Wednesday, March 26, 2008

Olimpiadi in Cina. Ma i greci avrebbero detto no


Eva Cantarella
Olimpiadi in Cina. Ma i greci avrebbero detto no
“Corriere della Sera”, 11 febbraio 2008
Le Olimpiadi erano un momento così importante nella vita delle città greche che, per permettere che esse avessero luogo indisturbate e che tutti i greci potessero parteciparvi, in occasione della loro celebrazione veniva dichiarata una tregua sacra (ekecheiria) in forza della quale agli eserciti era vietato attraversare i confini dell’Elide, la regione in cui i giochi avevano luogo. Per l’occasione, le rissose città greche, perennemente in guerra fra loro, accantonavano rivalità e inimicizie, per celebrare la comune appartenenza a una patria che solo in quel momento e grazie a quell’evento sentivano come nazione. L’agonismo, retaggio di antichi valori competitivi, continuò infatti a essere parte importante della cultura greca, anche quando all’etica degli eroi omerici si affiancarono nuovi valori, più congeniali alla evoluzione in senso democratico delle polis. Oggi, la tregua (verbale) viene chiesta dalla Cina per evitare contestazioni sulla pratica delle esecuzioni capitali. Poveri greci, usati per nobilitare una scelta dettata dalla paura della parola, quella parola che essi garantivano a tutti e nella cui forza credevano così fermamente. I greci una simile scelta l’avrebbero disprezzata.

No comments: