Friday, December 28, 2007

Scoiattoli al profumo di serpente

dal sito: http://www.blogalileo.com
Scoiattoli al profumo di serpente
Scritto da anecòico, Venerdì 28 Dicembre 2007
Una ricercatrice della UC Davis (California) ha recentemente osservato un curioso comportamento di due specie di scoiattolo, Spermophilus beecheyi e Spermophilus variegates, che utilizzano la pelle lasciata dei serpenti, nei periodi di muta, per mimetizzarsi dai predatori. Questi simpatici roditori masticano avidamente la pelle ormai rinsecchita dei serpenti leccandosi poi la pelliccia, così da trasferire l’odore dei rettili sul loro corpo per ingannare il fiuto dei molti predatori sulle loro tracce.

Le femmine, sia adulte che più giovani, attuano questo procedimento con una frequenza maggiore rispetto ai maschi, generalmente di corporatura e prestanza fisica maggiore e quindi meno soggetti alla predazione da parte dei serpenti. L’odore di serpente permette agli scoiattoli di mascherare il loro afrore, specialmente durante i momenti passati a riposare nelle tane. Sentendo l’odore dei loro simili, i serpenti non si addentrano nelle tane, immaginando siano già state visitate da qualche “collega” predatore.
Ma gli scoiattoli non utilizzano solamente la pelle di serpente per mascherare il loro odore. I risultati della ricerca dimostrano come spesso i roditori si cospargano di terra, ghiaia o altri materiali su cui sono passati i serpenti, così da trasferire sulla loro pelliccia l’odore di questi rettili.


I serpenti a sonagli sono i principali nemici per queste due specie di roditori, che nel corso del loro processo evolutivo hanno sviluppato una progressiva immunità al potente veleno dei loro nemici. Determinati a non diventare una preda così facile, gli scoiattoli sono anche in grado di scaldare a comando le loro code, mandando precisi segnali ai serpenti a sonagli, che sono in grado di vedere anche nello spettro dell’infrarosso. Si tratta di un vero e proprio messaggio di guerra, che comunica ai serpenti a sonagli un potenziale rischio.
L’interessante ricerca svolta alla UC Davis, e recentemente pubblicata sulla rivista scientifica Animal Behavior, dimostra ancora una volta come le piccole astuzie consentano agli animali maggiormente soggetti alla predazione di sopravvivere, riducendo considerevolmente i rischi per intere specie.

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commento:
è anche dopo questa notizia ci sarà ancora qualcuno capace di dire che gli animali non hanno intelligenza.

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