianesimo, in difesa del bene e contro il male,
per Dio e contro il demonio, per il popolo e contro il
giudaismo. Nel nazismo si contrapposero due correnti
di pensiero religioso. I cosiddetti "cristiani
positivi" ritenevano che il nazismo fosse compatibile
con il cristianesimo, o addirittura che affondasse in
esso le sue radici, e concepivano il movimento come la
risposta cristiana, al di sopra delle confessioni, ai
profondi sconvolgimenti che la guerra aveva portato
nella società tedesca. I "paganisti" respingevano
invece il cristianesimo e si proponevano di creare una
religione ispirata ai miti nordici. Steigmann-Gall
dimostra però che la loro negazione del cristianesimo
era solo parziale, e che nella nuova religione essi
integravano aspetti del pensiero cristiano,
soprattutto nella versione protestante tedesca. Molti
capi nazisti poi, sia paganisti sia cristiani,
riverivano in Gesù il primo "ariano" e antisemita,
strumentalizzando la sua lotta al giudaismo corrotto.
Lutero, poi, era visto da molti come un grande eroe
nazionale: non solo il primo protestante ma anche il
primo con una piena identità tedesca e quindi il primo
nazista 'ante litteram'. Di qui il particolare
interesse per le Chiese protestanti e il tentativo di
creare una Chiesa unificata protestante del Reich sul
modello della Chiesa anglicana. Anche se dopo il
fallimento di questi tentativi il movimento accentuò i
caratteri antireligiosi, molti nazisti restarono
convinti che il cristianesimo avesse un grande rilievo
nella loro ideologia.


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Friday, November 04, 2005

PRIMO CONGRESSO DI STUDI LAICI SUL CRISTIANESIMO

PRIMO CONGRESSO DI STUDI LAICI SUL CRISTIANESIMO
MONTEGROTTO TERME (padova)

salve,
vi invio il programma del <<primo congresso di studi
laici sul cristianesimo>> che avra’ per tema: << GESU'
... YESHUA>>.
i nomi dei relatori sono gia’ indice dell’importanza e
della qualita’ del congresso.
in un momento in cui l’integralismo monoteista si
impegna per ripristinare i roghi dell’inquisizione, e’
fondamentale che anche i laici si impegnino alla
demolizione del mostro monoteista.
tra i relatori voglio citare Roberto Vacca. penso che
alcuni abbiamo avuto la fortuna di vederlo in una
puntata, della fine dello scorso anno, della
trasmissione <<porta a porta>> in cui si trattava di
religione.
il suo intervento si puo’ considerare favoloso.
quando bruno vespa ha affermato che in italia c’e’
liberta’ di religione, roberto vacca gli ha ricordato
che esiste una sola religione che e’ discriminata, ed
e’ quella dei <<gentili>>.
sempre durante questa trasmissione roberto vacca, e’
invitato da bruno vespa a definirsi. un commentatore
l’ha cosi’ definita: << egli non si definiva
"agnostico", poichè questa parola identifica chi è
senza sapere, nè tantomeno "ateo", poichè questa
parola identifica colui a cui manca qualcosa, mentre
invece è agli altri che "cresce". per definire se
stesso usava il termine "gentile" (termine che gli
ebrei utilizzano per definire coloro che non fanno
parte della loro comunità) che significa letteralmente
"tribale",dal latino"gens". >>
nella trasmissione, tranne lui, tutti a raccontare di
un cristianesimo buono. roberto vacca
ha smascherato la falsita’ di questa affermazione
semplicemente aprendo una bibbia e cominciando a
leggere alcuni versetti. uno dei primi che ha letto:
<< Non lascerai vivere la strega>> .
tutto cio’ che ha detto in quella trasmissione
meriterebbe di essere riportato.
se non avete visto ed ascoltato roberto vacca a
<<porta a porta>> potete recuperare venendo al
congresso.
voglio anche far rilevare la presenza di luigi
cascioli.
luigi cascioli ha denunciato il prete del suo paese
perche’ sosteneva la storicita’ dell’esistenza di
Gesu’.
in una delle sue denuncie scrive che << Con il
presente esposto non si vuole contestare la libertà
dei cristiani di professare la propria fede, sancita
dall'art. 19 della Costituzione, ma si vuole
stigmatizzare l'abuso che Chiesa Cattolica commette
avvalendosi del proprio prestigio per inculcare come
fatti reali e storici quelle che non sono altro che
invenzioni >>.
un uomo di coraggio che merita di essere ascoltato.
l’occasione mi permette di ricordare anche il giudice
Luigi Tosti
a cui deve andare tutta la nostra solidarieta’ e
sostengo.
voglio anche ringraziare gli amici dell’associazione
<<salute e ambiente>> che cosi’ tanto si sono
impegnati per realizzare questo congresso.
come un grandissimo ringraziamento deve essere rivolto
a tutte quelle associazione che hanno promosso e
sostenuto
questo congresso.
un particolare non secondario: l’ingresso e’ gratuito!
al congresso e’ stato invitato anche l’autore della
monumentale << Storia criminale del cristianesimo>>
Karlheinz Deschner, speriamo di poterlo vedere al
congresso.
ci vediamo al congresso.
ciao
francesco scanagatta

