Saturday, August 27, 2005

con Reitia a Cittadella

con Reitia a cittadella (padova)

domenica 4 settembre 2005
si terra' la seconda edizione della Festa dei veneti,

anche quest'anno nel corteo, che partira' alle ore
16,00,
ci saranno i pagani, i politeisti e i wiccans veneti
con gli
stendardi della dea Reitia.
Il corteo sara’ attorno alle mura di cittadella. Ad
ogni ponte, per noi pagani, un
Rito che ci ricolleghi alle antiche tradizioni e al
culto delle sacre acque.

per l'occasione abbiamo anche realizzato un maglietta
con l'immagine di Reitia.
la festa e', per definizione e voluta scelta degli
organizzatori, esclusivamente
culturale, nessun partito e nessun schieramento
politico.
la festa e' aperta a tutti.
ciao
francesco scanagatta
Cell 349 7554994

per il programma completo della festa:
per informazioni www.raixevenete.net


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Monday, August 15, 2005

Fwd:ROMA 16 agosto ore 20.00 MANIFESTAZIONE

salve,
come pagano non mi sento molto in sintonia con
il pensiero degli anti-clericali.
finalmente, anche loro, si sono accorti
del profono legame pedofilia/cristianesimo.
vi invio l'annuncio di una loro manifestazione
sul tema.
sull'argomento pedofilia invio anche un articolo
relativo sul nuovo responsabile dell'inquisizione,
chiamato a testimoniare sul caso dei preti pedofili.
ciao
francesco scanagatta
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ROMA 16 agosto ore 20.00 di fronte a Piazza San Pietro

In concomitanza con l'apertura a Colonia della
giornata mondiale della gioventù, anticlericale.net
organizza una

MANIFESTAZIONE PER LA

LIBERTA' SESSUALE E DI

COSCIENZA

contro le cause delle deviazioni e sofferenze
a cominciare da quelle dei preti pedofili
e delle organizzazioni pedofobe.

Sin dal 1962 le più alte gerarchie vaticane, intese
sia come massimi rappresentanti sia della religione
cattolica che dello Stato Vaticano, hanno, nei fatti,
organizzato e realizzato quella che oggi appare in
tutta la sua gravità: una rete di protezione dei preti
pedofili tale da consentire la diffusione e, per
diversi di loro, la reiterazione delle violenze
perpetrate per anni nella più assoluta impunità.

Già nel 1962 il Vaticano era a conoscenza del
compiersi di questi reati e della loro diffusione. Per
"governare" lo scandalo, diede disposizioni tassative,
pena la scomunica, con il solo obiettivo di evitare la
fuoriuscita di qualsiasi notizia relativa a violenze
commesse da esponenti del clero.

Disposizioni confermate, nel 2001, da Papa Benedetto
XVI, allora cardinale, Prefetto della Congregazione
per la Dottrina della Fede.

Anziché fare un passo indietro e ammettere le proprie
responsabilità, l’8 febbraio scorso -secondo quanto
riportato, e non smentito, dal National Catholic
Reporter, membro dell’associazione della stampa
cattolica - il Segretario di Stato Vaticano, Cardinale
Sodano, durante il colloquio ufficiale con la sua
omologa americana Condoleeza Rice, ha chiesto di
intervenire in un processo in corso a Louisville
contro dei preti accusati di pedofilia, processo in
cui il Vaticano è stato chiamato a rispondere delle
disposizioni date nel 1962.

Il portavoce vaticano Navarro-Valls, interpellato dal
National Catholic Reporter, ha dichiarato che è "ovvio
e ragionevole" che la Santa sede, in quanto entità
sovrana, "chieda l’immunità per i propri atti,
prevista dalla legge internazionale".

Questa vicenda, di cui si discute in tutto il mondo,
tranne che in Italia, deve essere affrontata nelle
sedi appropriate. Approfittando del proprio status di
entità sovrana, la Santa sede, ha abusato
dell'immunità prevista dalla legge internazionale e
del vincolo d'obbedienza a cui sono legati i propri
sudditi, e organizzato un sistema per sottrarre alla
giustizia i preti colpevoli di reati di pedofilia,
mentre non ha fatto nulla per impedire che
reiterassero li reiterassero.

Lo scandalo dei preti pedofili non si limita al
recente scandalo esploso negli Stati Uniti. Non è solo
scandalo, ma reato e non è circoscritto alla sola
Chiesa americana. La giustizia ha iniziato il proprio
corso, ma finora non è mai accaduto che la Santa sede
abbia denunciato essa stessa alle autorità giudiziarie
fatti di abusi sessuali - per essendone a conoscenza -
né abbia collaborato alle indagini..

Vieni anche tu, ti aspettiamo!

Maurizio, Michele e Sabrina

www.anticlericale.net
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Articolo pubblicato su CatholicWorldNews.com:
Archbishop Levada waives immunity, will testify on
Portland

San Francisco, Aug. 11 (CWNews.com) - Archbishop
William Levada has consented to waive the diplomatic
immunity that he will enjoy, as prefect of the
Vatican's Congregation for the Doctrine of the Faith,
and give testimony in sex-abuse lawsuits in the
Portland, Oregon archdiocese.

On Sunday, August 7, as he celebrated a farewell Mass
before leaving his current post as Archbishop of San
Francisco, Levada was served with a subpoena
compelling his testimony in the Portland case. The
archbishop who headed the Portland archdiocese from
1986 to 1995, will be questioned about policies for
the disciplinary handling of priests accused of
molesting children there.

As a Vatican official, the archbishop could claim
immunity from American courts. But Archbishop Levada
has agreed to accept the court's jurisdiction, and
will give testimony in a deposition scheduled to take
place in San Francisco in January of next year.

The archbishop's testimony in a sex-abuse case will
command unusual attention because, as prefect of the
Congregation for the Doctrine of the Faith, he will
supervise the Vatican's handling of disciplinary
action against priests who are accused of molesting
children.



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Friday, August 12, 2005

13/08/2005 TRASMISSIONE RADIO SULLA FESTA DEI VENETI

13/08/2005 TRASMISSIONE RADIO SULLA FESTA DEI VENETI
salve,
domani sabato 13 agosto 2005,
condurro' una trasmissione su
radio gamma 5 dalle ore 12 alle 15.

dalle ore 14.00 alle 15.00
interverra' l'amico patrik, uno
dei responsabili di raixe venete.

presentazione e illustrazione del programma
della festa dei veneti di cittadella del
4 settembre 2005.

oltre alla festa tematiche relative
agli antichi veneti.

chi vuole intervenire in diretta
puo' chiamare il numero 049 700 700.
in veneto radio gamma 5 trasmette sui FM 94.
in internet la si ascolta su
www.radiogammacinque.it

vi ricordo che il 4 di settembre, a cittadella, noi
pagani e politeisti partecipiamo al corteo con gli
stendardi della dea Reitia.
per l'occasione abbiamo realizzato una maglietta
con la dicitura: <<Reitia dea dei veneti>>.
ciao
francesco scanagatta


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Saturday, August 06, 2005

le ninfe

salve,
le ninfe hanno sempre rappresentato,
all'interno delle visioni religiose non-monoteistiche,
una possibilita' di contatto con il divino.
le ninfe sono il divino del mondo.
non esiste spazio o luogo in cui non si possa
percepire la loro presenza.
anche se fingiamo di averle dimenticate, loro
son presenti. esercitano ancora il loro fascino
e la lora seduzione.
la recente pubblicazione del libro "la follia
che viene dalle ninfe" ha riporato attenzione
su di esse, vi invio una recensione del libro.
ciao
francesco scanagatta

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http://www.lastampa.it/_settimanali/ttl/estrattore/Tutto_Libri/art6.asp
Roberto Calasso

La follia che viene dalle Ninfe

Adelphi, pp. 132, e7

OSSESSIONE? No, grazie. Da più di un secolo ne abbiamo
un'immagine semplificata e volgarotta, tra il
primitivo e il trash. Pensiamo che sia un fenomeno
estremo, da paesi sottosviluppati, da Sud arretrato.
Ci sfugge completamente l'origine nobile del fenomeno,
quando nei Greci dell'età di Omero rappresentava una
fonte primaria di conoscenza, prima che nascesse la
filosofia, la quale comincia ad occuparsene quando
ormai è in declino. Così ci spiega Roberto Calasso in
questo suo libro di saggi albergati sotto la cifra
araldica delle Ninfe, messaggere di una «divina
follia» che alle origini del percorso umano ha
alimentato il pensiero, la divinazione, il sentire
poetico. Queste Ninfe, ufficiali di collegamento tra
il divino e l'umano, sono esseri di lunga vita ma non
eterni. Si manifestano come acque di sorgente
perennemente mutevoli, mobile tessuto di simulacri, e
sono capaci di tenere in scacco perfino Apollo. Lo
specchio della fonte sacra può assumere le parvenze di
un occhio capace di pre-vedere al di là dei limitati
strumenti della visione umana. Capire di quali
incantamenti siano capaci le Ninfe significa
riconoscere che la nostra vita mentale è abitata da
potenze che sfuggono al controllo razionale, ma
possono avere nomi, forme e profili, e soprattutto
riescono ad arrivare là dove fallisce la nostra
presunzione ordinatrice. Lo spiega Socrate a Fedro:
attraverso un «giusto delirare» si può giungere alla
liberazione dei mali. Per Aristotele i posseduti
possono arrivare all'eudaimonìa, alla felicità; e per
Platone la possessione suprema è quella erotica, la
mania erotiké. Il libro potrebbe anche intitolarsi
«L'occhio assoluto», visto che il mobile gioco di
queste apparizioni cangianti è applicabile, come fa
Calasso, all'arte, al cinema, alla fotografia.
Navigando con elegante maestria e la nonchalance di
chi ha già capito tutto fra ardue etimologie, antichi
inni, opere d'arte del Rinascimento, bibliografie e
classici dello schermo, Calasso tenta a sua volta la
possessione del lettore offrendogli un campionario
imprevedibile di simulacri. Così i capelli
scompigliati delle figure femminili di Botticelli (in
cui Aby Warburg ravvedeva il soffio magico degli
antichi dèi), le allucinazioni collettive del cinema
(il guanto di Rita Hayworth in Gilda, certi capolavori
di Hitchcock come La finestra sul cortile, che si
prestano addirittura ad una lettura vedantica),
l'esattezza infallibile del taglio delle foto di
Chatwin in Patagonia o gli «scatti» mentali di Kafka
che scompone le immagini di un campo di naturisti o il
volto di un'attrice che recita in una sgangherata
compagnia di teatro yiddish. O ancora le passioni di
Canetti per i «presentimenti» di popoli primitivi come
i Boscimani, gli Aranda, i Fuegini. Una parte speciale
ha poi lo scandaloso e letteratissimo Nabokov, il
quale per il tramite della sua Lolita, la «ninfetta»
(neologismo suo) per eccellenza, ci ha rivelato che
questi esseri perturbanti, confinati nella storia
dell'arte e nel saggismo dei classicisti, possono
ricomparire sotto specie di una ragazzina americana
con i calzini bianchi. Corre esplicitamente in questi
saggi l'invito a sgomberare la mente dalle macerie dei
luoghi comuni, delle pigrizie e delle presunzioni
intellettuali, delle mode culturalmente corrette.
Occorre piuttosto creare un vuoto dove accogliere
immagini, simboli, suoni, emozioni che ci giungono da
fuori, dalle provocazioni di John Cage come culture da
lontanissime e non autorizzate. Mai come oggi che
crede d'aver capito tutto, l'uomo occidentale non sa
di aver capito pochissimo, Polifemo insensibile alle
vere Ninfe, accecato da se medesimo.



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misteri e persefone

salve,
il corriere della sera ha pubblicato un articolo
sulla mostra romana denominata "il rito segreto".
l'articolo e' incentrato sulla "curiosa" assenza
di una divintà che compare nel mito di demetra e
persefone. condivio la tesi dell'autore quanto
sostiene che questa "dimenticanza" e' forse
retaggio del condizionamento cristiano.
il mito, per noi pagani, e' sempre fonte
si suggestione.
il mito non e' dogma, non e' modello impositivo.
il mito permette, a chi lo ascolta, di connettersi
alla molteplicita' del mondo.
vi invio l'articolo apparso sul corriere della sera.
ciao
francesco scanagatta

"Povera Baubò. Se ne dimenticano sempre tutti. Se ne
sono
dimenticati anche i curatori della bella mostra (Il
Rito Segreto)
sugli antichi culti misterici che si può visitare in
questi giorni a
Roma, al Colosseo. Dove non appare nemmeno nella
sezione dedicata ai
misteri eleusini. Inesplicabilmente viene
completamente ignorata
persino nel diligente testo informativo redatto su
quei misteri per
il catalogo della mostra da una stimatissima esperta
del ramo,
Giulia Sfameni Gasparro, dell'università di Messina,
che dei culti
mistici di Demetra e di Persefone si occupa da molti
anni. Perché
questa omissione? Non si tratterà di un tardo effetto
della condanna
che si abbattè anche su di lei quando i primi teologi
cristiani
decisero che gli antichi dei erano una combriccola di
diavoli e
diavolesse? Certo è che mai come in questa grande
mostra la ragazza
avrebbe meritato un trattamento di grande riguardo. E
l'omaggio più
opportuno sarebbe stato, forse, l'esposizione delle
tre incantevoli
statuine di terracotta - emerse tanti anni fa dalle
rovine
dell'antica città greca di Priene - che la raffigurano
nell'atto di
prodursi nel suo numero preferito. Con questo suo
numero Baubò, pur
essendo soltanto una dea minore della costellazione
eleusina, recitò
a lungo, in quei misteri, una parte fondamentale. Uno
show
abbastanza simile alla «famosa» mossa delle sciantose
napoletane.
Simile ma molto più sfrontato. Infatti lei non si
limitò a scuotere
e protendere il bacino, ma si alzò di botto la veste e
mostrò felice
il pettignone. Una prodezza che le permise di
conquistare una
posizione di spicco in quella fiaba meravigliosa che è
la storia di
Demetra (la dea della terra e delle messi), di sua
figlia Persefone
(la signora dei morti) e del tenebroso Ade (il dio
dell'oltretomba).
Tutto, si sa, incominciò con un ratto. Persefone, con
le sue amiche,
stava cogliendo fiori su un prato quando
all'improvviso Ade, che era
fra l'altro suo zio, balzando dalle viscere della
terra, l'acciuffò,
se la portò giù negli inferi e la fece sedere al suo
fianco, facendo
di lei la Signora del Regno dei Morti. A lungo allora
Demetra,
disperata, cercò invano la figlia scomparsa vagando
per tutta la
terra. Finché un giorno venne accolta in una casa
regale, la reggia
di Celeo e di Metanira, dove fra l'altro accadde che
una servetta
faceta e scurrile di nome Giambe riuscisse con qualche
facezia a
strapparle una risata. Cosa che tuttavia non le impedì
di sfogare la
sua collera ordinando alla terra di non dare più alcun
frutto. Così
costringendo il grande Zeus, che era insieme il padre
di Persefone e
il fratello del suo rapitore, a placarla imponendo ad
Ade un
compromesso: la fanciulla sarebbe rimasta con lui
nell'Erebo
soltanto durante l'inverno, ma gli altri mesi
dell'anno li avrebbe
trascorsi sulla terra, accanto alla sua mamma. Questo
il nocciolo
della storia. Che simboleggia le fasi del ciclo
agricolo, dalla
semina alla mietitura (Persefone è infatti il seme che
per poter
germogliare deve sparire e restare per tutto l'inverno
sottoterra).
Ma che soprattutto rimanda a quell'insondabile arcano
che è il
rapporto fra vita, morte ed eternità. Giacché i tre
principali
movimenti del racconto (ratto e discesa di Persefone
agli inferì;
vendetta di Demetra che ordina alla natura di
interrompere il suo
ciclo; happy end col conclusivo verdetto pacificatore
di Zeus) fanno
della stessa morte il necessario momento di un ciclo
che
perpetuamente si rinnova. La principale versione di
questo racconto
è naturalmente il famoso Inno a Demetra: il più bello
degli Inni
pseudo-omerici. Dove al posto di Baubò compare però
quella Giambe
che è soltanto un suo debole doppio. Per incontrare la
vera,
sfrontata Baubò bisogna passare dall'inno omerico a un
misterioso
inno orfico andato purtroppo perduto. O meglio, ai
pochi versi di
quell'inno che descrivono appunto lo show di Baubò. E
che ci sono
arrivati soltanto perché un dotto padre della Chiesa,
Clemente
Alessandrino, verso la fine del II secolo, a riprova
dell'indecenza
dei riti pagani, li ricopiò fedelmente,
presumibilmente fremendo di
sdegno, in un suo castissimo libro. Eccoli: «Sollevò
il peplo e
mostrò per intero / un luogo del corpo per nulla
decente. / Ma
Iacchos, un fanciullo, era lì / e si precipitò con la
mano,
ridendo, / sotto il grembo di Baubò. / Di ciò sorrise
la dea / e si
rallegrò nel suo animo / e accettò la variopinta
brocca / dove era
il ciceone». La dea che si rallegra è naturalmente
Demetra. Iacchos
è Dioniso bambino (altra figura simboleggiante la vita
che spunta
dalla morte). E il «ciceone» è la bibita (acqua, orzo
e menta) che
gli iniziati bevevano durante i loro riti, in ricordo
del momento in
cui Demetra, nella reggia di Celeo, dove quel drink le
era stato
offerto da Baubò, "dopo averlo in un primo momento,
depressa e
arrabbiata com'era, sdegnosamente respinto, si era
decisa a berlo
solo dopo che Baubò, col suo gesto, era finalmente
riuscita a
strapparle un sorrisetto. Facendo ridere, insieme a
lei, anche il
piccolo Iacchos. Contentissimo, anche lui, di vedere e
toccare la
gnocca della serva. Ma perché tanta allegria? Perché
quel gesto, che
i Greci chiamavano anasyrma (da ana, sopra, e syrma,
veste), posto
al centro di un mysterium che ricordava a tutti gli
iniziati che
copula, nascita, morte e resurrezione sono fasi di un
unico ciclo,
suscitava in essi un giubilo in cui si estingueva, fra
folli risate,
lo stesso terrore della morte evocato dai momenti
precedenti di quel
magico rituale."
(Ruggero Guarini, Corriere della Sera Magazine del
4/8/05)


