Saturday, October 06, 2007

Emerge a Orvieto il Fanum Vltumae

Repubblica 22.8.07
Archeologia. Emerge a Orvieto il Fanum Vltumae, una
svolta per gli studi
Il grande santuario etrusco

Orvieto. Una nuova scoperta sta arricchendo le
conoscenze sugli etruschi: da uno scavo in corso a
Orvieto sta emergendo il Fanum Voltumnae, il santuario
federale dove si riunivano i rappresentanti delle
dodici città principali che formavano la lega etrusca.
Un luogo di grande rilievo sia religioso che politico
il cui ritrovamento porterebbe a una svolta
importantissima nell´etruscologia. Il rinvenimento, in
questi giorni, di due altari, uno dei quali
monumentale e di fattura particolarmente raffinata,
insieme a quello di frammenti ceramici che consentono
di datare l´inizio della frequentazione della zona in
epoca villanoviana, vale a dire nella fase iniziale
della civiltà etrusca, sembrano avvalorare decisamente
l´ipotesi.
I ritrovamenti si devono a Simonetta Stopponi
(Università di Macerata) che sta conducendo
approfondite indagini dal 2000. L´area è quella di
Campo della Fiera, ai piedi della rupe di Orvieto. È
grande tre ettari e ha restituito numerosi resti che
documentano una continuità ininterrotta di uso sino
alla peste nera del 1348. Lo scavo sta per concludersi
e i risultati verranno annunciati pubblicamente i
primi giorni della prossima settimana.
Nel Fanum Voltumnae i rappresentanti delle principali
città etrusche si ritrovavano annualmente. Ma erano
previste anche assemblee straordinarie la cui
convocazione poteva essere richiesta, in casi di
particolare gravità, da parte di popoli alleati quali
i Falisci e i Capenati. Così almeno accadde - secondo
la testimonianza di Tito Livio - nel 397 a.C. quando
si trattò di prendere una decisione sulla sorte di
Veio, assediata dai Romani.
Le assemblee avevano un carattere politico. E a Roma
si guardava ad esse con preoccupazione. Il valore
politico degli incontri era ribadito dall´elezione di
una sorta di primus inter pares, definito in
iscrizioni latine di età imperiale come praetor
Etruriae. Gli incontri avevano comunque anche un
aspetto religioso: non a caso il luogo era posto sotto
la protezione del dio Voltumna, una divinità
assimilata a Tinia, vale a dire il Giove latino. Non
mancavano neppure le manifestazioni sportive e gli
spettacoli: grande scandalo suscitò la decisione del
re di Veio di ritirare per protesta gli atleti e gli
attori veienti dai giochi nel 404 a.C.
Tito Livio è lo storico latino che informa più
dettagliatamente sul Fanum Voltumnae, ma purtroppo non
fornisce indicazioni sulla sua localizzazione. A
partire dal Quattrocento sono state avanzate diverse
proposte per la sua identificazione. Nel Novecento ha
preso quota la localizzazione a Orvieto, l´etrusca
Velzna. Fra gli indizi veniva indicata una
disposizione dell´imperatore Costantino - tra il 333 e
il 337 d.C.- che autorizzava gli Umbri a svolgere la
propria festa religiosa a Spello e non più aput
Volsinios, presso Volsinii, insieme agli Etruschi. Va
tenuto presente che in epoca imperiale, dopo il duro
intervento effettuato da Roma nel 264 a.C., la città
di Volsinii era stata saccheggiata e rifondata sulle
sponde del lago di Bolsena e non si trovava quindi più
sulla rupe orvietana. Ma nel testo costantiniano si
dice "presso" e non "in" Volsinii.
Questo e altri elementi hanno spinto a cercare il
Fanum Voltumnae tra Orvieto e Bolsena. Negli anni
Trenta del secolo scorso, un erudito appassionato di
archeologia, Geralberto Buccolini, avanzò l´ipotesi
che il santuario fosse ai piedi della rupe orvietana,
nell´area di Campo della Fiera e del Giardino della
Regina. Determinanti erano per lui alcuni ritrovamenti
avvenuti in quella zona negli anni Settanta e Ottanta
dell´Ottocento.
Sulla scorta di queste conoscenze sono stati avviati
gli scavi diretti da Simonetta Stopponi e resi
possibili dal sostegno finanziario della Banca Monte
dei Paschi di Siena. L´indagine ha intanto evidenziato
un dato storico: la scoperta di un´intensa
frequentazione attestata da interventi urbanistici e
architettonici in epoca repubblicana e imperiale
romana.
Tra le strutture riportate alla luce va segnalato un
ampio recinto al cui interno è stato scoperto un
tempio che presenta almeno due fasi edilizie e un
percorso pedonale realizzato a fianco del suo lato
lungo meridionale, due pozzi (uno con una base
modanata in trachite) e da ultimo - come si è già
ricordato - due altari rispettati nella
ristrutturazione dell´area avvenuta nel II sec. a.C.
Uno, di fattura pregevole, è realizzato in trachite,
l´altro in tufo. Il più monumentale sembra risalire
alla metà del V sec. a.C. ed essere contemporaneo alla
fase più antica del tempio col quale è probabilmente
in connessione. In questa stessa zona erano stati
rinvenuti già due bronzetti di offerenti, oltre a
numerosi frammenti di ceramica attica di qualità
notevole, e ora si è scoperto il basamento di un
donario.
In un altro settore della stessa area di scavo, gli
archeologi hanno riportato alla luce una fontana
monumentale e la base di un ulteriore edificio di
epoca etrusca dalle dimensioni ragguardevoli.
Nelle prime campagne di scavo erano state messe in
luce due antiche strade basolate, una delle quali
appare delimitata da un muro in opera reticolata lungo
70 metri ed è stata interpretata dagli scavatori come
una via sacra; terme di modeste dimensioni di epoca
romana e una chiesa di origine altomedievale impostata
su strutture precedenti. Un´altra ampia via lastricata
e alcuni ambienti che vi si affacciavano sono stati
rinvenuti, a non molta distanza, in scavi condotti
direttamente dalla Soprintendenza per i Beni
Archeologici dell´Umbria sotto la direzione di Paolo
Bruschetti.
Molto resta da indagare e comprendere: occorre cercare
i resti delle strutture legate agli spettacoli e ai
giochi e scoprire ancora con ogni probabilità
l´edificio (o il luogo consacrato) principale. Ma che
l'area del Fanum Voltumnae sia stata individuata
appare - dopo i rinvenimenti di questa estate - sempre
più verosimile.

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