------il programma:---
PRIMO CONGRESSO DI STUDI LAICI SUL CRISTIANESIMO
argomento: - GESU' ... YESHUA

DOMENICA 27 NOVEMBRE 2005 inizio alle ORE 09:30
PALAZZO DEI CONGRESSI
VIA SCAVI, 14 - MONTEGROTTO TERME (padova)

INGRESSO LIBERO

relazioni:
ROBERTO VACCA : RAZIONALISMO, RELIGIONE E
SUPERSTIZIONE
ENRICO GALAVOTTI: GLI STUDI LAICI SULLE RELIGIONI IN
INTERNET
DAVID DONNINI: GESU' UNA VICENDA STORICA DA
RISCOPRIRE?
LUIGI CASCIOLI, autore de "la favola di Cristo": UN
PROCESSO SULL'ESISTENZA DI GESU'
LODOVICO MAZZERO: QUALI VERITA' SU GESU' CRISTO?

con il contributo speciale di PIERGIORGIO ODIFREDDI,
professore di logica e matematica, autore di saggi e
libri divulgativi sulla scienza e la religione.

moderatore: PINO NICOTRI giornalista de L'Espresso

(per informazioni sul congresso: num. di telefono:
338/796.39.68 )



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Wednesday, November 02, 2005

"COLPEVOLI DI SCHIAVISMO, COMPLICI DI HITLER: LE CHIESE CRISTIANE AL TEMPO DEL NAZISMO"

<<COLPEVOLI DI SCHIAVISMO, COMPLICI DI HITLER:
LE CHIESE CRISTIANE AL TEMPO DEL NAZISMO>>
salve,
il ratzinger beatificando un vescovo tedesco ha
dichiarato: <<In nome di Dio, denunciò l’ideologia
neopagana del nazionalsocialismo, difendendo la
libertà della Chiesa e i diritti umani gravemente
violati(…)>>.
certo per il pubblico e per i creduloni basta far
credere che la chiesa sia stata perseguitata dal
nazismo. in realta’ questa persecuzione non e’ mai
esistita. esiste una notizia che dimostra esattamente
il contrario. il fatto storico e’ confermato anche da
fonti cattoliche. questa notizia e’ stata quasi
completamente ignorata dai mezzi di comunicazione.
la chiesa cattolica tedesca ha risarcito dei
deportati, deportati dal nazismo, che furono costretti
a lavorare per gli enti religiosi cristiani.
il Cardinale Lehmann ha fornito questa motivazione
<<per adempiere più celermente alla responsabilità
specificatamente religiosa per aver impiegato
lavoratori nelle istituzioni cattoliche di allora.>>
strana forma di persecuzione!
tutti i monoteismi sono impegnati nella lotta contro
il paganesimo. per attaccare i pagani ogni argomento
e’ buono.
d’altronde la menzogna e’ connatura al monoteismo,
basti pensare all’invenzione di un dio creatore.
sono certo che qualcuno sara’ piu’ realista del re.
sicuramente <<i soliti>> metteranno in discussione
anche le stesse fonti cattoliche.
se non bastasse, una piccola documentazione
fotografica,
dei buoni rapporti tra la chiesa cattolica e il
nazismo, la trovate in:
http://emperors-clothes.com/vatican/cpix.htm
saluti.
francesco scanagatta
----------------------