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Saturday, July 09, 2005

cadono i veli

cadono i veli
e' stato tolto il velo al seno della statua collocata
all'interno del ministero della giustizia
statunitense.
la notizia e' di quelle che ci fanno sorridere.
ma oltre al sorriso merita qualche riflessione.
perche' un ministro della giustizia amerciano spende
miglialia di dollari per coprire un seno?
perche' una ministro prova turbamento nel vedere un
seno nudo di una statuta.
negli ultimi temi negli stati uniti ci sono sono stati
alcuni scandali per seni nudi.
vi ricordate il clamore provocato dal seno nudo della
Jackson in una diretta televisiva?
avete memoria che la serie televisiva "medici in prima
linea" ha dovuto censurare
una scena, di pochi secondi, di un seno nudo di una
donna di ottanta anni che
si intravvedeva durante una visita medica?
penso che queste tre notizie possano essre considerate
indici di uno stato
di moralismo e puritanesimo che cerca di plasmare la
societa' americana.
se dobbiamo cercare l'orgine di queste tendenze
censorie dobbiamo
risalire alla radici giudaico-cristiane della cultura
americana.
per nostra fortuna l'europa non ha le stesse radici,
possiamo
fare nostre le parole di james hillman: <<(...) è
difficile per gli europei rendersi conto di quanto
vasti siano gli Oceani. Di quanto lontani siano gli
americani dal resto del mondo.>>
su questo argomento vi consiglio la lettura del libro
di hillman <<un terribile amore per la guerra>>.
allo stesso tempo queste due notizie sono anche un
segnale che ci puo' far comprendere
cosa nasconde il continuo richiamo a "certi valori
morali"...
se un invito si puo' fare, le parole di Giordano Bruno
sono una guida: <<...desideroso della sola compagnia
di quelli i quali comandano non già di chiudere, ma di
aprire gli occhi ...>>
ciao
francesco scanagatta

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sulla notizia di invio una piccola rassegna stampa.
http://www.rainet.it/news/articolornews24/0,9219,4162920,00.html
Usa. Cadono i veli alle statue nude al ministero della
Giustizia
Washington, 25 giugno 2005

Dopo oltre tre anni trascorsi dietro grandi tendaggi
blu, sono tornate finalmente visibili due statue di
personaggi seminudi nell'atrio del Ministero della
Giustizia degli Stati Uniti: lo "Spirito della
Giustizia" (una figura femminile con un seno nudo) e
la "Maestà della Giustizia" (figura maschile con un
panno attorno alla vita) erano state sottratte alla
vista del pubblico nel gennaio 2002, quando era
ministro della giustizia era John Ashcroft, che
professa devotamente la fede cristiana.
Le tende sono state tolte ieri, senza clamore: è stato
fatto su decisione dell'attuale ministro della
giustizia, Alberto Gonzales, a quanto ha fatto sapere
il portavoce del ministero, Kevin Madden. I
giornalisti avevano sovente chiesto a Gonzales cosa
intendesse fare delle due statue, dopo che aveva preso
servizio al ministero, lo scorso febbraio, e la
risposta, invariabilmente, era stata che come ministro
aveva troppe cose più importanti di cui occuparsi.
Le tende blu erano state oggetto di inesauribili prese
in giro. Adesso, invece, senza più le tende i
fotografi potranno tornare a ritrarre i ministri sotto
quei nudi, in posizione birichina, come fanno da
quando quelle statue sono sul posto, dagli anni
Trenta: come quando, per esempio, negli anni Ottanta,
proprio sotto il nudo femminile, fu ritratto il
ministro Edwin Meese mentre illustrava la relazione
della sua commissione contro la pornografia.

http://ilmattino.caltanet.it/hermes/20030809/CANADA/8/ZAS.htm
<<(...) Ashcroft, che nel 2002 fece ridere tutta
l'America dopo avere speso 8.000 dollari in drappeggi
per nascondere il seno scoperto di Miss Spirit, una
statua in bronzo del ministero (...)>>

<<Fin dagli anni '30 una coppia di statue d'alluminio
decorava la sala del ministero della Giustizia: una
donna a seno nudo ed un uomo dai fianchi drappeggiati.
Ma lei, la statua femminile, lo 'Spirito della
Giustizia' turbava la vista del beghino ministro. Ora,
con un investimento di 8000 dollari, una tenda gesuita
copre le ignudita' della statua, e John Ashcroft puo'
affrontare le sue conferenze stampa con tranquillita'
e senza turbamento alcuno. Qualcuno ricorda le
critiche ai fondamentalisti talebani? A quando un
trendyssimo burqa a stelle e strisce?>>
http://www.wema.it/art.asp?id=38


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Friday, July 01, 2005

libro: "La follia che viene dalle Ninfe"

salve,
e' uscito il nuovo di libro di Roberto Calasso intitolato "La follia che viene dalle Ninfe", adelphi editore, su tematiche mitologiche calasso aveva scirtto anche <<Le nozze di Cadmo e armonia>> ed altri titoli. gli scritti di calasso sono sempre ricchi di spunti, il
suo interesse per la mitologia ci porta sempre nuove visioni e prospettive.
la sensibilta' per il mondo traspare anche in questa sua opera.
sappiamo quanto le ninfe siano il nostro continuo
richiamo alla divinita' del mondo.
quando veniamo <<rapiti>> dall'incanto del mondo, e'
una ninfa che agisce nel nostro animo.
le ninfe sono anche un richiamo estetico alla bellezza
del mondo.
<<Nella mitologia classica, le Ninfe stavano a metà
tra gli dei e gli uomini, come i demoni, a cui
assomigliavano tanto. Non salivano sull' Olimpo. Non
avevano templi, ma soltanto altari. Non erano
immortali; e Esiodo ci assicura che la loro vita non
superava "la durata di dieci vite di palma". Nelle
loro figure sorridenti e graziose, che coprivano di
danze la superficie del mondo, si raccoglieva tutta la
vita acquatica della natura: loro erano i ruscelli, le
fonti, i fiumi, i torrenti, i laghi, le paludi, le
grotte montane grondanti d'acqua. Attratti dalla loro
grazia, molti uomini entravano nel loro regno, accanto
ai Sileni e ai Satiri. Era un rischio tremendo. Chi
vedeva le ninfe: chi riceveva dalle ninfe il dono
della ispirazione e della chiaroveggenza: chi amava le
ninfe, spesso sprofondava nella follia e perdeva sé
stesso. (Pietro Citati)>>
nel libro <<la letteratura e gli Dei>> l'autore aveva
scritto: <<Le Ninfe sono gli araldi di una forma della
conoscenza, forse la più antica, certo la più
rischiosa: la possessione>>, trovo giusto sottolineare
il termine conoscenza.
i <<soliti critici>> hanno scritto del libro che
rappresenta << La riscossa del neopaganesimo gnostico
passa attraverso la diffusione capillare e pacata di
idee apparentemente convincenti come queste (...)>>.
non e' passato
molto tempo da quando qualcuno scriveva di un
<<neopaganesimo bestiale ma elegantemente
travestito>>.
non ho ancora letto il libro, ma che un detratorre
scrive che queste idee sono <<apparentemente
convicenti>> ci permette di capire come le ninfe
abbiamo agito anche su questo critico.
le ninfe non chiedono fede, non chiedono rinuncia.
le ninfe non hanno profezie o verita' da ennuciare,
le loro apparenze ci chiedono di osservare il mondo,
non ci vogliono convincere, ma ci ricordano che
tramite le forme del mondo noi possiamo comprendere la
realta'.
la bellezza e' una delle caratteristiche delle ninfe,
la loro forma e l'estetica ci forniscono una via per
il mondo.
rispondendo alla domanda <<<< "E le immagini che il
cattolicesimo ha prodotto?" >>,roberto calasso ha
detto: << "E le immagini che il cattolicesimo ha
prodotto?">> Risposta: << Le immagini che la
cristianità ha sviluppato nel ventesimo secolo non
reggono, quasi senza eccezione, alla prova
estetica.>>.
per quanto le religioni rivelate abbiamo cercato di
cancellare l'immagine della ninfe, le loro forme sono
sempre riuscite a superare ogni censura: <<non hanno
mai cessato di occhieggiare da fontane, caminetti,
soffitti, colonne, balconi, edicole e balaustre
(r.calasso>>, e questa loro presenza mai potra' essere
cancellata in quanto sono
l'anima del mondo.
ciao
francesco scanagatta
--------------------
da "la repubblica" del 25 giugno 2005, intervista a
roberto calasso:
<<
d. Come fa un'immagine a possederci?
r .È il potere che hanno i simulacri, anche quando
vengono disconosciuti.
d.Platone nella Repubblica li condanna.
r. È vero. Ma in altre opere Platone si riconosce nel
simulacro. Nel Fedro soprattutto, dove sembra quasi
voler chiedere scusa alla mitologia.
d. E lei sta dalla parte della Repubblica o del Fedro?
r. Dalla parte del Fedro. I simulacri sono la via
regale alla conoscenza. Una delle debolezze
fondamentali di tutto quello che accade da qualche
secolo (o millennio?) a questa parte risiede nel
tentativo di arginare, deprezzare, disprezzare le
immagini. Non riconoscendo la potenza che hanno. Oggi
viviamo in un'epoca dove la profusione delle immagini
esterne ostacola e spesso blocca la percezione delle
immagini che ci accompagnano in ogni momento: le
immagini mentali.
d. Lei sostiene che per i greci la possessione fu
innanzitutto una forma primaria della conoscenza. Cosa
intende dire?
r. I greci riconoscevano che la nostra vita mentale è
abitata da potenze che la sovrastano e sfuggono a ogni
controllo.
(...)
>>
----
da
http://www.giornaledibrescia.it/giornale/2003/12/17/31,CULTURA/T2.html
<<Alle Ninfe bisogna accostarsi con cautela, dice
Roberto Calasso: possono anche essere «terribili»,
terribilmente ambigue. E racconta un episodio
mitologico nel quale una Ninfa, all’apparire di un
giovane presso uno stagno, irresistibilmente presa da
lui, gli si avvicina e lo abbraccia per carpirgli un
bacio; ma l’abbraccio è insieme un gesto d’amore e una
spinta per farlo precipitare nello stagno e annegare.
(...)
Calasso prende le mosse da Apollo alla ricerca di un
luogo in cui fondare il suo culto: il primo essere con
cui il dio parla è una Ninfa, e la Ninfa lo inganna.
Telfusa vuole infatti allontanarlo e lo consiglia di
cercare altrove; Apollo va allora a Delfi, ma qui per insediarsi deve uccidere una draghessa, un pitone che, secondo l’inno omerico che racconta l'episodio, è un essere femminile. Apollo si vendica di Telfusa provocando una frana sul luogo in cui lei vive. Nasce da questo conflitto con le Ninfe il potere oracolare di Apollo: il dio vuole deprezzare questi esseri femminili che appaiono portatori di un sapere a lui precedente; rivendica a se solo la conoscenza del pensiero di Zeus. Dunque siamo di fronte alla storia di un potere che viene spodestato. Ma anche Apollo mente, perché la capacità oracolare era già prima di lui (Zeus spartì tra Apollo e Dioniso la sua eredità).
Da questo episodio iniziale, Calasso conduce una lunga cavalcata tra i miti alla ricerca del segreto delle Ninfe, della natura della possessione che da esse promana. Per i Greci la possessione è una forma di conoscenza primaria. Tra le tante tappe del suo itinerario Calasso si sofferma in particolare sul Quattrocento fiorentino interpretato da Aby Warburg.
Il noto studioso, attorno al 1890, avverte in alcune figure femminili dipinte da Botticelli la presenza di un'antichità pagana; anche in un affresco del Ghirlandaio in Santa Maria Novella Warburg trova una fanciulla fremente come una Ninfa: un essere che ha attraversato indenne i secoli, una tempesta pagana nei quieti interni fiorentini. Suggestioni, quelle suggerite, che aprono ad orizzonti preziosi, (...)

