Saturday, May 10, 2008

Piramidi nel cuore d'Europa. Per l'archeologo Osmanagic sotto le strane colline vicino a Sarajevo ci sarebbero antichi templi

Piramidi nel cuore d'Europa. Per l'archeologo Osmanagic sotto le strane colline vicino a Sarajevo ci sarebbero antichi templi
ANTONIO ANGELI
Il Tempo, 11 dicembre 2006

Un esperto egiziano: «Sono costruzioni molto simili a quelle della piana di Giza»

NEL CUORE dell'Europa ci sono le piramidi più grandi e antiche del mondo: questa la tesi dell'archeologo Semir Osmanagic che sta richiamando l'attenzione dei media di tutto il mondo. La Storia potrebbe essere riscritta se sarà provato, come lui ritiene, che in Bosnia-Erzegovina a pochi chilometri da Sarajevo, vicino alla cittadina di Visoko, c'è, seppellita da terra e vegetazione, una piramide più alta di tutte le piramidi egiziane che risalirebbe a 12mila anni fa. Questa struttura, chiamata Piramide del Sole, farebbe parte di un complesso di quattro o cinque giganteschi edifici collegati da una fitta rete di gallerie.
Andiamo per ordine: da sempre, come si può vedere anche da antiche stampe, la cittadina di Visoko è sovrastata da una strana collina: ha quattro lati molto regolari e orientati secondo i punti cardinali. In più non è l'unica strana «collina» della zona; a poca distanza ce n'è almeno un'altra che presenta analoghe caratteristiche. Ce n'è abbastanza per stuzzicare la curiosità di più di uno studioso... ma quella di Visoko è stata una terra tormentata da continue guerre: restata per anni sotto il pugno di Tito (e si sa che quel regime aveva poca voglia di promuovere l'archeologia e la cultura in genere), poi piombata nella guerra civile. Da pochi anni quella regione può dirsi pacificata e dopo lo «scoppio della pace» Semir
Osmanagic, archeologo bosniaco trasferitosi negli Usa, decide di tornare per indagare sulle misteriose «colline».
Osmanagic, che ha 46 anni, è nato a Zenica, in Bosnia-Erzegovina, ha studiato a Sarajevo e si è poi trasferito a Houston. Per anni ha indagato sulle piramidi sudamericane dei Ma-ya. Incoraggiato dagli studiosi locali, più o meno nell'estate dello scorso anno, inizia una serie di scavi nella zona. Immediatamente, rimuovendo uno strato di un metro-un metro e mezzo di terra, affiorano antichi manufatti: lastre di pietra, una scalinata. Sulla sommità della grande collina, che ha i quattro lati inclinati perfettamente a 45 gradi, emergono delle costruzioni.
Qualcosa da scavare insomma c'è: si va avanti con le indagini. La zona inoltre è percorsa da numerosi cunicoli che si riteneva fossero miniere di epoca medievale, ma appare chiaro invece che questi passaggi servono a collega-re una serie di strutture create dall'uomo in epoche più remote. Il 10 gennaio 2006 il satellite Nasa Aster rivela con un'analisi termica che le «colline» hanno corridoi, cunicoli, stanze sotterranee. Dal Cairo arriva un geologo per esaminare i lastroni venuti alla luce. Il suo verdetto è breve, bruciante: «Difficile che la natura possa creare blocchi di pietra simili». Inoltre, la sabbia trovata tra i vari strati di roccia sembra essere simile al cemento che fu usato per le piramidi di Giza, in Egitto. «Per me - afferma - ci troviamo di fronte ad una piramide primitiva di un tipo finora sconosciuto».
Osmanagic è confortato da questi dati che possono fare anche girare la testa. Le dimensioni degli edifici coperti dalle colline, almeno tre, disposti a formare un triangolo equilatero, sono enormi: il più grande supera i 220 metri, più alto della piramide di Cheope. I tre edifici maggiori vengono denominati Piramide del Sole, della Luna e del Drago, oltre a questi ce ne sono probabilmente altri due più piccoli. Studiando la geologia dell'area Osmanagic formula una teoria: le piramidi sono state costruite da una comunità vissuta in quella che oggi è la Bosnia, 12.000 anni fa. Questo perché 12.500 anni fa la maggior parte dell'Europa era coperta dai ghiacci, mentre l'Europa del sud e i Balcani erano terre popolate. Circa 10mila anni prima di Cristo si è verifica-to un brusco innalzamento della temperatura e lo scioglimento dei ghiacci ha provocato vaste inondazioni. Immense aree vengono coperte dalle acque. Dopo molto tempo l'acqua si ritira e tornano in superficie gli edifici di questa antica civiltà, oramai coperti da terra e fango. Le colline di Visoko.
Storici e archeologi storcono il naso. La piramide di Cheope è stata costruita nel 2550 a.C, anche se, in verità, alcuni studiosi vorrebbero retrodatarla di ottomila anni. Diecimila anni prima di Cristo, comunque, nel Paleolitico superio-
re, nell'attuale Bosnia, come nel resto del mondo, poteva esserci qualche tribù nomade, forse qualche insediamento di palafitte. Niente più. Di certo non un popolo culturalmente avanzato come gli egiziani di 7.500 anni dopo.
C'è anche da dire che la divisione della Preistoria in periodi blindati e scatolati spesso è andata stretta a illustri studiosi. L'evoluzione è una macchina strana: molti popoli sono andati avanti per anni senza cambiare e, improvvisamente, hanno dato vita a svolte velocissime. Poi, ovviamente, non tutti i popoli della Terra si sono evoluti allo stesso modo e contemporaneamente. Ma la tesi di Osmanagic è dura da digerire per la scienza ufficiale. Più che una teoria scientifica somiglia alle fantasie di Robert Howard, lo scrittore che creò Conan il Barbaro. Nei suoi racconti Howard parlava di una storia prima della storia, con grandi e complesse civiltà sorte e scomparse migliaia di anni prima delle epoche conosciute.
Il 6 giugno scorso il presidente dell'Associazione archeologica europea, l'inglese Antony Hardin, afferma che in Bosnia non ci sono piramidi: le strane colline sarebbero una semplice struttura naturale, solo di una forma curiosa. Negli stessi giorni però l'Unesco decide di vederci chiaro: annuncia che invierà a Visoko un team di esperti per aiutare il progetto di ricerca riguardante la presunta prima piramide europea e stabilire «di che cosa esattamente si tratta».
Così Osmanagic, coadiuvato dalle autorità locali, non si scoraggia. Appoggiato dall'Università di Zenica, che afferma che il suo lavoro sta seguendo una ineccepibile metodologia scientifica, si appresta a varare un ampio piano di scavi tesi a studiare a fondo quella che ormai definisce senza esitazioni la «Valle delle piramidi bosniache». Tutta la zona, ha detto l'altro giorno Osmanagic durante una conferenza, «nel 2007 diventerà un immenso centro di ricerche in modo da svelare il mistero del complesso delle piramidi».
Il futuro vedrà la soluzione del mistero, per il momento alberghi e ristoranti locali sono euforici e, come si dice, ci inzuppano il pane. A Visoko già esiste il Motel «Piramide bosniaca del Sole» e i ristoranti servono una bella pizza a forma di piramide. Le piramidi nel cuore dell'Europa, se riusciranno a dare una mano all'economia della martoriata ex Jugoslavia, saranno comunque una bella realtà.

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