Fonte Adista.
http://www.adista.it/numeri/adista00/adista57.htm#t1

<<
30474. BERLINO-ADISTA. La Chiesa cattolica tedesca e
quella protestante, durante il regime nazista,
utilizzarono il lavoro dei cosiddetti "schiavi del
Terzo Reich", i prigionieri deportati dalle SS e
detenuti in condizioni disumane. Lo hanno rivelato in
questi giorni i quotidiani tedeschi "Tagesspiegel" e
"Suddeutsche Zeitung", affermando che durante la
seconda guerra mondiale, nel monastero di Ettal, in
alta Baviera, la Chiesa cattolica utilizzò 39
deportati sovietici, polacchi e francesi per
sostituire, nei lavori manuali, i preti partiti per il
fronte ed i molti dipendenti laici del monastero che
lavoravano nella Wehrmacht. (…)
Resta l'attesa per un impegno finanziario da parte
della Chiesa cattolica. Secondo quanto riporta la
"Suddeutsche Zeitung" (21/7), il portavoce della
Conferenza episcopale, Rudolf Hammerschmidt, i vescovi
prenderanno in esame l'ipotesi di partecipare al
risarcimento nel corso della loro prossima riunione,
che avrà luogo alla fine di agosto.
>>

http://www.rom.diplo.de/it/Nachrichten__09__05/01__09__seite.html
La Chiesa Cattolica risarcisce circa 590 ex lavoratori
forzati
A 60 anni dalla fine della Seconda Guerra Mondiale la
Chiesa Cattolica ha risarcito circa 590 ex lavoratori
forzati con 1,49 milioni di euro.
Il Presidente della Conferenza Episcopale tedesca, il
Cardinale Karl Lehmann, ha comunicato ieri che
ciascuno ha ricevuto 2556 euro. Si tratta di un gesto
di scusa e riconciliazione che riveste grande
importanza per tutti gli interessati.
Lehmann ha definito il quinquennio di lavoro condotto
dalle varie istituzioni religiose per individuare i
circa 5000 ex lavoratori forzati che durante la
Seconda Guerra furono impiegati in strutture religiose
“l'impresa più impegnativa della ricerca storiografica
religiosa”. Oltre al fondo per il risarcimento la
Chiesa nel 2000 aveva istituito anche un fondo per i
progetti di riconciliazione del valore di 5 milioni di
euro che sono serviti a finanziare ben 175 iniziative.
La maggior parte dei 594 risarcimenti effettuati è
stata assegnata in Polonia (289). 150 sono stati i
casi risarciti in Ucraina. Negli archivi sono elencati
4519 nominativi ma le ricerche ne hanno segnalati
4951. Molti di questi non sono più stati reperibili e
dei 1417 individuati, 823 erano già deceduti.
La Conferenza Episcopale cattolica, a differenza della
Chiesa Evangelica, non ha partecipato alla Fondazione
dell’Economia Tedesca per il risarcimento degli ex
lavoratori forzati e il Cardinale Lehmann ha così
spiegato questa via: “per adempiere più celermente
alla responsabilità specificatamente religiosa per
aver impiegato lavoratori nelle istituzioni cattoliche
di allora.”
(Fonte: dpa, 01.09.2005)

http://diocesi.perugia.it/raccordo/archivio/180292000.htm
Con lettera del 14 dicembre 2000, S.E. Mons. Karl
Lehmann, Presidente della Conferenza Episcopale
Tedesca ha comunicato la decisione di quella
Conferenza Episcopale di costituire un fondo di
indennizzo a beneficio di persone costrette ai lavori
forzati al tempo del nazismo in strutture collegate
con la Chiesa Cattolica. Si tratta di un gesto assai
significativo, con cui la Chiesa tedesca esprime la
sua premura per la giustizia e la riconciliazione.