Tuesday, June 21, 2005

4 convegno wicca biella

salve,
vi invio il programa del 4 convegno wicca
di biella.
ho partecipato al 2 ed al 3 convegno, posso
dire che gli organizzatori si sono
sempre impegnati al massimo per la riuscita dei
convegni.
saro' presente anche al prossimo convegno, invito
tutti a parteciparvi.
ho alcune riserve su certe tematiche e su
certi relatori, ma il convegno serve anche
a conoscerci e a dibattere...
sono un politeista e l'impostazione "monoteistica"
della Dea non mi piace, come non mi piace
la visione dualistica del Dio e della Dea.
la tematica Dea/Dio e' stata ampiamente discussa
in un gruppo di discussione del 3 convegno,
a cui sono stato ben felice di parteciparvi.
non penso che nel politeismo ci sia scontro
tra il femminile e il maschile.
nel paganesimo non esiste la supremazia del
femminile o del maschile.
non mi considero neo-pagano.
non esiste motivo per considerarsi diversi o "nuovi"
rispetto al paganesimo antico.
per rimanere informati sul convegno vi conviene
prestare
attenzione al sito www.anticaquercia.com.
ci vediamo a biella e un ringraziamento
ad ossian ed al braco dell'antica quercia.
ciao
francesco scanagatta

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Dalle guaritrici di campagna alla Wicca moderna 4°
edizione.

Sabato 1e Domenica 2Ottobre 2005

Castello di Massazza (BI)

Programma

Sabato 1

Ore 10.00 Tisana di benvenuto

Ore 10.30 Preparazione dell’altare e rito di apertura

Ore 11.15 Discorso introduttivo di Ossian e Cronos

Ore 12.00 1° intervento - “Chi ha paura della Dea?” a
cura di Selene Ballerini

Ore 13.00 Pranzo

Ore 15.00 2° intervento – (Da definire)

Ore 15.45 3° intervento – “Magia, Stregoneria e
Neopaganesimo” a cura di Roberto Negrini

Ore 16.30 Laboratori

“La dimensione creativa del divino tra ispirazione e
magia” a cura di Nyx
“Essenza dei rituali e pratica della Wicca” a cura di
Cronos
“Divinazione con la sfera di cristallo” a cura di
Cinzia Sibilla Biffino
“Viaggio nel grembo della Madre” a cura di Alessandro
Cirillo
“Poteri maschili e poteri femminili” a cura di Vanth
ed Erika

Ore 20.00 Cena

Ore 21.30 I spettacolo: “ I fuochi di mezzanotte” a
cura del Teatro delle Masche (spettacolo teatrale)

Ore 22.20 II spettacolo: Danze sacre a cura di Erika

Ore 23.00 III spettacolo:"I volti della Dea"
Il cammino di un uomo verso Colei che è tutto:
dall'esilio alla rinascita, tra contemplazione, senso
ed emozione.
Letture di prosa e poesia scritte e interpretate da
Poeta di Lilith accompagnate dall'arpa magica di Ser
Tristan

Ore 00.00 Rito di mezzanotte

Domenica 2

Ore 10.00 Tisana del buon giorno

Ore 10.45 4° Intervento “Fronde dell'Antico Noce”
storia del primo libro sulla Wicca Italiana a cura di
Marianna Vatta

Ore 11.30 5° intervento “La signora del Gioco” storia
di una iniziazione magica a cura di Cinzia Sibilla
Biffino

Ore 12.15 6° Intervento “Folletti e spiriti della
natura” a cura di Dario Spada

Ore 13.00 Pranzo

Ore 15.00 Laboratori
“Il giardino magico” a cura di Laura Rangoni
“Saponificazione, l'antica arte del sapone” a cura di
Maria Feo
“I luoghi di potere” a cura di Ossian
“Riequilibrio magico della casa” a cura di Gabriella
Artioli
“Gli strumenti magici nella Wicca” a cura di Gabriel,
Elaphe e Laugha

Ore 18.00 Rito di chiusura



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Friday, June 17, 2005

jesolo: rito solstizio estate

Sabato 18 giugno 2005,
Jesolo (venezia), in Via Ca' Gamba 7^ traversa,
nel Bosco Sacro
rito del Solstizio d'Estate.
l'inizo del rito e' programmato per le ore 18,30-19.
il rito si articola in vari momenti, possiamo dire che
ognuno di questi momenti e' un rito dentro il rito.
il fuoco e' il centro e il fulcro di ogni rituale
pagano del solstizio.
una delle fasi principale e' l'accensione del fuoco,
tutto il rito ha il suo centro nel fuoco sacro.
il solstizio d' estate rappresenta la piena luce,
l'aiuto del sole nella sua massima potenza. il sole
dona il suo massimo splendore, e cogliendo questa sua
presenza possiamo osservare sia la realta'
che ci e' attorno, che illuminare la nostra vita.
i solstizi e gli equinozi sono porte che consentono
una connessione speciale con la divinita'.
esistono moltissime definizioni per i solstizi, quella
che trovo piu' significativa e' quella che stabilisce
che il olstizio invernale e' la porta degli Dei,
mentre quello d’estate viene considerato laporta degli
uomini.
per noi politeisti mediterranei questa definizione ci
riporta a riconoscere in questi riti la presenza del
dio Giano.
nel nostro rito di jesolo ci sara' anche la divisione
del fuoco seguendo l'asse nord-sud, come non vedere in
questa magica azione l'apertura delle due porte.
come in tutti i riti pagani, la celebrazione non e'
affidata ad un singolo, ma tutti i partecipanti sono i
flamini che realizzano e compiono il rito.
per chi cerca documentazione, in internet abbiamo
pubblicato un copioso materiale fotografico dei riti
della federazione pagana.
ciao
francesco scanagatta
Cell 349 7554994

in alternativa l'amico:
claudio simeoni 041 933185


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Sunday, June 12, 2005

alle urne!

salve,
le votazioni per il referendum sulla fecondazione
assistita sono in fase di svolgimento.
il voto di tutti i pagani e politeisti e' importante.
la legge che si vuole abrogare non si limita alla
sfera di influenza solo sulla fecondazione assitita,
ma
introduce principi terrificanti nella nostra
legislazione.
sono quasi due milenni che la l'uomo e' in lotta
contro
la visione della vita introdotta dal monoteismo.
la legge sulla fecondazione assitita deriva da una
visione <<morale>> coercitiva, Nietzsche direbbe:
<<la men­zogna di un «ordine morale del mondo» permea
l'intera evoluzione della filosofia, persino di quella
moderna.>>.
finche' certi valori criminali rimangono confinati
il problema non si pone.
il monoteismo vuole infangare e contaminare ogni
cosa, possiamo fare nostre le parole di Nietzsche:
<<In Dio una dichia­razione di ostilità alla vita,
alla natura, alla volontà di vivere! >>
la chiesa cattolica si e' ampiamente impegnata
nell'impedire lo svolgimento del referendum.
molti, forse troppi, non hanno percepito il pericolo
di questo tipo di intervento, ancora una volta
le parole di Nietzsche danno spiegazione di questo
comportamento: <<Se millenni d'interpretazione
ecclesiastica non ci avessero reso quasi insensibili
alle esigenze di rettitudine in historicis,
senti­remmo questo vergognoso atto di falsificazione
della storia molto più dolorosamente.>>
tutte le visioni religiose pre-cristiane sono state
sempre legate a imperi, societa', comunita' e tribu'.
le religioni pre-cristiane avevano la sensibilita' per
il mondo.
da sempre i pagani e i politeisti sono stati sensibili
ed attenti a quanto attorno accadeva.
il concetto di cittadino e' uno dei molti regali
che le antiche civilta' ci hanno trasmesso.
noi pagani e politeisti abbiamo la magnificenza di
quanto gli antichi pagani ci hanno donato e
di conseguenza dobbiamo agire nella societa'
perche' <<Soltanto noi, spiriti emancipati,
possediamo le basi per compren­dere qualcosa che è
stato frainteso per diciannove secoli, questa
integrità divenuta istinto e passione che fa guerra
alla «sacra menzogna» più che a ogni altra...>>, sono
sempre parole di Nietzsche.
basta riflettere sulle ultime parole del signor
ratzinger: <<''Principio della saggezza è il timore
del Signore''. Così recita il terzultimo verso del
salmo numero 110. ''Che cosa è principio di sapienza
se non astenersi da tutto cioè che è odioso a Dio?''
(...) "in che modo uno può astenersene, se non
evitando di fare alcunché senza aver domandato
consiglio">>.
come non rispondere a queste affermazioni con quanto
scriveva Nietzsche: <<Il nostro tempo è un tempo che
sa... Ciò che un tempo era soltanto malato oggi è
diventato indecente, essere cristiani oggi è
indecente. Ed è qui che ha inizio il mio disgusto. Mi
guardo attorno: non una parola è rimasta di ciò che un
tempo si chiamava «verità», non sopportiamo neppure
più che un sacerdote pro­nunci la parola «verità». >>.
non sopportiamo piu'...
votare 4 si' al referendum sulla fecondazione
assistita potrebbe essere definito, sempre con le
parole di Nietzsche, "un piccolo atto di coerenza".
ciao
francesco scanagatta



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Monday, June 06, 2005

Inoltra: Un SMS per i referendum


--- Associazione Luca Coscioni
<info@associazionecoscioni.org> ha scritto:

> Da: "Associazione Luca Coscioni"
> <info@associazionecoscioni.org>
> A: scanagatta@yahoo.it
> Oggetto: Un SMS per i referendum
> Data: Mon, 6 Jun 2005 13:07:23 +0200
>
> Caro blogger,
>
> come potrai vedere abbiamo attrezzato il sito
> http://www.4si.it per l'ultima settimana di
> battaglia.
>
> Tra le nuove iniziative intraprese online, volevo
> segnalarti e chiederti di rilanciare quella per
> l'invio di sms per i referendum.
>
> Nonostante la richiesta dei promotori, il Governo
> quasi certamente non invierà un sms per ricordare il
> voto del 12 e 13 giugno. Perché non lanciare dal
> basso una campagna di informazione peer to peer
> tramite sms?
> I messaggi più azzeccati potrebbero girare di
> cellulare in cellulare e raggiungere molte persone.
>
> Abbiamo creato una pagina per raccogliere i testi
> degli sms inviati. Ti chiediamo anzitutto di
> inviarci la tua proposta, o poi di pubblicizzare
> l'iniziativa con il banner che trovi su questa email
> e un link alla pagina:
> http://www.lucacoscioni.it/node/4860
>
> Grazie,
>
> Diego Galli
> Responsabile campagna online dell'Associazione Luca
> Coscioni
>
> Mihai Romanciuc
> Webmaster del sito http://www.4si.it
>
>
>
>
>
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Sunday, June 05, 2005

referendum: 4 si'

12-13 giugno, referendum fecondazione assistita:
4 SI'

nietzsche scriveva: <<"...Oggi occorre sapere che un
teologo, un prete, un papa, non appena aprono bocca a
pronunciare una frase, non solo sbagliano ma
mentono...
Le nozioni di aldilà, quella stesssa di anima, sono
arnesi di tortura, sistemi di crudeltà, usando i quali
il prete diventò padrone e padrone rimase...".>>.
noi pagani da sempre abbiamo avuto questo certezza.
ora in occasione dei referendum sulla fecondazione
assistita anche i laici scoprono questo.
chi non si sente parte del gregge comincia a capire
che
per i monoteisti esiste sempre una doppia verita'.
una verita' per convincere e la verita' che il
<<buon pastore>> ha un diritto assoluto sulla vita
del suo gregge.
il 12 e 13 giugno 2005 ci saranno i referendum
abrogativi della legge sulla fecondazione assistita.
la legge che si vuole abrogare e' ispirata ai principi

di violenza e imposizione insiti in ogni monoteismo.
i pagani e i politeisti non possono svolgere lo
sguardo
altrove, non possono dimenticarsi del mondo.
i principi ispiratori dell'inqusizione sono presenti
in tutti i monoteismi. l'integralismo monoteista e'
sempre piu' dominante, non esiste differenza
sostanziale
tra le varie varianti del monoteismo.
ha scritto recentemente un grande filosofo italiano:
<<la legge sulla fecondazione assistita deve essere
abrogata. Forse si
intravede la tragedia che, a valle, aspetta il
torrente, ma si evita di guardarla in faccia e di
assumersi la responsabilità del tempo
presente. Che porta lontano dalle sicurezze del
passato, ma di cui non
si sa comprendere il senso, le possibilità,
l'esito(...)>>,
tutte queste cose che il mondo laico dimentica, per i
pagani e i per i
politeisti sono ben presenti, per questo motivo
al referendum sulla fecondazione assistita votiamo 4
SI'.
sotto vi riporto un articolo che offre ulteriori
spunti di riflessione.

francesco scanagatta
------------------
da
http://www.opinione.it/pages.php?naz=naz&key=art&edi=126&id=2527
Edizione n. 126 del 04/06/2005
------

Vaticano doppio potere e doppia verità conciliano
doppi diritti e doppio gioco
Il disegno di potere che inizia con la predica
astensionista sui referendum e continuerà con
l’assalto alla 194

