Sunday, December 16, 2007

Il Dio oggetto


Marc Auge, dal libro "Il Dio oggetto", Edizioni Meltemi
"Tra il 1965 e il 1970 ho fatto ricerca nel sud della Costa d'Avorio: ho sentito parlare di antichi culti e nominare 'feticci' che ufficialmente erano scomparsi. Degli dei di questo posto ho conosciuto solo il nome, a volte il luogo che identificavano (un isolotto, una roccia), raramente frammenti di miti, più spesso — come se la funzione si imprimesse meglio nella memoria — il ruolo che l'uno o l'altro giocava nell'economia interna del lignaggio, dei villaggi o dei gruppi etnici. Le figure un po' sbiadite del pantheon lagunare favorivano così un'interpretazione funzionale o simbolista della religione: da un lato la logica di lignaggio, sempre inscritta nell'ordine territoriale e nelle relazioni tra gli uomini, sembrava essersi adattata alla morte degli dei, dall'altro questo relativo cambiamento non riguardava alcuni culti personali né la corrispondente visione dell'uomo. Si aveva anzi l'impressione di un incremento del ricorso alla stregoneria per la spiegazione della disgrazia e delle tensioni tra lignaggi e generazioni, e in complesso che varie modalità sincretiche messe in moto da 'profeti', con gradi diversi di consenso, servissero più o meno a sostituire un sistema mutato più nella lettera che nello spirito."

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