S.E. Mons. Lehmann chiede alla Conferenza Episcopale
Italiana che sia data la più ampia divulgazione a
questo gesto, cosi che si possano raggiungere
concretamente le finalità prefisse. Si è provveduto
pertanto a tradurre la lettera, con i relativi
allegati, e con la presente viene inviata a tutti i
Vescovi delle Diocesi italiane, con l'invito a
individuare le forme più adatte a diffondere presso i
possibili interessati la notizia della costituzione
del fondo e le modalità con cui mettersi in contatto
con l'apposito ufficio presso la Caritas Tedesca.



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Tuesday, November 01, 2005

halloween "pagana" contro pedofilia cristiana

halloween <<pagana>> contro pedofilia cristiana

salve,
anche quest’anno i monoteisti in tutte le salse si
sono impegnate contro la festa di Halloween.
la festa ha avuto un grande successo. sono trascorsi
solo pochi anni da quanto solo noi pagani celebravamo
questo evento. certo halloween e’ stata recuperata
dal mercato e dal consumismo. ma questo non e’
importante. nel suo significato questo momento
rappresenta un cambiamento di prospettiva su come i
bambini affrontino una festa.
le feste presenti nel nostro calendario hanno
un’impronta troppo cristiana. anche le ricorrenze
laiche sono inflazionate dalla presenza di esponenti
religiosi.
anche se sono alcuni anni che non celebro piu’ rituali
durante halloween, sono sempre di sostengo a chi vuole
festeggiare in questo giorno.
reputo halloween una festa educativa per i bambini.
perche’ insegna ai giovani un diverso e migliore
rapporto con gli adulti. e’ bello vedere il coraggio
dei bambini che girano per le case e suonano i
campanelli e ti dicono: <<dolcetto o scherzetto?>>. e’
importante vedere i ragazzi che si organizzano da
soli, che si fanno coraggio per suonare i campanelli,
che si fanno forza per chiedere porre la classica
domanda agli adulti.
il loro agire non e’ controllato da nessuno. non fanno
questa per la parrocchia. cercano il divertimento. non
dipendono da nessuno.
si puo’ capire perche’ un vescovo ha dichiarato:
<<La festa di Halloween è uno sgarro all'identità
cristiana e non ha niente a che vedere con la visione
cristiana della vita". >>
non abbiamo alcun problema nel concordare con quanto
dice.
facendo una piccola rassegna stampa sulla festa di
halloween ho trovato una dichiarazione incredibile.
scrivono quelli del telefono antiplagio: <<il
capodanno esoterico, la festa piu' importante per i
seguaci di Satana. (..) Le origini di Halloween,
quindi, sono connesse alla magia e al satanismo. (…) I
bambini, purtroppo, sono le persone piu'
influenzabili. (…) Halloween puo' essere anche
un'occasione per fare sacrifici, perfino umani, e
messe nere. >>(1)
per capire questi elementi basta visitare il loro
sito, e leggere i loro principi. la loro ispirazione
viene dalla bibbia e sul loro sito riportano questo
versetto: <<Devi far morire la donna che pratica la
magia. (Esodo 22,17)>>. penso che ogni commento sia
superfluo.
a tutti i cristiani importa impedire che i giovani
crescano.
ho letto dichiarazione incredibili e folli dei
cristiani contro una festa, ma non ho trovato simili
parole contro la pedofilia dei loro sacerdoti.
certo per un cristiano un bambino che ha coraggio, che
e’ indipendente, che e’ sicuro, diventa una preda
difficile.
mentre leggevo le dichiarazioni di questi cristiani ho
trovato una notizia che risale a pochi giorni prima
della festa di halloween.
la notizia viene da un paese profondamente cattolico
come l’irlanda.
nella cattolica irlanda la pedofilia cattolica e’
emersa.
in un paese cattolico, un uomo politico cattolico si
trova a dichiarare: << A nome del governo condanno le
gravi mancanze di quanti si trovavano in posizioni di
responsabilità nella diocesi di Ferns>>.
vi chiede ancora perche’ i cristiani attacchino la
festa di halloween?.
saluti
francesco scanagatta