di M. Turco E M. De Lucia

Fanno i puri e i casti dall'alto del loro potere,
quello divino e quello mondano. Il primo dicono di
averlo ricevuto, il secondo se lo sono conquistato,
sul come lasciamo perdere, ma gli diamo atto di
onorarlo con un cinismo senza pari. Predicano, ma non
v'è predica che non abbia, nei comportamenti, non già
del singolo, ma della gerarchia nel suo insieme, il
suo contrario. Per loro vi sono sempre due verità,
delle encicliche e degli archivi segreti, della carità
(predicata) e del profitto (praticato). In Italia, in
nome di Dio, reclamano libertà! libertà! libertà! In
America, in nome di Cesare, nelle aule dei tribunali,
esigono impunità. Per reati d'opinione? Per aver
organizzato sin dal 1962, la sistematica sottrazione
alla giustizia, dei membri del clero, ma non solo,
responsabili di violenze sessuali (sopratutto su
minori). Perché loro si assolvono (sempre e comunque)
dai loro reati, ma ci condannano per i nostri (secondo
loro) peccati. E se uno queste cose le dice? Loro
partono con il refrain libertà! libertà! libertà! con
il quale ci accompagnano a mettere nelle loro mani la
nostra vita. Così come accompagnavano con il Te Deum i
Giordano Bruno a farsi una grigliata a Campo dei
Fiori. Salvemini e Rossi - non a caso messi in carcere
dal regime fascista, e poi ignorati e bistrattati dal
conformismo "democratico" - l'avevano detto: reclamano
la loro libertà in nome dei nostri principi e la
negano agli altri in nome dei principi loro. Con la
pretesa (libertà! libertà! libertà!) che li si lasci
fare, nel nome del diritto divino e pure di quello
liberale. Non possono parlare? Occupano la televisione
pubblica almeno quanto il governo italiano! Non
possono incassare? A parte le incalcolabili bende e
prebende nazionali, regionali, provinciali, comunali e
circoscrizionali incalcolabili, solo di 8 per mille
incassano all'incirca 1 miliardo di euro l'anno (2mila
miliardi di lire)! Quanti ne hanno investiti in questo
referendum? Questi referendum, aldilà del risultato,
ci mostrano una gerarchia assediata. Assediata
innanzitutto dai propri "fedeli" : la stragrande
maggioranza dei cattolici si astiene dalla pratica
religiosa, quasi la totalità non la segue nella
pratica quotidiana. Una gerarchia che per farsi vedere
e non solo come interlocutore politico ma in senso
lato, cioé per affermare che c'è, ha scelto di
estremizzare, di uscire fuori dal proprio ambito di
attività, di alzare i toni, di esporsi, di entrare a
gamba tesa nell'agone politico. E' questo un loro
diritto? Noi crediamo di no. E' una loro scelta e non
si può certo dire che storicamente abbiano fatto
scelte controvoglia, d'altronde quale potere ha mai
fatto scelte che non voleva fare, se non per
opportunità? E se stanno facendo una scelta senza
convinzioni è per becero opportunismo. Loro vogliono
vincere e quindi non perdono tempo a convincere.
Provano anche a dare un forte valore di coscienza e
politico all'astensionismo, quando è solo calcolo allo
stato puro. C'è uno zoccolo duro fisiologico di
astensionisti molto consistente, ci aggiungi una data
favorevole, un po di violazioni alle regole della
comunicazione, un piccolo sforzo e "rappresenti" la
maggioranza degli italiani. D'altronde è un gioco che
conoscono bene. Battezzano a go go, un piccolo aiutino
da Cesare e quelle pecorelle daranno lana a vita. Ma
se vinceranno qual'è la posta in palio? La legge 40, e
poi la 194, e poi, e poi? Isolare la Repubblica
Italiana da un mondo che vive e va in senso opposto?
Noi crediamo che il loro obiettivo sia quello di
riemergere, di rilegittimarsi come forza morale per
conquistare nuove posizioni di potere.
Le Chiese sono vuote, ma non si danno pace al pensiero
che le hanno svuotate loro con il loro esempio
quotidiano, buono o cattivo non sta a noi giudicare e
fosse pure che sul chi deve giudicare avessero ragione
loro e torto noi, non vorremo certo essere al posto
loro. Sappiamo che dalla loro hanno il tempo e la
continuità dell'istituzione. Il tempo che passa per
cancellare; quello che viene per riscrivere la storia,
quello che c'è per consumare. Vestono da formiche ma
sono cicale. Sappiamo quindi che il tempo d'agire è
l'oggi. Agire nelle aule dei tribunali, nei consessi
istituzionali internazionali, nelle piazze, anche
quelle sante. E' un'ambizione che non è legittimata
dalle nostre forze? Per richiamarci alla loro storia
dovrebbero sapere che alla fine hanno vinto Chiara e
Francesco, non certo quella miriade di Papi e delle
loro concubine. Ci proveremo comunque. Senza guerre
alla religione, che non è il nostro fine; né di
religione, che quello è il loro mestiere. PS C'è stato
già detto che questo è anticlericalismo ottocentesco,
se ci si riferisce al 20 settembre 1870 siamo
d'accordo. Ma siamo anche anticlericali d'inizio
novecento, se ci riferisce al 1905 e alle leggi di
spoliazione dei beni della Chiesa francese. Ed anche
d'inizio millennio, dove loro chiedevano l'inserimento
delle radici cristiane nella Costituzione europea, ma
puntavano all'articolo 52, contro il quale ci siamo
battuti, che mette nella cassaforte europea gli averi
acquisiti con i Concordati nazionali. Continuiamo
dunque ad essere quel che eravamo, e loro anche. Con
orgoglio, noi.

M. Turco e M. De Lucia
Segretario e Tesoriere
di anticlericale.net

(04 giugno 2005)



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Friday, May 27, 2005

Le muse...

salve,
walter otto e' uno scrittore che in tutte le sue opere
ha manifestato il
suo pathos pagano. personalmente mi sento di
consigliare la lettura di
tutti i suoi testi.
esiste un libro che non viene ripubblicato da molti
anni, "spirito classico e
mondo cristiano>>, in questo pregevole testo l'autore
riesce a dare
la dimensione e la distanza che intercorre e separa il
paganesimo
dalla visione monoteistica.
in questi giorni esce, per la prima volta, una
traduzione inedita
per l'italia. lo scritto e' incentrato sulle
muse/ninfe.
come politesti da sempre conosciamo l'importanza della
presenza
delle muse/ninfe. potremmo dire che in quest'epoca le
muse/ninfe
rappresentato la migliore possibilita' di contatto con
il divino che ci circonda.
il testo e' pubblicato dall'editore fazi, per il
medesimo editore era uscito anche il testo
<<il volto degli Dei>>.
ciao
francesco scanagatta
--------------------------------------------------------------------------------------
Le muse e l'origine divina della parola e del canto
Otto Walter F.
fazi

L'argomentazione de "Le Muse" verte, come recita il
sottotitolo, sulla convinzione dell'origine divina del
canto e della parola; Otto ipotizza cio� il carattere
divino dell'autentica parola poetica e della musica,
chiamate entrambe a esprimere il ritmo originario
dell'esistente. Il percorso inizia dalla presenza (nel
mondo e nella poesia) delle Ninfe, le cui apparizioni
preludono al canto altisonante delle Muse. Otto
articola questo percorso offrendo scorci della grande
poesia e dell'antica sapienza greca, per met�
apollinea e luminosa, per met� enigmatica e oscura. La
narrazione ci offre una riflessione sull'essenza
lirica della realt�, di cui la Musa � raffigurazione:
su quanto il mondo, umano e divino, sia fatto di
poesia e di canto.



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Saturday, March 05, 2005

referendum fecondazione assistita

salve,
il prossimo referendum sulla fecondazione
assistista rappresenta anche per noi pagani
un evento importante.
la legge sulla fecondazione assistita e' un prodotto
nella visione religiosa del monoteismo.
le norme che questa legge introduce sono norme di
violenza.
come pagani dobbiamo impegnarci affiche' questo
referendum riesca.
ci sara' la possibilita' di far comprendere che le
religioni non sono tutte uguali, si potra' far
comprendere come il paganesimo, pur essendo una
religione, non ha nulla in comune e da condividere con

il monoteismo.
vi invio l'appello che il comitato per il referendum
ha diffuso.
ciao
francesco scangatta

------

APPELLO PER 8 MARZO

Il Comitato Nazionale per i referendum contro la legge
40 sulla fecondazione assistita rivolge un caldo
appello a tutte le donne italiane, alle associazioni
femminili, alle organizzazioni politiche e sociali da
sempre impegnate sui temi della libertà e
dell’autonomia femminile, affinché l’8 marzo sia
l’occasione per lo sviluppo e la crescita della
battaglia referendaria.

Il governo non ha ancora fissato la data della
celebrazione dei referendum e c’è il rischio molto
concreto che voglia scegliere una data a giugno tesa a
rendere più difficile la partecipazione al voto per
milioni di cittadini. Le forze che difendono la legge
40, una legge iniqua, nemica dei diritti delle donne,
della ricerca scientifica e delle speranze di vita,
sono impegnate in una campagna senza risparmi di mezzi
per far fallire i referendum con il ricorso
all’astensione. Eppure possiamo vincere! La
mobilitazione – prima di tutto delle donne – che ci ha
consentito di raccogliere più di 750 mila firme,
conferma il grande potenziale di impegno e di successo
della nostra causa. Invitiamo tutti i comitati locali
per il Sì ai referendum a promuovere per l’8 marzo una
campagna di informazione, di dibattiti e di
mobilitazione.

Pollastrini Barbara, Piccinini Morena, Bernardini
Rita, Valpiana Tiziana, Moroni Chiara, Caporale
Cinzia, De Petris Loredana, Costantini Maria Paola,
Dato Cinzia, Cossutta Maura, Franco Vittoria, Emprin
Erminia, Giraldi Aitanga, Negri Magda, Modica Paola
Agnello, Zanotti Katia, Montecchi Elena, Leone Betty,
Capezzone Daniele, Morando Enrico, Inglese Stefano,
Cuperlo Gianni, Cappato Marco, Salvi Cesare, Vacca
Ignazio, Del Pennino Antonio, Turci Lanfranco, Biondi
Alfredo, Pera Costanza

COMITATO NAZIONALE REFERENDUM PROCREAZIONE

VIA DEL GESU’, 56

TEL. 06/6787404 – 06/6786471 – 06/6784079 – 06/6783215

FAX: 06/69380648


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Sunday, February 06, 2005

Laura Rangoni Trasmissione radio

Laura Rangoni Trasmissione radio

Giovedi' 10 febbraio 2005, alle ore 19,00
Laura Rangoni intervverra',
su Radio Gamma 5 - FM94,
nella trasmissione "magia, stregoneria, paganesimo"
per
presentare il suo nuovo libro
"il paganesimo" edito da Xenia.
Il libro e' uscito alla fine di gennaio 2005.
La trasmissione radiofonica e' condotta da claudio
simeoni e
Francesco scanagatta.
Radio gamma 5, Fm 94, copre quasi tutto il veneto.