(1)
http://www.comunicati.net/comunicati/societa_civile/varie/16503.html
---------------------------
dal sito:
http://www.irlandando.it/news/news.asp?id=557
26/10/2005
Il governo irlandese accusa la Chiesa per la copertura
di abusi sessuali
La Chiesa cattolica irlandese nella bufera per un
nuovo scandalo di pedofilia.Al termine di un'inchiesta
durata anni, il governo di Dublino ha concluso che la
Diocesi di Ferns, pur sapendo, non ha preso
provvedimenti contro 21 sacerdoti accusati di abusi
sessuali.
Nel 2002 il vescovo, Brendan Comiskey, fu costretto
alle dimissioni quando si scoprì che era al corrente
degli abusi commessi da un ecclesiastico della
diocesi: Padre Sean Fortune, suicidatosi tre anni
prima - travolto dagli scandali.
Nel rapporto dell'esecutivo, presentato ieri dal
ministro irlandese per l'infanzia Brian Lenihan, si
dettagliano un centinaio di casi risalenti sino a metà
degli anni '60 e si biasima la Chiesa per non aver
protetto le giovani vittime.
"A nome del governo condanno le gravi mancanze di
quanti si trovavano in posizioni di responsabilità
nella diocesi di Ferns", ha detto Lenihan.
L'arcivescovo Sean Brady, Primate d'Irlanda, ha
espresso la "vergogna della Chiesa" per l'"orrendo
tradimento della fiducia".
Tre anni fa la gerarchia cattolica accettò di pagare
128 milioni di euro di risarcimento alle vittime di
altri abusi sessuali perpetrati in istituti religiosi.

dal sito:
http://www.megachip.info/modules.php?name=News&file=article&sid=1710
<< Un fatto emerso non spontaneamente, purtroppo, ma
soltanto per ordine del tribunale che ha imposto alla
diocesi di aprire gli archivi ai 560 querelanti che la
assediano.

Soltanto la paura, l'arroganza, forse il senso di
impunità di cui la gerarchia soffriva possono spiegare
casi come quello del Padre (parola che si usa in
questo caso con un brivido) Michael Baker che
spontaneamente, volontariamente, confessò all'allora
arcivescovo Mahony di essere un molestatore di
bambini, nel 1985. La risposta fu di mettere tutto a
tacere, di sospenderlo dalla sua parrocchia, di
proibirgli contatti con i minorenni e di sottoporlo a
una serie di sedute con psichiatri e psicologi.

Soddisfatta, la curia lo riassegnò ad altre parrocchie
in Arizona dove Baker ricadde prevedibilmente nelle
sue abitudini. Almeno dieci sono i casi documentati di
bambini che egli molestò gravemente dopo la sua
"riabilitazione" e dunque certamente assi più
numerosi, visti il pudore le vergogna che hanno
impedito a molte vittime di farsi avanti.

Si dovette aspettare il 2000, quindici anni dopo la
sua confessione, per vederlo finalmente spretato ed
espulso dalla Chiesa.

Quello di spostare sulla scacchiera i pezzi marci e
colpiti dalle accuse più gravi era il metodo scelto
dagli arcivescovi per mettere a tacere gli scandali,
insieme con qualche forma di risarcimento in danaro
alle famiglie colpite dai predatori in clergy. Fino al
2002, quando la tragedia dei preti pedofili esplose
incontenibile a Boston portando la curia quasi alla
bancarotta finanziaria oltre che morale, la diocesi di
Los Angeles, la più estesa d'America con cinque
milioni di fedeli sui 60 milioni di cattolici
americani, aveva sborsato 10 milioni di dollari.

Una piccola somma, ricordando che il primo caso
registrato di "silenzio comperato" risaliva al
lontanissimo 1935. Ma la collaudata e triste formula
manzoniana del "sopire e sedare" è stata spazzata via
dall'uragano che si abbatté nel 2002 su Boston, altro
caposaldo dell'America cattolica sulla costa opposta,
dove 500 preti furono accusati di pedofilia, uno
condannato al carcere per violenza carnale su bambini
e un assegno da 100 milioni di dollari è stato pagato
per danni alle famiglie.

Un conto che potrebbe impallidire davanti al disastro
che queste ultime rivelazioni prospettano a Los
Angeles. Lo scorso anno, la diocesi di Orange County,
sobborgo losangeleno, è stata condannata a 100 milioni
di danni per gli 85 casi di pedofilia provata in
tribunale. Dal 2002, le denunce, sicuramente stimolate
anche dal successo delle precedenti e dalla
sostanziosa ricompensa, sono lievitate.

Centoventisei sacerdoti e altrettanti diaconi e
personale non ordinato, per un totale di 250
dipendenti dalla archidiocesi di Los Angeles sono
stati denunciati e gli avvocati di parte stimano in
500 milioni il possibile "pay off", il conto finale.

Ma neppure la lezione di Boston, dove la resistenza
passiva del cardinale Law servì soltanto a ingigantire
lo scandalo e a turbare il gregge, è stata imparata a
Los Angeles, dove ancora si è tentato di insabbiare.
La curia aveva ammesso che ancora quattro sacerdoti
riconosciuti pedofili sono in attività. Ma quando i
cassetti dei segreti si sono aperti, e i documenti
sono stati pubblicati sul sito della arcidiocesi, si è
scoperto che erano, che sono, il doppio, otto.

Eppure anche queste rivelazioni non sarebbero che "uno
sguardo dalla serratura" sostiene l'avvocato dei
querelanti, che ha ovviamente interesse a dirlo. La
sola certezza è che questi casi, che feriscono la
Chiesa Cattolica americana, per ora soltanto quella
americana, nel cuore della propria missione più
cruciale, l'apostolato presso i bambini, aumenteranno,
perché in ogni diocesi, da Boston, a New York, a
Milwaukee, a Miami, a Dallas, le denunce si accumulano
e le proteste di quella "tolleranza zero" promessa già
da Giovanni Paolo II non convincono e non dissipano le
nuvole di ansia presso i genitori.

Non quando leggono il dossier oggi pubblico di padre Richard Henry, denunciato dalle suore presso la chiesa del Santo Rosario che avevano informato, garbatamente, il vescovo delle "sue eccessiva predilezioni per i bambini", andò in prigione nel 1993 ma soltanto due anni or sono, nel 2003, venne finalmente espulso dalla Chiesa Cattolica Romana, creando l'impressione di essere più intenta a estirpare i peccati dalle società civile che a bonificare se stessa.