Per ascoltare, in diretta, su internet la trasmissione
queste sono
Le coordinate:
Per raggiungere la radio:
http://pagano.servehttp.com/

Per raggiungere l'archivio delle trasmissioni:
http://www.federazionepagana.com/radiopagana/

altro server: http://www.shoutcast.com/ eseguendo una
ricierca con il
termine "pagana"

Buon ascolto
Saluti
Francesco scanagatta
Cell 349 7554994

Radio Gamma 5 trasmette da Cadoneghe (padova), i
telefoni
Per la diretta sono 049 700700 e 049 700838, fax 049
700852






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Tuesday, January 25, 2005

nuovo libro sul paganesimo

Un nuovo libro sul paganesimo
Salve,
e' uscito il nuovo libro dedicato al paganesimo,
il libro e' intitolato "il paganesimo" ed e' stato
scritto
dalla nota scrittrice Laura Rangoni. La casa editrice
e' la Xenia. Il costo e' di euro 6,50.
Laura mi aveva parlato di questo suo testo ancora agli
inizi di ottobre, ma considerati i tempi…ho
Preferito fare solo degli accenni nella trasmissione
"magia, stregoneria, paganesimo" di Radio Gamma 5.
Il fatto che una casa editrice, di grande diffusione
come la Xenia,
Affidi la scrittura di un testo sull'argomento ad una
scrittrice che ha sempre dimostrato una
Grande sensibilita' ed attenzione verso tematiche
esoteriche lascia ben sperare per il futuro.
C'e' anche da considerare la grande diffusione dei
libri editi dalla xenia, e' questo
Permettera' di far conoscere il paganesimo ad un
grande numero di lettore.
Invito tutti ad acquistare il libro di Laura Rangoni.
Se si sara' capaci di garantire un certo successo a
questo libro, ben facilmente
Anche altri editori si decideranno ad editare altri
titoli sul paganesimo.
Finalmente si riuscita a convincere il mondo
editoriale ad affidare la stesura di questi testi a
persone che siano
In grado di comprendere il paganesimo.
Una piccola osservazione, non esiste un
neo-paganesimo, ma il paganesimo.
Buona lettura.
Ciao
Francesco scanagatta


Questo il sommario del libro del libro "Il paganesimo"
di laura rangoni;
1-: Alla ricerca di una definizione
2: Le tracce dell'antica Dea
3: Le religioni del Vicino Oriente
4: La religione egizia
5: La religione egea
6: Le religioni mediterranee
7: Le religioni dei popoli del Nord
8: I culti misterici
9: Il neopaganesimo
10: Organizzazioni neopagane

il libro viene cosi' descritto:
<o del Nord Europa al paganesimo moderno. Sulle bucce
della Dea del matriarcato. Gli dei della Grecia e
dell'Egitto padano ancora agli uomini? Il grande
insegnamento delle religioni misteriche. Le
organizzazioni neopagane più attive nel nostro tempo.
>>






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Sunday, December 05, 2004

sacrifici umani

Salve,
i monoteisti hanno sempre la pretesa di attribuire le
loro pratiche alle altre religioni.
I sacrifici umani: un ritornello utilizzato per
descrivere, in modo negativo, i popoli antichi.
Sempre maggiori studiosi confermano che i popoli
pre-cristiani non utilizzavano simili riti.
In ambito accademico, per il momento, si hanno alcune
difficoltaÂ’ nellÂ’esporre questa scoperta.
In ogni caso le cose proseguono e si fanno strada.
Faccio un piccolo esempio. Una delle ultime
trasmissioni di Gaia, parlando degli antichi popoli
maya, ha riportato la notizia che un numero sempre
maggiore di studiosi sostiene che gli antichi maya non
praticavano sacrifici umani. Studiando attentamente i
“pozzi” in cui si sono rinvenuti scheletri, hanno
affermato che questi luoghi erano siti di sepoltura.
Max Muller eÂ’ stato un grandissimo linguista. Ha
profondamente studiato tutte le lingue indo-europee.
Max Muller affermata che in tutte queste lingue non vi
eÂ’ traccia alcuna di un retaggio di sacrifici umani.
Ben sappiamo quante notizie ci fornisca, anche in
epoca contemporanea, la linguistica.
Sotto vi riporto un testo recente, che come sempre non
ha avuto diffusione. Il motivo: mette in discussioneÂ…
Saluti
Francesco scanagatta

Fonte: http://www.abc.net.au/children/
Data : 22.07.04
IL SACRIFICIO UMANO ERA PIÙ RARO DI QUANTO CREDUTO

La pratica rituale dei sacrifici umani nell’età del
Bronzo era probabilmente più rara di quanto creduto,
secondo uno studio sullÂ’antico DNA delle ossa,
condotto recentemente in Europa centrale.
LÂ’antropologo tedesco Dr Susanne Hummel
dell’Università di Gottingen, ha presentato la ricerca
del suo team alla recente conferenza sullÂ’antico DNA
tenutasi a Brisbane, Australia.
Hummel ha dichiarato che la ricerca è stata la prima
ad usare lÂ’antico DNA per completare un albero
genealogico dai resti preistorici umani. I ricercatori
hanno esaminato le ossa umane di 3000 anni or sono
appartenute a circa 40 persone trovate in una grotta
del Lichtenstein, nella Bassa Sassonia, Germania
nord-occidentale.
La grotta fu scoperta negli anni ’80 ed è uno dei
pochi siti nellÂ’Europa centrale dove siano state
trovate ossa umane dell’età del Bronzo.
E’ ritenuto comunemente che gli uomini dell’Età del
Bronzo cremassero i loro morti, e che quindi
generalmente rimanesse poco delle loro spoglie
mortali. La presenza di ossa in questa ed altre grotte
aveva quindi portato gli archeologi a concludere che
fossero siti di sacrifici umani. A sostegno di questa
conclusione, vi sarebbero i segni di incisioni sui
crani e sulle ossa degli arti superiori ed inferiori.
“All’inizio si credeva che la grotta del Lichtenstein
fosse un altro sito di sacrifici umani” ha dichiarato
la Hummel. “Si pensava che alcune persone della zona
fossero state portate nella grotta ed uccise in
qualche modo”.
Ma la Hummel ed il suo team hanno analizzato le ossa e
non hanno trovato tracce di violenza. Hanno anche
determinato l’età della morte, indicata dalle ossa, ed
inferito che non corrispondesse ai canoni previsti per
il sacrificio umano.
“Solitamente oggetto di sacrificio rituale era un solo
genere ed una sola classe di età, diciamo tutte
giovani donne, che sono le persone più preziose della
società” ha dichiarato.
“[Ma] qui abbiamo invece individuato tutte le classi
d’età. Abbiamo bambini, giovani, giovani adulti,
adulti più grandi, e persone anziane, attorno ai 70
anni di età.”
LÂ’ANALISI DEL DNA RIVELA UNA SORPRESA

Per determinare se il sito fosse funerario piuttosto
il luogo prescelto per un sacrificio rituale, i
ricercatori hanno analizzato il DNA dalle ossa, per
verificare se le persone a cui appartenne in vita
fossero in qualche modo imparentate.
“Se avessero formato un clan familiare, sarebbe
apparso assolutamente improbabile che si trattasse di
un sito sacrificale” ha spiegato la Hummel.
Insieme al suo team, ha estratto il DNA ed analizzato
le impronte genetiche, i tracciati del cromosoma Y e
del DNA mitocondriale per stabilire chi fosse
imparentato.
Con grande sorpresa, i ricercatori hanno trovato un
albero familiare completo di padri, madri, figli e
nonni.
“E’ affascinante pensare che si hanno solo dei piccoli
frammenti dÂ’osso, e che, di qui, si possa determinare
chi fosse la mamma, chi il papà e quali i figli, 3000
anni or sono” ha dichiarato Hummel, aggiungendo che si
tratta del primo albero familiare preistorico ad
essere stato identificato.
Hummel ed il suo gruppo hanno trovato quattro
generazioni fino ad ora, e si aspettano di trovarne
una quinta per il tempo del completamento delle
analisi.
“Ciò ci dice che la grotta, con certezza quasi
assoluta, non era un luogo di sacrificio, ma un sito
funerario” ha dichiarato.
La Hummel ha aggiunto che altri siti ritenuti essere
sacrificali potrebbero in realtà essere funerari,
specialmente dal momento che la maggior parte di essi
contiene ossa senza segni di taglio.
“Fino ad ora, non si era mai pensato che potessero
esistere pratiche funerarie alternative. Si è sempre
creduto che vi fosse esclusivamente la cremazione e
che qualsiasi altra cosa fossero sacrifici rituali” ha
aggiunto. “Ma ora questa idea deve essere confutata”.
Se la Hummel riuscirà a riprodurre le sue scoperte in
una o due altre grotte, ciò costituirebbe prova
definitiva che i corpi seppelliti senza cremazione
erano semplicemente un alternativo, seppure meno
comune, metodo di disposizione dei morti. E che il
sacrificio umano non fosse frequente nellÂ’Europa
centrale dell’Età del Bronzo, come ritenuto in
precedenza.
LE GROTTE PROTEGGONO I RESTI PREISTORICI
Le analisi molecolari sono state possibili poiché il
DNA delle ossa era ben preservato. Una ragione per
questo sono le basse temperature allÂ’interno delle
grotte ed il fatto che siano rimaste indisturbate dal
tempo del seppellimento.
La grotta è lunga 140 metri, ma è molto stretta ed ha
un soffitto molto basso, che richiede spesso che le
persona si muovano accucciate allÂ’interno.
“Quel che è certo è che nessuno vi è più entrato negli
ultimi 3,000 anni” ha spiegato.
Hummel ha dichiarato a sostegno di ciò che i reperti
di ceramica e bronzo e tutte le ossa trovate, erano
coperte da un leggero strato di scorie di gesso
idrato, uno speciale tipo di fosfato di calcio
dallÂ’acqua saturata che gocciolava dalla grotta.
Qualsiasi intrusione esterna sarebbe stata registrata
in questo sedimento, che appare invece intatto.
Le analisi dellÂ’antico DNA hanno aperto una nuova
finestra sulle società preistoriche, gettando luce su
ogni dettaglio, dal colore dei capelli a quello della
pelle, alle cause della morte, ai rapporti
matrimoniali e filiali.
“Ora noi abbiamo uno strumento molto valido che ci
dice in che modo le persone fossero imparentate, che è
la cosa più importante che caratterizza una società”
ha dichiarato.





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La Wicca di Reitia

La Wicca di Reitia

salve,
vi inoltro un messaggio dell'amico pier sulla wicca di
reitia.
Pier ha anche scritto un romanzo wicca intitolato:
<>, il testo puoÂ’ essere letto
sul seguente sito:
http://www.freewebs.com/oro_streghe
un altro testo di pier e’ “politeismo veneto”,
disponibile sul sito:
http://digilander.libero.it/Europagani/index.html

ciao
francesco scanagatta
------------------------
http://it.groups.yahoo.com/group/sacreradici/message/2124

Da: "Pier Favero"
Data: Dom Dic 5, 2004 2:36 pm

Oggetto: La Wicca di Reitia

Oggi ci sono una decina di correnti Wicca; alcune
mantengono orgogliosamente uno stretto rapporto con la
tradizione locale, come la Faerie Wicca (Celtica), la
Teutonica Nordica e la Stregoneria Tradizionale
Inglese.
Perchè non mantenere viva la tradizione magica veneta
attraverso una Wicca di Reitia?
Vorrei conoscere la vostra opinione.
Allego il sito relativo non per intenti di roselitismo
ma semplicemente per cercare di spiegare in breve
cos'è la Wicca veneta:
http://www.freewebs.com/wicca_veneta/






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Friday, December 03, 2004

Edward Gibbon sulla persecuzione

Edward Gibbon eÂ’ uno scrittore volutamente poco
ricordato. Fondamentale dal punto di vista storico eÂ’
la sua opera <Impero romano>>. Lo scrittore ha sempre manifestato
una grande attenzione e sensibilitaÂ’ verso lÂ’antica
roma. ventisettenne Gibbon descrive cosiÂ’ lÂ’origine
della decisione di scrivere questÂ’opera:
<pensoso tra le rovine del Campidoglio, mentre i frati
scalzi cantavano il vespro nel tempio di Giove, che l'
idea di scrivere del declino e della caduta della
citta' sorse nella mia mente.>>.
Tra le moltissime notizie che lÂ’opera ci fornisce
voglio riportarvi quanto scrive sulle presente
persecuzione dei cristiani.
Saluti.
Francesco scanagatta
Sulle persecuzioni

<< Le vaghe descrizioni di esili e carcerazioni, di
pene e torture sono cosi' facilmente esagerate o
abbellite dal pennello di un artificioso oratore, che
siamo naturalmente indotti a indagare un fatto di
specie piu' distinta e refrattaria, vale a dire il
numero delle persone morte in conseguenza degli editti
pubblicati da Diocleziano e dai suoi colleghi e
successori. I leggendari moderni parlano di armate e
citta' intere, spazzate via a un tratto dalla rabbia
indiscriminata della persecuzione. I piu' antichi
scrittori si appagano di rovesciare un torrente di
sconnesse e tragiche invettive, senza abbassarsi a
stabilire il numero preciso di coloro cui fu concesso
di suggellare col sangue la fede del vangelo. Dalla
storia di Eusebio si puo' tuttavia ricavare che
soltanto nove vescovi furono puniti con la pena
capitale, mentre dalla enumerazione particolareggiata,
che egli fa dei martiri della Palestina, siamo
assicurati che non piu' di novantadue cristiani ebbero
diritto a questo titolo onorevole.
Non sapendo quanto fossero allora lo zelo e il
coraggio episcopale, dal primo di questi dati non
possiamo trarre alcuna utile deduzione ma il secondo
puo' servire a giustificare una importantissima e
assai probabile conclusione. Secondo la distribuzione
delle province romane, la Palestina puo' essere
considerata come la sedicesima parte dell' impero
orientale. E poiche' vi furono dei governatori, che
per una reale o affettata clemenza avevano conservato
le loro mani pure dal sangue dei fedeli, e'
ragionevole credere che il paese, dov' era nato il
cristianesimo, producesse almeno la sedicesima parte
dei martiri che subirono la morte negli stati di
Galerio e di Massimino per conseguenza, il totale dei
martiri potrebbe ascendere a circa millecinquecento,
numero che, se diviso ugualmente per i dieci anni
della persecuzione, dara' un quoziente annuo di
centocinquanta martiri.
Applicando la stessa proporzione alle province
d'Italia, dell'Africa e forse della Spagna, dove al
termine di due o tre anni fu sospeso o abolito il
rigore delle leggi penali, il numero dei cristiani ai
quali fu inflitta la pena capitale nell' impero romano
si ridurra' a qualcosa meno di duemila persone. E
poiche' non si puo' dubitare che i cristiani erano
piu' numerosi e i loro nemici piu' accaniti al tempo
di Diocleziano di quanto fossero mai stati in
qualsiasi precedente persecuzione, questo probabile e
moderato calcolo puo' insegnarci a valutare il numero
dei primi santi e martiri, che sacrificarono la vita
per l' importante fine di introdurre la religione
cristiana nel mondo.
Concluderemo questo capitolo con una triste verita' ,
che nostro malgrado si insinua nella mente e cioe' che
anche ammettendo senza esitazione ed esame quanto ha
narrato la storia, o inventato la devozione intorno ai
martiri, si deve riconoscere che i cristiani, nel
corso delle loro discordie intestine, hanno inflitto
gli uni agli altri pene molto maggiori di quelle che
avevano subito dallo zelo degli infedeli. Nei secoli
d'ignoranza, che vennero dopo la caduta dell' impero
d' Occidente, i vescovi della citta' imperiale
estesero il loro dominio sul laicato, come sul clero
della chiesa latina. L'edificio della superstizione da
essi eretto, e che avrebbe potuto per lungo tempo
sfidare i deboli sforzi della ragione, fu infine
assalito da una folla di ardimentosi fanatici, che dal
secolo XII al XVI assunsero il carattere popolare di
riformatori.
La chiesa romana difese con la violenza il dominio che
aveva acquistato con la frode, e un sistema di amore e
di pace fu ben presto disonorato da proscrizioni,
guerre e stragi, e dall'istituzione del Sant'Uffizio.
E poiche' i riformatori erano animati dall'amore della
liberta' civile non meno che religiosa, i sovrani
cattolici unirono il loro interesse a quello del
clero, sostenendo con la spada e col fuoco i terrori
delle persecuzioni religiose.
Si dice che soltanto nei Paesi Bassi soffrissero per
mano del carnefice piu' di centomila sudditi di Carlo
V e questo numero straordinario e' attestato da
Grozio, uomo d' ingegno e di dottrina, che mantenne la
sua moderazione in mezzo alla furia delle sette in
contesa e compose gli annali dell' eta' sua e del suo
paese, in un tempo nel quale l' invenzione della
stampa aveva facilitato i mezzi d'informazione e
accresciuto i pericoli della scoperta. Se dobbiamo
credere all'autorita' di Grozio, si deve ammettere che
il numero dei protestanti giustiziati in una sola
provincia, e durante il corso di un solo regno,
supero' di gran lunga quello degli antichi martiri
nello spazio di tre secoli e in tutto l' impero
romano. >>
Edward Gibbon - "Storia della decadenza e caduta
dell'Impero romano", Einaudi, vol. I, pagg. 516-518).







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