Vittorio Zucconi
da www.repubblica.it

dialogo interreligioso giudaico-cristiano

dialogo interreligioso giudaico-cristiano

salve,
come pagani abbiamo non ci e’ mai piaciuto il termine
dialogo interreligioso. e’ un concetto che appartiene
alla visione religiosa del monoteismo. il dialogo
interreligioso ha la caratteristica di voler far
superare tutte le differenze e portare ad sola visione
del mondo. questo e’ realizzabile solamente per chi
concepisce un unico dico.
proprio in questi giorni e’ stata pubblicata
un’intervista al l rabbino Rabbino Ángel Kreiman.
ma per capire la portata delle sue dichiarazioni
riportiamo alcune informazioni biografiche: <<
Vicepresidente internazionale del Consiglio Mondiale
delle Sinagoghe, il quale ha partecipato il 27 ottobre
scorso nel Palazzo della Cancelleria in Vaticano
all’atto commemorativo per i 40 anni della
pubblicazione della Dichiarazione del Concilio
Vaticano II Nostra aetate. (…) Dal 1994 il Rabbino
Kreiman presiede una fondazione per il dialogo
interreligioso >>(1). dunque un personaggio non di
secondo piano.
questo rabbino ci informa <<che siamo giunti ad una
nuova tappa del rapporto tra giudei e cristiani>>(1).
e che <<gli sviluppi nel dialogo teologico sono molto
incoraggianti>>(1).
certo queste notizie per noi pagani non hanno alcun
valore. la follia dei monoteisti ci e’ nota da troppo
tempo.
ma dalle parole di questo rabbino meglio possiamo
comprendere le finalita’ e le necessita’ di questo
dialogo: <<non si tratta solamente di dire che
cristiani ed ebrei sono amici, che gli ebrei non sono
accusati di deicidio, ma si tratta di dire che
giudaismo e cristianesimo sono il fondamento della
lotta contro il paganesimo>>(1) e che <<Il paganesimo
del nostro tempo si esprime nelle forme del
terrorismo, del secolarismo, del materialismo e del
razzismo. Pertanto vogliamo essere un popolo con un
solo Dio e combattere contro il medesimo nemico>>(1).
di questo discorso dobbiamo riconoscere la franchezza
e la sincerita’.
e’ inutile pensare che il monoteismo possa cambiare.
che possa esistere un monoteismo che non si scontri
con il paganesimo e il politeismo.
penso che, ancora una volta, le parole di Nietzsche
ci debbano fare da guida:
<< Con ciò sono alla conclusione e pronuncio il mio
giudizio. Condanno il cristianesimo, levo contro la
Chiesa cristiana l'accusa più spaventosa che mai sia
uscita dalla bocca di un accusatore. Essa è per me, la
suprema tra tutte le corruttele immaginabili, essa ha
avuto la volontà della estrema possibile corruttela.
La Chiesa cristiana, con la sua depravazione, non
lasciò nulla d'intatto, essa ha fatto d'ogni valore un
non-valore, di ogni verità una menzogna, d'ogni
rettitudine un'infamia dell'anima. Che osino parlarmi
ancora delle sue benemerenze "umanitarie"! Il
sopprimere una qualsiasi miseria andava contro la sua
più profonda utilità: essa visse di miserie, essa creò
miserie per perpetuare se stessa... Il verme del
peccato, per esempio: solo la Chiesa ha arricchito
l'umanità con questa miseria! - L'eguaglianza delle
anime davanti a Dio", questa falsità, questo pretesto
per le rancunes d'ogni anima vile, questo esplosivo
concettuale, il quale alla fine si è fatto
rivoluzione, idea moderna e principio di decadimento
per l'intero ordine sociale - è dinamite cristiana...
Benemerenze "umanitarie" del cristianesimo! Far
crescere dalla humanitas un'autocontraddizione,
un'arte dell'autolesionismo, una volontà di menzogna
ad ogni costo, una avversione, un disprezzo per tutti
i buoni e retti istinti! - Queste sarebbero le
benedizioni del cristianesimo, per me! - II
parassitismo come unica prassi della Chiesa; che col
suo ideale anemico di "santità" beve fino all'ultima
goccia ogni sangue, ogni amore, ogni speranza di
vivere: l'ai di là come volontà di negazione d'ogni
realtà; la croce quale segno di riconoscimento per la
più sotterranea congiura mai esistita - contro salute,
bellezza, costituzione bennata, coraggio, spirito,
bontà dell'anima, contro la vita medesima... Questa
eterna accusa al cristianesimo io voglio scrivere su
tutti i muri ovunque siano muri - possiedo caratteri
per far vedere anche i ciechi... Io chiamo il
cristianesimo unica grande maledizione, unica grande
intima perversione, unico grande istinto di vendetta,
per il quale nessun mezzo è abbastanza velenoso,
occulto, sotterraneo, piccino - io lo chiamo unico
imperituro marchio d'abominio dell'umanità... E noi
computiamo il tempo a partire dal dies nefastus con
cui questa calamità principiò - dal primo giorno del
cristianesimo! -Perché non piuttosto dal suo ultimo! -
Da oggi! - Trasvalutazione di tutti i valori! >>.
saluti.
francesco scanagatta

(1)
http://www.zenit.org/italian/visualizza.php?sid=6059



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